Iustitia è strettamente connessa a Fatum. Abbiamo visto che la natura essenziale di un ente è anche la ragione essenziale del suo essere, in essa si risolve il suo atto di esistere, un atto che è dunque definito da una precisa lex, inerente alla natura stessa dell’ente.

La lex è struttura interna della ragione essenziale, è l’ordine razionale intrinseco all’essenza dell’ente, ciò che corrisponde a questo ordine intrinseco, alla lex rationalis, è ius.

La Providentia Divina costituisce Iustitia a livello universale, nell’atto eterno del providere Dio fa corrispondere il mondo all’essenza in atto della Sua Ragione Divina e alla Legge ad Essa inerente. Nella Iustitia Universalis si compongono tutti i gradi della iustitia relativa e le sue apparenti alterazioni, allo stesso modo in cui tutte le linee relative e particolari del Fato e dei singoli enti si compongono nel piano fatale universale. Così l’attuazione della giustizia di ciascun ente esistente e determinato è ordinata all’attuazione della Giustizia Universale, come il fato del singolo è tutto orientato al compimento del Fato Totale.

Il termine ius-stitia indica la presenza stabile dello ius nell’atto dell’ente, questa stabilità nello ius è possibile solo quando l’ente è in atto secondo la sua ragione essenziale.

Questa situazione non esiste nell’uomo carnale, perché è privo dell’atto perfetto di cui disponeva, relativamente alla sua essenza, nello stato aureo originale. Nel suo complesso invece, il Mondo, mediante l’Anima del Mondo, è stabilmente fissato nel suo essere proprio, cosicché il suo “divenire” è sempre iustus.

Secondo Ulpiano, “la giustizia è la volontà costante e duratura di attribuire ad ognuno il suo ius”, ma questa definizione vale per l’uomo, mentre per Iuppiter la costituzione della Iustitia coincide con l’atto eterno della Sua Volontà, quindi l’atto della Sua Ratio e la costituzione essenziale e divina dello ius sono una sola cosa, eterna e immutabile. Secondo Virgilio, l’azione divina che attribuisce ius e conforma ogni ente alla Ragione Divina è una specifica funzione di Iuppiter, perciò il suo dare iura, sia in senso universale, che in senso individuale, sia in relazione alle nazioni, sia in relazione agli individui, riassume la sua attività ordinatrice universale. Gli iura dati da Iuppiter superano sempre l’ambito particolare, sebbene riguardino i singoli enti, in quanto mirano alla Iustitia complessiva del Tutto. Il dare iura è un’attività eccellente che costituisce ordo, per-ciò è un’attività primigenia che si collega all’età aurea.

Con l’attività del dare iura Augusto ha restituito la Iustitia Primigenia, perciò ha restaurato l’età originale, nella quale l’attualità della Iustitia Divina era perfetta e, con essa, era costituito nell’immanenza il Regno Divino e la pace inerente. La Iustitia Aurea è costituita ex Deo, con il passaggio ad altre età la Iustitia originale rientra in Cielo e lascia spazio ad un altro ordine di Iustitia, che si costituisce coi ferrea iura. Questa giustizia deve essere conservata nel tempo e richiede l’applicazione dell’animo dell’uomo, affinché possa essere stabilita, conservata e protetta. Ma anche nella nuova situazione dell’umanità il dare iura è iustitiam condere, perciò è un’azione che non deve mai essere sospesa, pena il ritorno allo stato caotico e indifferenziato che precedeva l’atto della teofania saturnia originaria, per la quale il legem dare è essenziale. Con il dare iura si costituisce l’immanenza della Ratio Divina nell’Ordo Mundi, questo atto eterno deve essere costituito anche nell’animo e in aevum, questo è l’ufficio dell’animo, il fine della sua costituzione da parte del Dio. Con il dare iura si genera Pax, la quale costituisce il supremo bene per l’ente manifestato, in quanto in essa egli stabilisce la sua compiuta integrazione-unione nella sua causa trascendente.

Il presente saggio è tratto da Viola L.M.A., Essere Italiani.

(estratto da Saturnia Regna n.55, Luglio-Dicembre 2013)