La società attuale è il frutto del nichilismo compiuto, alcuni secoli di modernità hanno staccato
completamente l’uomo dalla trascendenza, dall’Essere, dall’Eterno. Oggi pare normale essere atei e senza
religione, ma questo stato comune è un’aberrazione. Lasciata la religione, perché ritenuta un fastidio, un
ostacolo per la propria “libera espressione”, l’uomo moderno ha cercato il fine della vita nel mondo, nel
tempo, nella contingenza. Tagliate le radici metafisiche della sua identità, l’uomo ha rinunciato alla
realizzazione della pienezza, della pace e della beatitudine, perché ha creduto che la felicità potesse essere
trovata nell’avere, nel piacere, nel benessere esteriore.
Da oltre due secoli tutte le istituzioni politiche e sociali mirano ad attuare un piano volto a realizzare la
felicità di tipo edonistico e materiale, ma, quanto più questo obbiettivo viene perseguito, tanto più l’uomo
accusa problemi psichici ed esistenziali crescenti. La diffusione di una concezione edonistica della felicità
favorisce l’individualismo radicale e l’egoismo materialistico ed utilitaristico, perciò l’uomo orienta
esclusivamente la sua esistenza al piacere, in particolare al piacere immediato di carattere cinetico, ed
impegna ogni sua azione per produrre e acquisire i mezzi per conseguire il tanto ambito benessere
edonistico. Seguendo questa direzione di vita ci si deve aspettare solo la dissoluzione di ogni ordine civile,
sociale e morale, il quale sarà sostituito dall’avidità crescente per il denaro e da una società avente un
carattere esclusivamente economico, nella quale verrà proposto, come unico motivo di vita, l’orientamento
economico di ogni individuo, finalizzato a perseguire la chimera finale del benessere materiale integrale,
con il quale si identifica la concezione edonistica sovversiva della felicità.
Lo stato sociale oramai definito è caratterizzato da alcuni elementi fondamentali. Innanzitutto un malessere
generalizzato crescente, accusato specialmente dalle giovani generazioni, le quali denunciano anche un
senso di vuoto profondo, lo smarrimento del senso dell’esistenza, la cancellazione di principi, valori e fini
trascendenti e immutabili aventi la funzione di dirigere la vita dell’uomo, tutto ciò genera un
disorientamento completo per quanto riguarda la vita immediata e quella futura.
(estratto da La Chimera della Felicità, Collana Sestante, Edizioni Victrix, 2017)