Abbiamo visto che per l’animo la religio è essenziale, è scritta nella sua natura, senza la religio l’animo perde il suo senso d’essere, alienato dalla realtà e da se stesso vaga in una pena miserabile e disperata. Ma l’animo comune, specialmente nella situazione temporale attuale, non si trova nello statvs religiosvs, egli perciò non è in grado di svolgere l’ufficio inerente la sua natura e perciò non può perseguire il suo bene, né può realizzare la felicità. L’animo deve essere capace di attuare ivstitia adversvm Deos, di rispettare oggettivamente il ivs, di costituire senza alcuna alterazione soggettiva e particolare la Ivstitia Divina, perciò l’animo deve acquisire, a priori, prima di compiere atti di pietas, uno statvs religiosvs et pivs, che può richiedere anche una lunga formazione. L’iter tradizionale che forma l’animo religioso, e lo mette in condizione di colere Deos, può essere brevemente riassunto. La pietas è la virtù per la quale l’animo rispetta praticamente l’obbligazione giuridica divina nei confronti di Dio, perciò solo costituendo a priori la retta relazione a Dio, ovvero stabilendo l’animo nella virtvs della modestia, è possibile esercitare la pietas e compiere azioni buone e giuste. La virtù fondamentale su cui fonda l’animvs religiosvs et pivs



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