Il Dio Supremo e l’ordine ipostatico degli Dei [1] In Roma il potere divinatorio è fatto risalire a Ianus, che è Dio Supremo e allo stesso tempo primo Re Divino delle origini dell’umanità, il suo regno antecede nell’ordine della Realtà Divina, e nell’ordine temporale, quello di Saturnus. In particolare è Macrobio che associa a Ianus Bifrons il potere di conoscere il passato e il futuro: “Si dice che avesse due volti, che gli permettevano di vedere davanti e di dietro; ma senza dubbio tale credenza va riferita alla saggezza e all’abilità del re che conosceva il passato e prevedeva il futuro”[2]. Lo stato di Giano, di cui tratta Macrobio, è esplicitato dalla bifrontalità riunita nell’unità. Infatti, se i due volti sono rispettivamente rivolti al passato e al futuro, l’unità centrale dei due volti, vale a dire il volto occulto di Giano, guarda al presente immediato, il quale attiene all’Essere atemporale, e nella manifestazione si rende presente nell’istante inafferrabile e invisibile, costituito al centro fra passato e futuro. Il vero volto di Giano attiene perciò all’Eterno Presente, ad esso è associabile l’Occhio Divino che trascende e comprende l’intera manifestazione in uno sguardo immediato e immutabile, un occhio che vede il passato e



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