Occorre trattare anche della stretta relazione che esiste fra il senso della dignitas e quello della persona nell’ordinamento civile romano. Della natura metafisica divina e causale della persona abbiamo già trattato in diverse nostre opere[1], ora vi faremo riferimento molto sinteticamente. In senso lato il termine persona indica il mezzo attraverso cui l’attore teatrale recita la sua parte, ovvero la maschera, in senso più particolare identifica il complesso psicofisico che l’animo-attore assume per recitare la sua parte nell’esistenza. Il termine persona ha anche un altro significato, nel contesto civile indica il ruolo sociale, lo statvs ufficiale, il particolare impiego in un ufficio della Repubblica[2]. Ma a ciascuna persona corrisponde un certo gruppo di uffici, o di doveri, a seconda dell’impiego assunto, per cui se un dato soggetto presenta essenzialmente una certa identità personale, nell’assumere il suo ufficio civile si moltiplica in diverse personae funzionali, a seconda delle determinate azioni a cui deve adempiere. Verso la fine del I sec. a.C. il termine persona ha assunto principalmente il significato di ruolo, competenza, impiego, l’unità molteplice delle funzioni implicite in una data parte, ciò di cui si riveste l’animo per svolgere un dato compito o una data funzione. Nella misura in cui



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