La Religione Divina Primordiale e la religione romana Numa poté “rivelare” la scientia dei sacra e la disciplina del loro esercizio al primo Pontifex perché conseguì, a priori, la sapientia divina grazie all’unione arcana con la Dea Egeria, “cvm dea Egeria congressvs noctvrnos”[1], infatti fu dopo aver ricevuto il monitvs dalla Dea che Numa procedette nel “sacra institvere, sacerdotes svos cviqve deorvm praeficere”[2]. È un segno fondamentale il fatto che Numa abbia consacrato il lvcvs ove attuava il congresso con la Dea Egeria, sua “coniuge”, alle Camenae, le Mvsae, perché esse si ritrovavano in quel luogo con la Dea. Egeria è nome che deriva da e-gerere, perciò indica il potere divino che “porta fuori”, che “conduce fuori”, per traslato è il potere che rende possibile la conoscenza di ciò che è occulto, “interno”. Egeria è dunque la Dea che conduce il segreto arcano fuori dai penetrali dell’Essere Divino, perciò, in senso lato, la Dea si identifica con la Sapienza Divina a cui il soggetto si unisce grazie alla contemplazione intellettuale realizzata, così ciò che è occulto e nascosto viene conosciuto, ovvero viene “tratto fuori” dal penetrale divino per essere offerto alla conoscenza dell’intelletto contemplante. Egeria è anche Dea delle fontes,



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