Skip to content Skip to footer

In dialogo con le religioni • 1 •

Le basi per la costituzione della pace universale suprema

 

Per dare principio al dialogo che pacifichi nella loro unità trascendente le diverse religioni, è necessario chiarire i fondamenti dottrinali per i quali è possibile trovare un vero accordo sul Principio Unico di cui tutte le forme religiose sono espresisone secondo diversi paradigmi provvidenziali. In senso generale possiamo dire che in ciascuna forma religiosa tradizionale esiste una dimensione esoterica che si riferisce al suo nucleo essenziale, spirituale e intellettuale, al quale si accede tramite un’iniziazione che permette di superare lo stato umano, attualizzando così la “liberazione” dell’essenza sovraumana, sovrapsichica e increata, del soggetto individuato. La liberazione, prodotta dalla conoscenza, svincola l’essenza intellettiva dalle limitazioni derivate dall’assimilazione alle determinazioni psichiche individuali, e restaura la sua attività contemplativa divina, consentendole poi di elevarsi a stati universali di realizzazione, fino allo svelamento dell’Identità Suprema. La dimensione del vero esoterismo è quella costituita dalla gnosi intellettuale della realtà metafisica, e perciò anche metapsichica, nella quale sussistono le essenze eterne di tutti gli enti e il loro Principio Divino Unitario. Possiamo parlare di esoterismo assoluto e di metafisica integrale quando ci si riferisce alla Realtà Divina Suprema, integralmente non duale e perfettamente trascendente tutte le determinazioni. È possibile assumere una metaprospettiva metafisica integrale ed integrare nell’esoterismo assoluto tutti gli esoterismi delle diverse forme religiose universali, con le loro visioni sovraumane, le loro conoscenze metafisiche oggettive, le loro espressioni mitico-simboliche del Divino, le loro prassi rituali, teurgiche ed iniziatiche.

Le stesse forme religiose presentano anche una dimensione exoterica, che si riferisce alla manifestazione sostanziale della religione, alla sua espressione sensibile, letterale e formale, alla determinazione specifica del suo dispiegamento temporale ed umano. Alla dimensione exoterica si accede attraverso la fede psichica, intesa nei suoi diversi gradi, la quale consente una partecipazione più o meno completa alla rivelazione ad extra della Sapienza Divina, in modo formale e relativo, definendo l’adesione ad una data essenza e a una precisa “nazione spirituale”. L’exoterismo si sviluppa nel dominio psichico della conoscenza riflessa, delle opere morali e della fede devozionale, l’azione morale esterna, che coinvolge il corpo, conduce il soggetto al limite dello stato psichico umano “creato”, alla realizzazione della somiglianza divina, ma solo la pura conoscenza intellettuale di tipo sovrapsichico permette di trascendere la limitazione umana. Il soggetto “somigliante” riceve indirettamente da Dio, come Altro, l’influsso spirituale sovraumano, mediante la fede psichica, senza mai realizzare attivamente l’Identità Divina Essenziale, né, a fortiori, l’Identità Suprema. La dimensione dell’exoterismo è propria alla teologia teistica e personale, alla teologia dogmatica e alla teologia morale ed è caratterizzata dall’adesione esclusiva dei fedeli alla forma religiosa confessionale relativa, attraverso la fede amorosa, la prassi volontaristica e ascetica, la mistica unitiva.

L’esoterismo pone l’accento sull’essenza divina dell’uomo e sull’Unità Trascendente dell’Essere Divino Universale, e ha per sua natura una posizione inclusiva e integrante, l’exoterismo invece, ponendo l’accento sulla forma psichica dell’uomo e sui paradigmi formali delle religioni, tende ad avere una posizione esclusiva e disintegrante. Quando questo ultimo rifiuta la subordinazione integrativa all’esoterismo, e afferma la sua presunta autonomia, diventa uno strumento di conflitto, sovversione e disgregazione. Laddove si conserva l’esoterismo predominano l’unità, l’iniziazione integrale, l’accesso al mistero divino supremo e la teognosi perfetta, laddove invece predomina l’exoterismo si affermano la dualità, l’iniziazione parziale, la soteriologia limitata, la visione speculare, la dogmatica, la teologia teistica, il punto di vista morale e l’esclusivismo religioso. Questi due poli esprimono rispettivamente una dimensione universale inclusiva, il primo, e una dimensione particolare esclusiva, il secondo, sia all’esterno che all’interno di una medesima forma religiosa. Entrambe le dimensioni sono trascese verso l’alto dall’esoterismo assoluto e dalla epignosis, nei quali ogni forma religiosa, incluso anche l’esoterismo principiale essenziale, è integrata e trascesa, come ogni determinazione, anche la più elevata, nella Realtà Divina assolutamente indeterminata, come le unità particolari nell’Unità Suprema.

Tutti gli esoterismi essenziali si completano verso l’alto nell’esoterismo assoluto, trascendente e sovraessenziale. Il passaggio dall’esoterismo formale “relativo”, all’esoterismo assoluto informale e assoluto, è analogo al passaggio dalla realizzazione dell’Unità Divina alla realizzazione dell’Unità Suprema non duale perfetta, la quale integra e trascende l’unità determinata dell’essere e dell’essenza relativi ad una data religione. Se ci si colloca su posizioni exoteriche, che promuovono l’omogeneizzazione di tutte le forme religiose verso la sostanza materiale indifferenziata, si procede all’uniformità confusa e amorfa, di tipo universalistico, delle religioni umanizzate e moralizzate, religioni che danno luogo ad un ecumenismo pseudoreligioso particolarmente aperto verso il basso, ricettivo all’influsso delle ideologie postmoderne. In questo caso si procede nel senso opposto a quello indicato precedentemente, perciò, in luogo della realizzazione dell’Unità Trascendente delle Religioni, alla fine del processo di omogeneizzazione verso il basso, si produrrà l’uniformità immanente degli exoterismi religiosi, una situazione che si realizza al prezzo dell’occultamento del loro carattere essenziale e trascendente. Affermando gli aspetti più esteriori delle religioni si finisce col costituire una pseudoreligione indifferenziata, nella quale ha fine ogni vera religione e il suo scopo provvidenziale.

a cura di ARQ

(Prima parte)

Estratto da Satvrnia Regna, n. 67, Lug.-Dic. 2019.

 

© A.R.Q. Associazione Romània Quirites
C.so Garibaldi, 120 – Forlì
Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale, se non autorizzata in forma scritta dall’Associazione.