L’Occidente, sempre più avanti nella via del tramonto, sta scendendo l’ultimo gradino dello sradicamento dalla sua Tradizione sacrale, giungendo al limite estremo di distruzione sistematica delle proprie radici spirituali e culturali. Sull’onda dell’Illuminismo, dell’Evoluzionismo, del Liberalismo, del Socialismo si è giunti a un punto tale che ogni veduta tradizionale viene giudicata oscurantistica e anacronistica. Da cui la negazione di tutto ciò che è senso tradizionale di razza, stirpe, nazione, dei valori del sangue, della famiglia, tradizionalmente concepiti, radicati nelle origini trascendenti, formatrici l’identità di un popolo, delle persone che di esso fanno parte.
Sull’orlo della cancellazione selvaggia dei punti superiori e sacrali su cui si fonda la normale personalità, è stata innestata una propaganda dissolutoria a favore dell’individualismo, di cui l’uomo-ombra attuale non si rende minimamente conto di essere il frutto, tanto il suo modo di pensare, di sentire, di agire, proviene del tutto da questa sottocultura antritradizionale che lo muove inconsapevolmente, influenzando il suo agire, il suo volere, come un invasamento demonico.
Il frutto di tutto ciò è la costituzione di una civiltà a rovescio, dove l’errore, il falso, l’illusorio, sono assunti come principio e come valore per instaurare di fatto un caos spirituale e sociale ove non esistono più punti fermi e tutto si dissolve in quello stesso caos. L’effetto di tutto ciò è un titanismo generalizzato, sull’orlo di una sedicente ricerca della libertà, si viene invasati da una tracotanza e da una superbia che offusca anche l’ultimo barlume di intelletto sano; la volontà egoica è stata sostituita alla volontà divina e in nome del fantomatico uomo libero e dell’umanità progredita, non si va più alla trasfigurazione della persona, ma alla sua sfigurazione in una poltiglia bastarda di senzanome, senzatradizione, senzapopolo e senzavolto, arrivando persino a glorificarsi per l’ottenimento di tutto ciò.
Dove i sangui si incrociano e le vocazioni si confondono, riesce sempre più difficile vedere chiaro nel proprio essere, nella propria natura metafisica. Cresce la labilità interiore, tutto si affievolisce: le qualità del carattere, la dignità, l’onore, la rettitudine, la lealtà, sono perduti a scapito dell’abilità furbesca, dell’intimismo, del cerebralismo sterile quanto inutile, critico e dissacratore, determinando una situazione completamente anomala, dove individui pieni di contraddizioni, di conflitti, privi di significato trascendente, reale del vivere, in contrasto con la propria Tradizione, cioè con la propria essenza, in preda alla tirannia delle loro passioni, del loro istinto, si ritengono normali o, addirittura, progrediti, invece che pure aberrazioni dovute allo sgretolamento del senso organico e trascendente della vita politico-sociale e di quella personale.
Dove non c’è stato un imboccare le ultime strade verso la licenza-distruzione finale, è presente nell’uomo moderno, un habitvs ormai fattosi sangue per tendenze secolari: contestatario, ribelle, anarchico, licenzioso, specie di fronte all’autorità tradizionale, spirituale, critico, scettico, dubbioso, individualista, afflitto da una tracotanza feroce, da un titanismo pietrificato, un libertinismo viscerale, un’insofferenza profonda per l’ordine e la forma, l’obbedienza e la fedeltà in senso superiore, per la religione. A tutto ciò si aggiunge il culto infero della propria persona, della propria opinione, della propria immagine umbratile. Una sensazione di sufficiente e arrogante saccenza è stabilita, una illusoria autonomia giurisdizionale si installa, divenendo la fonte della propria giustizia. Ciò che è un disordinato accumulo di informazioni distorte, deviate, subindividuali, spesso nient’altro che un bricolage di cultura profana o neospiritualistica, fabbricata comodamente in salotto, si trasforma in verità inopinabile ed affermata come dogma. Inoltre, non manca un’irresistibile spinta alla soddisfazione immediata dei propri desideri, i più bassi, i più radicali, i più dissolventi, ad appoggiarsi al comodo, al ricercare le esperienze sensibili più gratificanti e a buon mercato.
L’individuo ultimo è mosso da avido quanto ansioso bisogno di nuovi oggetti di fruizione, di esperienze gratificanti, sia politiche, che sociali, che religiose, in un delirio compensatorio insaziabile, una ricerca di forti emozioni per percepirsi, per fruire di un irrazionale, inebriante senso esistenziale ottuso, scambiando l’essere con il divenire, sintomo profondo ed evidente di una inconsistenza interiore profonda, di un vuoto sostanziale e metafisico drammatico, epilogo della campagna moderna del progresso a favore dello sradicamento religioso, sacrale, tradizionale, che oggi, nel delirio generale, viene definito “libertà”.
Ora, di fronte a tali forme estreme di disordine e sovversione, bisogna rendersi conto che il male va attaccato alle radici, va riconosciuto in tutte le sue forme. Per noi è fondamentale stabilire anche se vi siano uomini capaci di assumere integralmente una Tradizione fin nel loro sangue, fin nel loro corpo, come salda base di un’opera di reintegrazione, prima, e di reazione restauratrice, poi.
Si tratta di orientare le proprie vite verso princìpi universali di perenne attualità, tali da rivivificare la persona in senso sacrale, a ricostituire il fondamento per una vera ripresa dell’ordine giusto di cose. Occorre riprendere il vero senso della Tradizione Patria, la quale ha subito nello spirito, e ora anche nella lettera, i più feroci attacchi sovvertitori, associandola spesso all’idea dispregiativa di ciò che appartiene al passato, in senso cronologico e che quindi va combattuta e superata in nome del progresso. Mentre, in realtà, la Tradizione non ha nulla a che vedere con la conservazione delle forme del passato, quindi non è conservatorismo, né tradizionalismo esteriore, né nostalgico, ma semmai, custodia viva nello spirito di verità eterne, perpetuamente valide, perpetuabili in modalità formali diverse, a seconda delle circostanze, e profondamente vitali, perché realizzate come stati dell’essere da persone viventi, che le incarnano.
E’ perciò necessario spezzare l’incantesimo fascinatore del mondo moderno, le false idolatrie, le superstizioni mortificanti, gli pseudo-miti. Serve una spogliazione profonda dai pregiudizi profani, riacquistando il vero spirito tradizionale.
Urge rialzarsi, riprendere il tono spirituale-sacrale della vita, bisogna disporsi in uno stato di presenza tale da sorprendere sul nascere tutte le possibili presenze sovvertitrici ed infettanti il proprio pensiero, la propria anima, nelle parole, nei gesti e, di fronte ad esse, prendere posizione, superandole, purificandole o stroncandole.
Tale scopo si ottiene creando un atteggiamento vigile e consapevole, conoscendo in profondità come agiscono queste forze occulte nella coscienza e nel mondo, apprendendo il modo di dominarle senza cedimenti, traslando il supporto di sé sul principio egemonico, astraendolo dalla coscienza sensibile; riportando poi le nozioni razionali della realtà su saldi principi metafisici, dai quali dovrà poi scaturire naturale il pensare e l’agire conformi a verità.
Una funzione della nostra opera, espressa ed orientata anche in queste pagine, è quella di fornire chiari punti di riferimento-orientamento per una preliminare centratura del proprio essere sul nucleo trascendente, vera essenza di sé, inoltre fornire le basi per un ricollegamento alla propria Tradizione Patria. Si badi bene che nel momento in cui ci si rivolge alla Tradizione e al Sacro, si deve togliere da sé l’illusione di poter scegliere una Tradizione a proprio piacimento, come si fa al supermercato, come una merce da provare e da consumare.
In realtà, è la Tradizione che sceglie la persona, essendo la Tradizione il complesso specifico di cause metafisiche che hanno determinato la nascita dei popoli e delle nazioni, quindi delle persone relative, che volenti o nolenti, vi partecipano. Si tratta piuttosto di recuperare, attraverso una paziente riacquisizione, la conoscenza della propria Tradizione, reintegrandovisi e ristabilendovisi attraverso un riposizionamento profondo di tutte le componenti della propria persona. Bisogna quindi mettere al bando tutte quante le conventicole del sottobosco neospiritualista, gruppi tanto privi di fondamento quanto pericolosi, vere trappole per inetti e segni dei tempi liminari. Così come bisogna fare attenzione a tutti gli sviamenti tradizionalistici che fanno sì che ci si arresti a posizioni del tutto esteriori e illusorie, evitando di mettersi nelle condizioni in cui si crede di poter pensare di scegliere indipendentemente una qualsiasi Tradizione a proprio uso e consumo.
Si presenta così una questione essenziale per la singola persona, che, se non viene sviata verso Tradizioni non occidentali, facendo coerenti scelte di vita, si ritrova a considerare seriamente la propria Tradizione spirituale. Se queste considerazioni vengono applicate al caso dell’Italia, la discriminazione, dati i tempi correnti, non può essere che una: l’italiano attuale, in base a ciò che abbiamo detto sopra, ormai è sradicato completamente, inquinato, imbastardito, in un senso cosmopolitico, ha una coscienza abbastanza confusa sul merito della Tradizione avita, ne è stato sviato, confuso, allontanato, in tutti i modi.
Nel corso dei tempi, diverse sovrapposizioni e distorsioni si sono aggiunte, a cominciare dall’innesto del Cristianesimo sulla nostra civiltà originale, con la propaganda antiromana e anti-italica, mai completamente cessata, che, nella presunzione dell’avvento della più alta religione, ha avviato una campagna sistematica di distruzione di tutto ciò che non era essa, bollando il tutto come infamia di paganità. Da allora, si è avuto un’assunzione degli eventi in chiave cristiana, dando il privilegio nei fatti a questi ultimi, e svalutando e denigrando il resto.
Le conoscenze dell’uomo comune sono poi generalmente influenzate su tale ordine di cose in questo modo:
• per lunghi secoli si è osato glorificare le conquiste del Cristianesimo a scapito della Tradizione Italico-Romana, svalutando naturalmente tutti i tentativi di un ripristino integrale dell’Impero Romano, bollando come ingiusti i tentativi ghibellini, sostenendo poi i comuni nella fase di disgregazione imperiale, fase che doveva poi ritorcersi contro la chiesa stessa;
• su questa tendenza, tuttora presente, che imbeve i manuali di storia, si aggiunge la tendenza umanistica antitradizionale, che mostra i fatti antropocentricamente e vede la storia come un perfezionamento dell’uomo, fondandosi sulle basi che determineranno l’evoluzionismo successivo, presentando il Medioevo come periodo evolutivo dell’occidente e la Romanità come fase religiosa puerile dello stesso.
• La terza distorsione sorge su questi presupposti e la storiografia viene confezionata sull’alibi che si sono creati il liberalismo rivoluzionario, la democrazia, il pensiero illuministico massonico, il sedicente libero pensiero, espressioni diverse del razionalismo dissacratore sovversivo. Su tali basi, non solo vengono stravolti gli ultimi residui della Tradizione prisca, ma definitivamente attaccato anche il Cristianesimo, producendo la vera nascita del mondo moderno che traccia i suoi valori pescando da episodi di aberrazione del mondo antico, ad esempio, creando il feticismo della democrazia greca, esaltando la rivolta delle plebi romane, inserendosi nel pregiudizio classico della cultura ellenistica, dando risalto alla decadenza della civiltà tradizionale romana, greca, ecc., ecc.
• Proseguendo, si arriva all’interpretazione del materialismo storico marxista e del suo progressismo rivoluzionario, ove la storia è concepita come un processo di liberazione delle classi economiche più abbienti per tramite di lotte e rivolte continue in previsione di un escaton edonistico e transeunte. Così insensibilmente si è abbattuto prima, e sarà abbattuto poi, l’ordine legittimo di cose, diffondendo un senso pervertito delle cose e dei fatti, inculcando nelle coscienze, sin dai primi anni delle scuole, quei psuedoprincipi per i quali oggi si va vendendo la propria anima agli Dei inferi.
• Infine si completano oggi le cose con l’azione mondialista e globalizzatrice che subordina ogni cosa alla tirannide di un totalitarismo di pensiero, dissolutivo di ogni identità e di ogni cultura, per l’instaurazione finale della più mostruosa parodia della Civiltà Sacra e delle Tradizioni Spirituali.
A tutto ciò va aggiunto che in questo periodo la persona è catastroficamente involuta sia dal punto di vista ontologico, sia dal punto di vista morale.
L’essere è ridotto alle sue componenti sensibili, irrazionali, subumane, alla parte più bassa di sé, il soggetto rappresenta così le cose e il mondo in modo infimo ed invertito. Su tutto ciò occorre una profonda opera di ridignificazione, rielevazione che possa permettere di vedere in profondità cause, princìpi, realtà noumenica del mondo.
Quindi è necessario un itinerario ben determinato affinché si possano ricostituire i fondamenti minimi, affinché lo spirito tradizionale si ricostituisca nell’anima, affinché le condizioni minime dell’animo religioso siano ristabilite secondo regolarità, sceverando e purificando le perversioni e deviazioni che ogni genere di pseudoreligione, neospiritualismo o pseudocultura profana ha prodotto nel corso di questi secoli.
Tutto ciò vale come indicazione preliminare per individuare l’opera propedeutica iniziale che va svolta per conseguire un vero ricollegamento effettivo alla propria Tradizione spirituale, Romana Italiana e alla dimensione supernaturale e metafisica della stessa realtà. In questo modo si rende insostituibile la presenza viva ed attuale di Roma Eterna a guidare ed indirizzare il suo popolo alla sua vera Patria.
L.M.A.Viola
(Estratto da Saturnia Regna n.33, Lug.- Dic. 2009 e.v.)