Quanto viene esposto in questo scritto è frutto dell’esperienza operativa e realizzativa pluridecennale nel campo della filosofia tradizionale, con un particolare impegno nella riattualizzazione della pratica della “filosofia romana” di matrice pitagorico-platonica, una disciplina più che indispensabile oggi, sia per la formazione religiosa basilare, sia per lo sviluppo religioso superiore e completo. La necessità della formazione filosofica era già stata sostenuta da Cicerone ed Augusto, i Padri ritenevano che dalla filosofia ormai non si potesse più prescindere. Possiamo dire di più. Lo stato dell’uomo si è sempre più degradato nel tempo, ora l’uomo deve recuperare uno stato religioso opportuno attraverso un’adeguata formazione filosofica, altrimenti non gli sarà possibile operare un retto approccio a Roma, alla sua religione e alla sua civiltà. Basti vedere cosa ne è degli approcci degli studiosi antitradizionali, i quali attraverso le loro prassi fondate sul metodo storico-critico di tipo sovversivo, per lo più producono degli studi del tutto incompatibili con lo spirito della romanità e con la funzione provvidenziale di Roma. È molto raro trovare uno studioso profano che abbia una formazione filosofica adeguata, molti studiosi non ne hanno alcuna, neanche a livello elementare, ma soprattutto non svolgono una pratica filosofica. Costoro si limitano a conoscenze



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