L’ultima fase della catabasi dell’umanità, in funzione delle sue diverse caratteristiche, è definita anche “postmodernità”, una fase temporale nella quale si è costituita ciò che anche i sociologi profani definiscono come “civiltà del desiderio sfrenato e insaziabile”, una situazione che ormai ha preso il definitivo sopravvento su ogni ordine precedente e sta per stabilirsi nell’intero spazio della terra. Questa situazione, come si vedrà, non è separabile dall’orientamento terminale del capitalismo, un indirizzo controtradizionale della condotta dell’uomo, della società e dell’economia, che si è affermato negli ultimi due secoli e che ha portato la società umana nella direzione della sua rovina definitiva. Nemmeno ciò che si è tentato di opporgli, in quanto proveniente dalla stessa radice profana, come il socialismo, il comunismo o altri elementi, ha potuto evitare che si producesse questo stato di cose.  Del capitalismo è possibile distinguere tre fasi e tre epoche in cui si è sviluppato nella sua integralità. Nella prima fase dominava un’economia di produzione, alla quale si è sostituita un’economia di consumo, la quale, infine, è stata sostituita da un’economia di iperconsumo, nella quale l’avidità e la concupiscenza di oggetti corporei e di esperienze edonistiche sensibili hanno raggiunto la loro radicalizzazione. In pochi decenni questa



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