• Vanità, desiderio, possesso. Le catene oscure In una società integralmente economicistica, la felicità edonistica ed effimera della popolazione dipende dal buon andamento dell’economia, la quale, a sua volta, dipende dai consumi individuali, i quali infine sono determinati dall’esercizio della “libertà consumistica”. L’obiettivo che lo Stato postmoderno si propone è quello di realizzare una società completamente fluida, senza apparenti contrasti, dalla quale siano eliminate le insicurezze e i potenziali fattori di turbamento, esterni ed interni. In questo modo i diversi individui non dovrebbero più presentare ansie, paure e frustrazioni, e i loro desideri, ridotti all’infimo, potranno essere sempre soddisfatti. Si prefigura così la creazione di una “società” completamente sterilizzata, omogeneizzata e “formattata”, nella quale si parlerà una lingua uniforme, imposta a tutti, dove gli individui, illusi di essere liberi, avranno solo pensieri imposti dal subdolo sistema onnioperante, che ha molte analogie col sistema adottato dai Khmer rossi per ottenere l’uguaglianza assoluta, anche se questo sistema fa apparire delle accidentali differenze formali esteriori che danno l’illusione della “diversità”. Così come il sistema dei Khmer prevedeva l’abolizione dell’uso delle parole io e mio, ed anche la mentalità ad esse connesse, oggi il sistema prevede di eliminare le parole “politicamente scorrette”, come “negro”,



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