Precisazioni, distinzioni e relazioni

Precisazioni

La descrizione dell’identità dell’Associazione Romània Quirites risulta più chiara se si fanno anche delle precisazioni distintive che marchino le differenze che esistono fra la natura dell’ente presentato e quella di altri enti in apparenza simili. È possibile formarsi un giudizio esatto, “scientifico”, sulla A.R.Q. basandosi solo sulle fonti dirette che ne descrivono correttamente la natura, un superficiale esame, la mancanza di adeguate competenze critiche o il sentito dire, rendono inappropriata la valutazione che ne può scaturire.

L’Associazione Romània Quirites è sorta dopo circa quindici anni di preparazione, come superamento di una serie di indirizzi che insistevano su elementi propri del neospiritualismo, del neopaganesimo e del tradizionalismo nel vano sforzo di restaurare, in qualche modo, la tradizione religiosa romano-italiana. L’Associazione ha sempre preso le distanze dagli “studiosi” profani e dagli enti ove si pratica la “cultura” profana, così come da “pensatori” o “filosofi” staccati dalle tradizioni spirituali regolari, inoltre non ha mai condiviso azioni politiche e sociali esteriori prive di ogni riferimento religioso autentico.

Contrariamente a quanto erroneamente si può pensare, l’A.R.Q. non è un ente “guenoniano”, come è stato fatto presente in molti suoi documenti per tanti anni, anche se apprezza una parte dell’opera di René Guénon, la cui funzione nell’ambito delle tradizioni spirituali dell’umanità è stata riconosciuta come veramente autorevole dalle fonti regolari più diverse, l’Associazione ha fatto diverse distinzioni rispetto a quanto egli ha svolto. Il rigore e la precisione con cui Guénon ha trattato dell’origine, della natura e delle forme delle tradizioni spirituali sono stati fondamentali per orientare molte coscienze al recupero di un’autentica spiritualità tradizionale regolare e, allo stesso tempo, per mettere in guardia da indirizzi irregolari e fenomeni spiritualistici inautentici. In particolare Guénon ha approfondito la nozione di “tradizione”, e tutti gli elementi che vi attengono, insistendo particolarmente sulla natura della regolarità tradizionale, spazzando il campo della ricerca spirituale da tutta una serie di fenomeni pseudotradizionali, pseudoreligiosi o pseudoiniziatici, a cui l’uomo contemporaneo presta attenzione e dedizione con troppa facilità, venendone ingannato.

Coloro che hanno seguito Guénon hanno cercato di superare ogni discorso meramente tradizionalista per attenersi ad adeguati orientamenti tradizionali al fine di costituire un regolare ricollegamento alle tradizioni iniziatiche operative esistenti, e, più in generale, per integrarsi in una tradizione religiosa nel modo più corretto possibile. Gli orientamenti di Guénon presentano certe parzialità e talora sono svianti, ma, nel complesso, sono funzionali ad una adeguata reintegrazione dell’uomo in un’autentica istituzione religiosa tradizionale in modo che esso possa compiere una vita coerente con lo spirito religioso tradizionale, secondo una data forma provvidenziale. L’uomo può compiere la sua vita in modo giusto solo all’interno di una tradizione spirituale completa e regolare, egli deve praticare l’exoterismo di una data forma religiosa, dal quale, se ha la possibilità, può elevarsi fino alla dimensione dell’esoterismo e dunque al dominio della pura realizzazione spirituale ed iniziatica. Le indicazioni date da tutte le autentiche autorità spirituali, relative allo sviluppo della prassi regolare che conduce l’uomo alla sua perfezione, sono sostanzialmente identiche. Purtroppo oggi molte persone sono disorientate da false guide e pseudoautorità, perciò non seguono un itinerario religioso e realizzativo adeguato, e quindi finiscono per perdersi nei più diversi modi.

Come già affermato, la costituzione dell’ente religioso tradizionale principale, e della A.R.Q. che da esso procede, è stato il frutto di una lunga preparazione, durante la quale, oltre all’applicazione alla disciplina regolare di specifici itinerari religiosi realizzativi, nell’ambito di precise tradizioni spirituali, è stato fatto l’esame approfondito delle opere orientative di molte personalità autorevoli e del complesso delle loro indicazioni. Il processo ha portato alla fondazione dell’organizzazione religiosa tradizionale romano-italiana, la quale, oltre al fine religioso specifico, ha avuto l’intento, fin dalla sua costituzione, di rispettare la più rigorosa regolarità religiosa tradizionale, anche nel tempo attuale. Tutto ciò ha comportato la distinzione e la presa di distanza da tutta una serie di indirizzi spiritualistici irregolari, già denunciati e rettificati da diverse personalità autorevoli impegnate nell’opera di chiarimento e recupero della regolarità religiosa tradizionale, e il superamento di parzialità, lacune, limiti ed errori presenti nelle indicazioni di alcuni degli esponenti del pensiero religioso tradizionale.

Da quasi trenta anni l’intera organizzazione, e dunque anche la A.R.Q., sono volte a radicare la loro opera religiosa romano-italiana nella più completa conformità alla tradizione. L’approfondimento della regolarità tradizionale è continuo ed accurato, anche in ragione del fatto che la confusione e il disordine in questo dominio si sono accresciuti ogni giorno di più, per molti il solo parlare di rigore religioso, di rispetto di una forma, di fedeltà ad una condotta, di adesione a una regola, ecc., determina le più scomposte reazioni.

L’Associazione Romània Quirites ha sollecitato per molti anni un rigoroso e adeguato rispetto della regolarità tradizionale, agendo in ambienti che si definivano “tradizionalisti romani”, gli unici che, comunque, ancora oggi presentano una certa serietà di modi e di intenti. Successivamente, l’organizzazione ha deciso di interrompere questa azione, una decisione che si è rivelata sempre più corretta, visti gli inviluppi a cui sono inevitabilmente andati incontro determinati enti, un esito che era stato ampiamente previsto fin da quei tempi.

La posizione di ARQ è diventata sempre più precisa e definita nel corso dei decenni, con grande forza l’Associazione ha insistito sulla necessità imprescindibile del rispetto della regolarità tradizionale, senza la quale persone, enti ed opere perdono ogni tipo di validità. Decenni di esame approfondito rivelano che il moltiplicarsi di operazioni diverse avviene con sempre minore regolarità, senza il rispetto delle procedure giuridico-religiose regolari, così si costituiscono enti ed iniziativa in modo irregolare e illegittimo, senza alcun rispetto della tradizione autorevole. Diversi enti che popolano il panorama neospiritualista e tradizionalista sono stati sottoposti all’attenzione, perché si possano notare gli elementi di irregolarità che presentano. Decenni di dedizione alle fonti autorevoli della religione romano-italiana e all’assimilazione specifica del loro spirito e il sistematico studio di fenomeni deviati hanno permesso di definire dei criteri di misura precisi. La natura di certi indirizzi è già stata ben esaminata e rettificata da personalità spirituali autorevoli regolari, degne di un preciso rispetto, su quanto da esse prodotto non è necessario insistervi ulteriormente. Ma il degrado dell’umanità procede sempre più veloce e le cose peggiorano di giorno in giorno, perciò è necessario tornare continuamente, con sempre maggiore precisione, sulle cose più importanti, al fine di garantire il più sicuro orientamento alle persone ormai disperatamente alla ricerca di una vera via religiosa. Quest’azione suscita certe reazioni, specie nel volgo impreparato, l’esposizione di discorsi oggettivi sulle tradizioni spirituali, sui maestri spirituali, sulle vie spirituali e sulla loro regolarità è fondamentale e deve essere fatta senza alcun timore.

Quando si svolge un’opera pubblica è inevitabile che le esposizioni raggiungano soggetti diversamente preparati e disposti, perciò l’ente è ben preparato ad accogliere le diverse opinioni più o meno corrette che possono essere formulate su quest’azione, invitando tutti ad argomentare nel merito in modo scientifico tradizionale. È molto facile oggi essere travisati se si tratta di religione o di iniziazione da un punto di vista rigorosamente tradizionale, specie se si insiste con fermezza sulla regolarità tradizionale, quando i più diversi enti svolgono azioni senza rispetto del principio di autorità, negando l’ortodossia, la regolarità, la legittimità, ecc. Questi temi sono ormai di difficilissima comprensione e attuazione per un uomo profondamente degradato, parlarne con rigore, affermando il rispetto della regolarità tradizionale con intransigenza, suscita facilmente le più diverse reazioni, sia producendo lodi che biasimi, che, per lo più, non sono mai pertinenti all’oggetto. Ogni giudizio deve essere formulato basandosi sulla epistemologia metafisica e religiosa opportuna, se il giudizio non è rigorosamente “scientifico”, nel senso tradizionale del termine, è di fatto invalido, sia esso positivo o negativo. Ogni giudizio ha una qualche validità solo se è inerente all’oggetto su cui vuole applicarsi, perciò va considerato il suo valore a partire dal criterio di validazione. La cosa più importante è osservare innanzitutto la conformità alla Volontà di Dio, a ciò che Egli ha costituito realmente nel Principio esemplare della religione e ha voluto consegnare ai Padri e mediante essi agli uomini nei secoli, per farlo giungere fino al tempo attuale rendendolo disponibile alla fruizione dei giusti. È l’accordo con Dio e gli Dei che va cercato prima di ogni altra cosa, perciò la regolarità tradizionale va collocata al primo posto, ciò implica il rispetto dell’Autorità Divina, del mos maiorum, delle Scritture ispirate e religiose, così come delle prassi giuridico-religiose opportune.

È molto importante precisare gli elementi fondamentali che definiscono l’identità e l’opera di A.R.Q. e, indirettamente, dell’organizzazione religiosa romano-italiana generale, per evitare improprie omogeneizzazioni e assimilazioni dell’Associazione con altri enti apparentemente simili, questa confusione produce sviamenti dalla retta comprensione della natura dell’ente e dell’opera che svolge. Se vengono fatte distinzioni rigorose rispetto a certi enti, ciò non vuol dire che si abbia un intento squalificante, marcare la differenza non significa isolare, ma consentire di identificare meglio l’ente che si presenta, senza imprecisazioni alteranti. Perciò non si tratta di contrarietà rivolte verso questo o quell’altro ente, come potrebbe sembrare da una superficiale e pregiudiziale conoscenza di quanto viene svolto. Rimane chiaro comunque che, la presa di distanza da certi indirizzi e operazioni può implicare talora disapprovazione e non concordanza, ma questa presa di posizione risulta necessaria in quanto coerente con la precisa opera religiosa volta a definire e osservare la regolarità tradizionale che l’ente sta svolgendo. In taluni casi l’azione distintiva si può spingere fino a denunciare le più gravi deviazioni, in quanto si ritiene che possano portare conseguenze e danni diversi alle persone che ne ricevono l’influsso, oltreché generare discredito verso tutto il contesto religioso romano-italiano di riferimento.

Negli ultimi anni, che si collocano ormai negli “ultimi giorni degli ultimi tempi”, sono sorte molte iniziative sempre più irregolari e ingannevoli, le quali accentuano la confusione e il marasma caotico generale attraverso la promozione di un attivismo agitato, una volgarizzazione massiva e una democratizzazione esasperata di tutte le procedure religiose, per non dire di quelle propriamente iniziatiche. A causa della diffusione capillare dei mezzi tecnocomunicativi, il processo di agitazione caotica, convulsa e parossistica, è stato accelerato, attraverso questi mezzi vengono prodotte la spettacolarizzazione della “religione” e la fomentazione del protagonismo spiritualistico. Sempre più persone vengono sviate dagli itinerari religiosi seri e regolari, che hanno sempre un carattere impegnativo e assai difficile, dunque sono sempre meno attraenti. L’individualismo radicale postmoderno caratterizza ormai interamente il dominio neospiritualistico e in buona parte anche quello tradizionalistico, ciascuno apparecchia le sue iniziative modificando in senso umano le cose e rendendo l’accesso a tali operazioni sempre più facile. In tal modo l’individuo edonistico viene messo a suo agio e crede, illusoriamente, che l’accesso alla religione possa avvenire in modo immediato e semplice, che la religione possa essere fruibile senza alcuna costituzione di una specifica condizione oggettiva e tecnica dell’animo, una condizione che si produce solo attraverso una preparazione più o meno lunga, che interessa l’insieme della persona, anima e corpo, e della sua vita. Ma le diverse attività descritte, a cui il soggetto sprovveduto partecipa, non hanno nulla a che vedere con la religione, spesso non sono altro che la presentazione delle cose religiose in modo “goliardico” o “scherzoso”, comunque “piacevole” al soggetto profano che deve essere inserito con i mezzi più subdoli. Molte delle personalità che operano in tal senso non sospettano nemmeno cosa sia la religione, la sua tradizione e la sua regolarità, perciò si autolegittimano a compiere le più aberranti cose. Questi soggetti eludono sempre il cuore della questione e reagiscono spesso senza argomentazioni adeguate, tentando solo volgari condotte calunniose, diffamatrici e delegittimanti senza alcun fondamento epistemico. Non avendo la possibilità di farlo, evitano di dare fondamento scientifico tradizionale alle loro posizioni, specialmente non trattano mai adeguatamente della regolarità tradizionale, degli elementi imprescindibili a cui ciascun religioso dovrebbe attenersi con rispetto.

L’azione di precisazione che effettueremo, sia tenuto sempre chiaro, è solo comparativa e qualificativa, non ha alcuno fine avversativo, né intenti di arrogazione esclusiva di qualità, regolarità, legittimità, ecc. L’azione ha solo e sempre un carattere identificativo dell’ente associativo tra diversi altri, è un chiarimento delle sue qualità precipue, quest’azione non esclude che queste qualità siano presenti in altri enti, in diverso grado e maniera. Occorre evitare ogni impropria immaginazione o opinione fantasiosa e pregiudiziale sull’Associazione, operazioni spesso basate su testimonianze incompetenti di carattere fazioso o capzioso, che tendono ad essere corruttive dell’identità peculiare e della specifica funzione operativa dell’ente descritto, talora hanno anche un preciso carattere sviante. Se si evita lo sguardo superficiale o profano, si riesce a tenere conto dell’intera identità, storia e opera dell’ente, altrimenti non se ne comprende la portata, ma la disponibilità ad una un’adeguata attenzione e all’approfondimento della conoscenza, per formarsi un’opinione razionale corretta, non si possono trovare in animi indisposti in maniera pregiudiziale, già corrotti da credulità, e spesso incapaci di esercitare la dovuta acribia nei confronti dell’oggetto. L’operazione che viene indicata è certo difficile e richiede anche determinate qualificazioni, ciò deriva dal fatto che l’ente non si colloca nella dimensione dell’elementare volgarizzazione democratica di determinate operazioni, perciò non può essere approcciato col semplicismo e il conformismo di solito presenti, quindi è necessario oltrepassare le modalità comuni di approccio ai vari enti, per non incorrere in travisamenti che non hanno niente a che vedere con l’identità dell’ente su cui si vuole portare l’attenzione.

Prima di procedere ad effettuare le distinzioni che si verificano rispetto alla natura e all’opera di A.R.Q., ridefiniamo i punti fondamentali inerenti all’identità dell’ente. La A.R.Q. fa parte di una complessa organizzazione religiosa, la sua opera però è circoscritta all’accoglienza di persone interessate a conoscere e praticare l’autentica religione degli italiani e alla preparazione preliminare dell’animo allo stato religioso per la sua immissione alla vita religiosa regolare. Per quanto la funzione dell’Associazione sia già, in qualche modo, volta ad una preparazione approfondita e impegnativa di tutto l’uomo alla religione, la sua attività rimane sempre esteriore rispetto alla conduzione della vita religiosa effettiva, che la persona adeguatamente formata potrà poi compiere nell’ambito della Società Religiosa. Perciò è molto importante che la persona interessata a questa prassi si formi una corretta opinione e un adeguato giudizio circa la natura dell’istituzione associativa e della sua opera. Ognuno deve avere chiara la precisa distinzione che sussiste fra un ente religioso tradizionale regolare e legittimo, e un ente che non lo è, in modo da capire la natura e le implicazioni delle diversità che sussistono fra gli enti, anche se si richiamano, in maniera apparente, ai medesimi principi e alla medesima identità religiosa. Se questa precomprensione corretta dell’ente a cui ci si rivolge non avviene, non è possibile svolgere un processo formativo adeguato all’interno dell’ente, in quanto, molto presto, si verificheranno delle incompatibilità fra il travisamento della natura dell’ente e la realtà di ciò che si svolge in esso. Tutto ciò può produrre delle reazioni improprie, che tendono a fare abortire tutto l’insieme del processo formativo.

L’opera di A.R.Q. non deve essere assimilata, in alcun modo, a quella di enti che svolgono attività culturali profane, nei quali nulla viene fatto per creare lo stato d’animo capace di affrontare una vita religiosa autentica. Gli enti scolastici comuni non hanno una natura religiosa, perciò non presentano la necessità di svolgere con rigore una disciplina di ascesi, di tenere una regola religiosa, organica e coerente, nella condotta di ogni aspetto della vita. Negli enti profani si svolge esclusivamente un’attività “culturale” parodistica e vanagloriosa, da essi l’Associazione si distingue completamente e nei loro confronti svolge una precisa critica rettificatrice.

L’Associazione si occupa solo della pratica filosofico-religiosa tradizionale, di disciplina operativa rigorosa, perciò non avvia la persona alla vana erudizione, perché essa non si rivolge a curiosi o a eruditi perditempo, a soggetti che non hanno realmente la volontà di divenire religiosi, per compiere una vita realmente conforme alla Volontà Divina, per attuare un ufficio provvidenziale universale in questa umanità. L’interessato deve comprendere che la partecipazione ad una scuola religiosa tradizionale, sebbene essa operi a livello preliminare, richiede un approccio e una disposizione d’animo completamente diversi rispetto a quanto succede nella frequentazione di istituti scolastici profani o delle attività di enti neospiritualistici o pseudoreligiosi. L’azione dell’Associazione è chiara, i soggetti che sono abituati ad approcci esteriori, discontinui e non impegnativi, che frequentano conferenze o attività sporadiche, o, peggio, sono abituati all’opinionismo su Facebook, incontrano qualcosa di molto diverso, del quale devono farsi una precisa opinione. Dal seguire qualche conferenza o seminario, dal leggere qualche libro seduto in salotto nei ritagli di tempo, dallo scambiare opinioni su Facebook, alla conversione reale di tutta la vita, per essere completamente in accordo con la Volontà di Dio e la Provvidenza e compiere un’esistenza religiosa romano-italiana, coerente e regolare in accordo col mos maiorum, vi è una notevole differenza.

Purtroppo coloro che sono abituati a frequentare enti nei quali la volgarizzazione, la promiscuità e il livellamento democratico dedifferenziante sono all’ordine del giorno, trovano grande difficoltà a rispettare l’ordine, la gerarchia, la subordinazione all’autorità, cose vigenti in qualsiasi normale società religiosa tradizionale, costoro possono andare in crisi quando si tratta di elevarsi veramente allo stato religioso e di mettere in atto una condotta religiosa oggettiva. L’individuo comune, superbo e vanitoso, può scorrazzare qua e là in vari ambienti, accrescendo in modo indefinito il suo insuperbimento vanaglorioso, oggi trova tanto foraggio, specie su Facebook, per accrescere la sua deviazione, egli può procedere senza curare mai ciò che deve essere curato fin dal principio, la vera modestia, la virtù fondamentale dell’animo religioso, solo grazie alla quale è possibile esercitare la pietas regolare. Il processo costitutivo dell’animo religioso richiede la completa eliminazione della superbia, dell’individualismo, delle opinioni soggettive, della licenza anarchica, della autoreferenzialità temeraria, ecc., per molti questo risultato è assai arduo da raggiungere e tanti sono indotti a cercare le vie facili e ingannevoli del neospiritualismo romaneggiante.

Un elemento fortemente corruttivo è costituito dai social network, ambienti virtuali nei quali è difficilissimo operare senza incorrere in deviazioni superbe di diversa natura, specie se non si hanno una rigorosa fermezza e una precisa castità religiosa tradizionale. Purtroppo si vedono spesso su questi supporti anche personalità che affermano di svolgere un’azione “tradizionale” o “religiosa”, ma proprio sui social network rivelano una quasi completa assenza di pudore, di dignità e di decoro. Questi soggetti si espongono al pubblico nelle modalità più volgari e fomentano delle condotte che non hanno nulla a che vedere con la morale religiosa romano-italiana elementare. Costoro spesso appaiono su questi social come purtroppo sono realmente nella vita, una volta calata la falsa facciata istituzionale mettono purtroppo in mostra la loro vera natura, coloro che possono intendere hanno modo di trarre le dovute conclusioni.

L’Associazione è concentrata solo sull’attività religiosa vivente, operativa e realizzativa, svolge un’ampia opera di formazione religiosa preliminare concreta, che rende capaci di compiere una vita religiosa effettiva in accordo con il mos maiorum. Fin dal primo insegnamento l’interessato viene messo in condizione dall’Associazione di impostare correttamente la sua visione e il suo assetto animico, egli deve dedicarsi alla formazione religiosa di sé, deve divenire capace di obbedire a Dio nell’esercizio continuo degli officia, deve assolvere all’obbligazione giuridica ontologica che ha nei confronti di Dio, perciò deve operare per vincere completamente ogni superbia, ogni individualismo autoreferenziale, ogni condotta viziosa, ecc., senza perdere tempo in vane azioni profane. La definizione degli scopi formativi viene effettuata fin dal principio, coloro i quali hanno fatto percorsi irregolari nell’ambito dei vari neospiritualismi e tradizionalismi, trovano sicuramente una grande differenza e un forte contrasto nell’affrontare l’istituzione, ma l’orientamento religioso iniziale pone già le basi della corretta formazione religiosa preliminare. Coloro che non hanno la volontà, né le qualità per costituire lo stato religioso opportuno si arrestano comunque ben presto nel processo di formazione. La visione deve essere chiara fin dall’inizio, la definizione distintiva dell’identità e dell’opera dell’ente, così come dei suoi fini, è perciò di grande importanza.