Julius Evola

e

l’alterazione della ricerca regolare dell’iniziazione:
problemi, pericoli, danni

di L.M.A Viola

Questo scritto avvia una serie di esami dei punti fondamentali dell’opera evoliana, al fine di mettere in luce il senso di diversi indirizzi proposti da Evola e delle conseguenze che sono derivate da essi. Gli esami saranno svolti in profondità, per cogliere molti elementi che, con una lettura critica non adeguata e non qualificata degli scritti evoliani, non possono essere colti. A oltre quaranta anni dalla scomparsa di Evola si accrescono le manifestazioni di “devozione” nei suoi confronti, oggi ormai queste iniziative sconfinano nella “evolatria” e nel “fondamentalismo evoliano”. Vi è chi pensa persino di “divinizzare” Evola, erigendo ad esso altari e collocandolo fra i “Lari”, o persino elevandolo fra i “nostri Maggiori”, per tributargli poi offerte e preghiere. La “nuova religione” evolista costituisce ormai il termine finale di una deriva in senso evolatrico, che causa conseguenze negative di diverso genere, le quali si aggiungono a tutti gli sviamenti, le confusioni e gli errori compiuti dal “maestro”. La spropositata esaltazione di Evola, la valutazione fideistica della persona e dell’opera, senza un’esatta disamina delle stesse fondata su una prospettiva rigorosamente tradizionale, spinge diverse persone a rifarsi ad Evola come ad una “autorità spirituale” affidabile, sia per la ricerca dell’iniziazione, che per la disciplina iniziatica, oppure per altri domini, senza che queste adesioni abbiano fondamenti tradizionali adeguati.

Queste manifestazioni devozionali, spesso dovute alle ingannevoli suggestioni evoliane, hanno in molti casi contribuito ad alterare la retta integrazione delle persone in una tradizione religiosa regolare, in particolar modo hanno influito negativamente  sulla retta ricezione della religione romano-italiana. Quando la ricezione della religione avviene attraverso il filtro delle categorie evoliane, non è possibile comprenderne, nel giusto modo, l’essenza, lo spirito e, specialmente, le forme e la regolarità della sua tradizione, in particolar modo nel caso della religione di Roma-Italia.

Una rigorosa e approfondita critica dei punti cardine dell’opera evoliana, la stessa critica verrà svolta nei confronti dell’opera guenoniana, anch’essa produttrice di diverse storture, consentirà di valutare meglio la reale dimensione, il reale senso e il vero fine delle scritture evoliane, sui temi dell’esoterismo, dell’iniziazione e della tradizione spirituale, oltre che degli sviluppi del suo pensiero fondato sulle concezioni che egli aveva in merito a tali fondamenti essenziali. Nel quadro di un’opera volta a favorire, ancora oggi, la conoscenza e la pratica della religione degli italiani, non è possibile trascurare ciò che viene svolto a detrimento della ricezione corretta e regolare della tradizione divina di Roma-Italia. Una precisa messa a punto va svolta specialmente nei confronti di certe indicazioni ingannevoli, che favoriscono lo sviluppo di parodie della religione e dell’iniziazione, le quali tendono a sviare dal retto itinerario religioso anche le persone più qualificate per l’opportuna integrazione in una tradizione spirituale regolare.

Autore: L.M.A. Viola COLLANA: Sestante