Contrariamente a ciò che affermano le dottrine politiche cristiane, che si fon­dano sull’orizzonte dell’individuo, a cui viene attribuita erroneamente la dignità di “persona”, anche in assenza dell’attualità della sua essenza, la società tradiziona­le non si costituisce affinché l’individuo umano “cresca nella libertà” e “realizzi se stesso”, ma, almeno in origine, il suo scopo è proprio il contrario. La società tradizionale è un ente orga­nico di socii, procedenti dal medesimo principio costituente, dalla stessa Persona Divina, è un ente nel quale si attua la processione teofanica del Dio archegeta che glorifica l’ordine sociale, da questa processione la materia umana indifferenziata è continuamente formata, attraverso la ritualizzazione religiosa della sua esisten­za. La prospettiva cristiana, che mutua parzialmente le dottrine politiche aristote­liche, specie con Tommaso d’Aquino, inverte la prospettiva e formula la conce­zione della società politica naturale fondata sul diritto naturale, un’astrazione che non ha nulla a che vedere con la costituzione sacrale sovrannaturale della società tradizionale precristiana, una società fondata sulla libertas della persona divina e sull’articolazione della sua attuazione in evo. La libertas a Roma è un valore essenziale fondamentale che qualifica il civis romanvs in un modo molto preciso, l’intera opera universale di Roma è volta a garantire la libertas,



Per continuare a leggere accedi o registrati

Accesso per utenti iscritti