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La genesi e lo sviluppo della spiritualità a rovescio • 1

Nel corso di questo scritto abbiamo fatto presente che nell’ultima fase della catabasi della presente umanità avverrà un ribaltamento completo di ogni ordine normale di cose, così potrà costituirsi, in un certo senso, una simulazione rovesciata dell’ordine retto di cose che era presente nel principio aureo dell’umanità, una situazione corrispondente alla sua perfezione. Insieme ad altre situazioni capovolte, stiamo già assistendo al costituirsi di una controreligione, con la sua controtradizione e la relativa controspiritualità. Si tratterà della comparsa di una spiritualità a “rovescia” che rappresenta la caricatura della vera spiritualità, la sua imitazione in senso inverso, tanto che sarà completamente all’opposto di quella e avrà come scopo di produrre la più grande illusione fra tutti coloro i quali ne saranno vittime. Uno dei caratteri specifici di questa situazione religiosa rovesciata sarà costituito dalla riproduzione a rovescio dell’Unità Divina Suprema, in modo tale che, al suo posto sia attuata l’uniformità totale, ma, mentre l’unità trascendente si trova al di là di tutte le determinazioni e le opposizioni in senso superativo, l’uniformità, e quindi l’omogeneizzazione nel senso inferiore, si trova al di sotto di tutte le distinzioni, le opposizioni e gli antagonismi.

In particolar modo, invece di attualizzare ciò che è puramente sovrapsichico, la religione a rovescio farà emergere tutto ciò che è infrapsichico, o in qualche modo tutto ciò che costituisce una potenza di oscuramento e obnubilamento, oppure tutto ciò che produce la soluzione dedifferenziante e disintegrante del soggetto cosciente nel substrato amorfo dell’esistenza. Quest’ultimo risultato non coincide con la risoluzione della coscienza finita nella sovracoscienza infinita e assoluta, ma, al contrario, equivale alla riduzione dell’anima ad una subcoscienza indefinita e oscura. Nella società finale tutti egli elementi atti ad indirizzare l’ultimo uomo in questa direzione “controspirituale” saranno potenziati, col solo fine di produrre la “grande illusione”, a causa della quale la gran parte degli individui sarà facilmente impressionata, credendo di avere la possibilità di riattualizzare la “spiritualità” perduta, ma, purtroppo, si tratterà esclusivamente di una contraffazione, messa in atto dalle potenze che risucchiano l’uomo verso il basso, verso l’individuazione radicale che si conclude con la sua assimilazione al principio omogeneizzante, costituito dal substrato tenebroso, dalla materia indifferenziata sottostante il cosmo.

Come abbiamo ripetutamente visto, l’ultimo stadio della catabasi è caratterizzato dal progressivo affermarsi di una tendenza volta a riqualificare la vita secondo un nuovo indirizzo “spirituale”, dopo che essa ha subito una completa materializzazione, perciò l’ultimo uomo assumerà una serie di caratteri “spirituali”, ma a rovescio, dunque quello che si produrrà avrà il carattere di un’imitazione caricaturale e diabolica di tutto ciò che è veramente spirituale e tradizionale.

In particolare si affermerà una sorta di “nuova spiritualità”, un “neospiritualismo”, il quale rappresenterà la figura rovesciata della spiritualità tradizionale, in modo specifico verrà riprodotta in modo capovolto l’essenza superiore della religione, cioè l’iniziazione, per cui verrà costituita innanzitutto una forma di pseudoiniziazione, la quale avrà lo scopo di preparare l’avvento della controiniziazione vera e propria, ovvero l’inversione completa dell’iniziazione tradizionale. Il neospiritualismo avrà lo scopo di opporsi esteriormente al materialismo, ma, allo stesso tempo, si organizzerà in una sorta di movimento mondiale, nel quale confluiranno tendenze e idee vagamente spiritualistiche e confusamente iniziatiche. Tutto questo orientamento non avrà alcuna portata spirituale reale, ma, al contrario, si occuperà di mettere insieme delle tecniche operative che rimarranno confinate nell’ambito energetico-vitale o nell’ambito psichico inferiore. Qualsiasi operatività neospiritualistica tenderà a far sprofondare l’anima nell’infraumano, le diverse pratiche non consentiranno l’accesso all’iniziazione, nemmeno a quella elementare, perciò non produrranno nulla che consenta all’anima di realizzare i suoi stati superiori, né, tanto meno, di accedere alla dimensione spirituale. Le pratiche neospiritualistiche avranno lo scopo di far penetrare, nello spazio psichico di uomini ormai disgregati e inconsistenti, degli influssi subumani e subcosmici. Attraverso alcune nuove tecniche, volte a dequalificare l’individuo e ad alterarne la coscienza, verrà fatta discendere l’attività dell’anima nella dimensione psichica inferiore, fino al punto in cui essa si risolverà nel substrato indifferenziato del cosmo, il quale costituisce propriamente il principio caotico infernale di tutte le cose. Falsi maestri faranno credere che questo risultato equivalga alla risoluzione superiore di tutte le determinazioni animiche, fino al punto della realizzazione della Suprema Identità col Principio Divino, ma, in realtà si tratterà di un’illusione, in quanto il risultato conseguito è proprio l’opposto della realizzazione metafisica non duale.

Il nuovo spiritualismo si costituirà con lo scopo di differenziarsi dalla spiritualità tradizionale, da essa prenderà a prestito varie parti plagiandole e riproponendole in senso rovesciato. In effetti il nuovo spiritualismo si presenterà solo illusoriamente come l’avversario del materialismo e della società materialistica, in realtà esso costituirà un superamento della materialità verso il basso, dunque porterà la catabasi alla sua radicalizzazione conclusiva, per la quale dovrà emergere il fondo indifferenziato di tutte le cose. A livello individuale questo fine sarà costituito dall’emergenza di un soggetto caricaturale, il neospiritualista radicalmente ateo, il quale non è altro che l’individuo postmoderno indifferenziato, nel quale il nichilismo è divenuto ormai completo, tanto da aver determinato l’inversione di tutta la sua esistenza. Il neospiritualista contemporaneo, nel quale vige un individualismo radicale, opera la negazione di Dio in tutti i suoi atti, sebbene il suo linguaggio e i suoi comportamenti possano far sembrare il contrario.

Abbiamo un esempio di quanto affermiamo nella democrazia radicale compiutamente atea, in cui si afferma il principio liberalistico dell’autodeterminazione dell’individuo, il quale nega ogni dipendenza, causale o finale, di anima e corpo nei confronti di Dio. L’individuo democratico radicale deve disporre di una licenza individualistica integrale, che coincide con un’anarchia completa, questo individuo crede che se Dio esistesse l’uomo non potrebbe essere libero di “autodeterminarsi”, perciò, secondo le varie concezioni atee aberranti oggi vigenti, l’uomo religioso che si subordina a Dio sarebbe impedito nella libera espressione del suo essere. Questa concezione non risparmia nessuno, nemmeno coloro che si professano “religiosi”, i quali vivono, di fatto, in modo ateo, o coloro che, in nome della “tradizione”, dovrebbero combattere tutti i fenomeni contrari alla tradizione, non parliamo poi dei diversi individui che si riconoscono nei molteplici indirizzi neospiritualistici, i quali rappresentano proprio la più radicale attualizzazione dell’illusione della “autodeterminazione” dell’individuo.

 

(Estratto da Saturnia Regna n.66, La fine dell’uomo nella società iperconsumistica di ARQ (parte V)

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