La spiritualità a rovescio che va affermandosi nella postmodernità è il frutto della “liberazione” dell’uomo da Dio e dalla religione, a seguito della quale viene sviluppato un sistema di cose che si sostituisce al sistema religioso tradizionale. La radicalizzazione dell’indirizzo postmoderno di vita ha come scopo finale la costituzione della spiritualità a rovescio, che è la falsa spiritualità espressa da una civiltà che rappresenta la completa parodia della civiltà religiosa tradizionale.
L’ultimo residuo d’uomo deve cessare ogni retto rapporto con Dio per farsi egli stesso Dio in modo rovesciato e diabolico, ogni attività che renda l’uomo veramente religioso deve essere bandita dalla società controtradizionale, perché lo scopo della vita umana nella postmodernità non è costituito dall’assimilazione a Dio e dalla divinizzazione che ne deriva, ma dall’assimilazione infernale alla materia tenebrosa caotica, che dà luogo propriamente alla teriomorfosi, un risultato opposto rispetto a quello della teomorfosi. L’ateismo radicale dell’individuo si afferma nella nuova spiritualità caricaturale, il neospiritualista distaccato da Dio, ma anche dall’autorità, dalla religione, dalla tradizione, vuole avventurarsi, secondo la sua licenza anarchica, in tutti i domini, vuole accertarsi da sé della verità, vuole “sbagliare da solo”. Afflitto, molto spesso, anche da un’ignoranza di tipo esteriore, che si presenta come mancanza di cultura religiosa, di conoscenza della tradizione e dell’iniziazione, il neospiritualista è, a fortiori, afflitto dall’ignoranza ontologica, che equivale alla mancanza di una conoscenza ontologica effettiva delle cose. Il neospiritualista soffre la duplice ignoranza, eppure si arroga una conoscenza che non ha, e, presuntuosamente, assume una posizione rigorosamente titanica e superba, con il pretesto della “libera ricerca spirituale” alimenta il peggiore individualismo anarchico e ogni tipo di aberrazione empia, mantenendosi di fatto ateo. Questo falso ricercatore vuole una “religione” che non gli crei disagi, conflitti, o “stress”, specialmente che non gli produca un senso di colpa, che non lo faccia sentire manchevole, malvagio, che non gli incuta il timore di Dio o quello del giudizio post-mortem. Secondo il neospiritualista tutte le “tensioni” sono per principio negative, così come le paure e i sensi di colpa, nessuno poi deve permettersi di giudicarlo, tanto meno di attribuirgli dei vizi o dei peccati, peggio ancora se qualcuno lo esorta a pentirsi, a purificarsi dalle sue colpe e a espiare. In ultima istanza nessuno deve irretire lo spiritualista ateo, egli è il solo Dio che possiede la sua “verità relativa”, egli è il solo che stabilisce cosa sia il vero e il giusto, egli si autodetermina con la sua “autocoscienza”, con la sua “libera scelta”.
Questo falso spiritualista è significativamente in linea con la scienza postmoderna, in particolare con la fisica quantistica, che rappresenta nel suo piano il passaggio catabasico alla dimensione submateriale, dalla quale attinge per modellarsi una prassi “spirituale” a suo piacimento, ricavata da varie letture ed esperienze disordinate e irregolari, una prassi da lui solo approvata e giustificata, secondo temi e modi da lui solo stabiliti. La regolarità oggettiva della prassi, le leggi, i tempi e i modi tradizionali di svolgimento dell’itinerario religioso vengono così completamente stravolti, per essere adeguati al “secondo me”. Abituato ad agire, in ogni ambito, secondo un criterio acquisitivo e utilitaristico, anche nel dominio della “spiritualità”, lo spiritualista iperconsumista “compra” se gradisce il prodotto, se un dato iter regolare non gli consente di fare subito certe esperienze, ricerca qualche altro rivenditore di paccottiglia spiritualista contraffatta, per soddisfare vanità, superbia e licenza. Costui in fin dei conti è ateo, per cui non vi è Dio, né autorità, né maestri, né tradizione, quindi non esiste alcun ordine oggettivo da rispettare, nessuna regola rigorosa da osservare, né dunque disciplina morale e religiosa, né misura di vita fondata su una precisa essenza eterna dell’uomo. C’è invece l’io titanico, “il solo e unico Dio”, un “Dio” chiuso nel soggettivismo, nel relativismo, nella transeunte contingenza, nell’effimera temporalità, un dio tenebroso, oscuro, radicalmente misero, sostanziato solo di superbia, vanità e nullità.
A causa dell’estremo degrado a cui è ormai ridotta l’umanità, la gran parte degli individui ha perso completamente ogni qualificazione intellettiva, ma anche le qualità della pura razionalità, perciò la gran massa degli uomini è afflitta da sentimentalismo e sensualismo, qualità subrazionali che si accrescono giorno dopo giorno, abbassando sempre più la possibilità dell’uomo di accedere ad una conoscenza puramente oggettiva. Alla fine dei tempi solo pochissimi potranno raggiungere una gnosi metafisica autentica, questa gnosi riguarderà coloro che potranno sottrarsi dalla soggezione ad ogni tipo di sensazione, così come ad ogni tipo di razionalità determinata, essi avranno la possibilità di trascendere il regno della “grande illusione” per accedere alla dimensione puramente spirituale dell’esistenza, nella quale non sussiste alcuna malia cosmica o umana.
Nel caos generale, e raggiunti dalle molteplici illusioni neospiritualistiche, pochissimi potranno rendersi conto della diffusione di interpretazioni invertite delle vere dottrine tradizionali e della vera sapienza spirituale. In particolar modo quasi tutti gli uomini saranno esposti agli effetti determinati dai portatori di false dottrine, i quali si dedicheranno all’esposizione della realizzazione metafisico-spirituale rovesciata, allo stesso modo verrà diffusa una concezione deformata della palingenesi dell’uomo e dell’umanità, per cui sarà alterato anche il senso della prossima restaurazione dell’ordine divino originale della civiltà. Con metodi suadenti gli esponenti della controtradizione condurranno le anime perse verso i loro fini oscuri, così queste anime si applicheranno a discipline operative in modo irregolare perseguendo scopi controiniziatici.
La realizzazione controiniziatica prevede l’assimilazione dell’anima dell’uomo al substrato che costituisce l’illusione cosmica e umana, perciò il soggetto sarà spinto a confondersi con questo substrato, fino ad annullarsi in esso. Questo risultato costituisce la parodia rovesciata della realizzazione metafisica, la quale sarebbe, in realtà, l’integrazione risolutiva del senso dell’io nel Sé Universale, fino allo svelamento dell’Identità Divina Suprema. Occorre perciò fare la massima attenzione quando viene proposta la “fusione” dell’io cosciente nel Sé, dell’anima in Dio o nella Luce Divina, perché la realizzazione spirituale a rovescio costituisce “… l’inverso della cancellazione dell’«io» di fronte al Sé, …”, in altri termini realizza “… la confusione nel caos, invece della «fusione» nell’unità principiale …”, perciò la controiniziazione porta alla “disintegrazione” dissolutiva della personalità cosciente nel substrato che non costituisce l’Essere Divino Reale, ma la sua negazione.
A proposito di quanto stiamo trattando è fondamentale comprendere la differenza che esiste fra “confusione” e “fusione”, due termini che dovrebbero essere più chiaramente distinti, perché possono lasciare spazio a fraintendimenti. La “confusione” annulla e dissolve l’attività della personalità essenziale del soggetto nel substrato costituente l’illusione cosmica, mentre la “fusione”, noi preferiamo dire la “integrazione”, integra e unifica l’anima e la sua attività cosciente nel Principio Divino Supremo, le quali vengono così “divinizzate” o “glorificate”. L’autentifica realizzazione metafisica non ha il carattere di una soluzione della parte nel Tutto, sia essa l’individualità nell’universalità, o la goccia di acqua nell’Oceano, ecc., ma costituisce l’integrazione, senza annullamento, del finito nell’Infinito, grazie alla quale avviene una ricomposizione risolutiva dell’apparenza nella Realtà.
In generale l’orientamento neospiritualistico sovversivo è sempre più pericoloso e distruttivo ogni giorno che passa, anche perché la sua presenza è sempre meno avvertita, ormai le anime sono incapaci a discernere la natura di questo indirizzo diabolico, perciò vanno incontro ad un esito dissolutivo infernale in tutta “tranquillità”. La manipolazione delle pratiche spirituali tradizionali è sempre più esplicita e grossolana, in particolare viene manipolata la meditazione, la quale ormai è stata ridotta a pratica psicologica o salutistica di carattere alienante. Attraverso la sedicente ricerca dello “spirituale”, del contatto con la “trascendenza”, diversi malcapitati sono indirizzati verso l’invasamento dovuto a presenze psichiche infere, questa “possessione” è ritenuta “positiva”, perciò le anime vengono lasciate in balia delle forze sottili della specie più bassa, fino al punto in cui si smarriscono completamente nella dimensione oceanica inferiore dello psichismo universale.
Nel dominio della spiritualità a rovescio, una crescente e continua serie di proposte crea parossismo e agitazione nelle anime, la modificazione incessante delle offerte, e le mirabolanti realizzazioni che vengono promesse, danno l’idea di qualcosa di veramente caotico, un miscuglio sempre più simile ad un intruglio che si colloca al di sotto anche del più semplice sincretismo esteriore. Nelle diverse proposte del neospiritualismo, delle più diverse matrici, si trovano le cose più aberranti, che vanno dal riutilizzo di tutto ciò che viene prodotto dalla scienza profana, alla ricerca di una convergenza con i suoi scopi, salvo però dover riaggiustare o riadeguare incessantemente l’obbiettivo finale, man mano che le varie teorie ed esperienze “scientifiche” mutano. Allo stesso modo troveremo concezioni progressistiche, evoluzionistiche, sensistiche mescolate con le concezioni eternalistiche tradizionali, poi emergeranno le interpretazioni della religione e le metodologie di approccio al sacro secondo la sedicente “scienza delle religioni”, oltre a tutta una serie di elementi che, in perfetta conformità alla mentalità moderna, per non dire a quella postmoderna, spingono i vari “ricercatori” nel senso delle diverse tendenze sperimentali, al pragmatismo spiritualistico, all’immediata “pratica” rituale, scadendo così sempre più in approcci esteriori e formali, che non conducono mai, in nessuna maniera, ad uno sviluppo spirituale regolare, a partire dalla costituzione dello stato religioso opportuno dell’anima. L’ultima fase di questo processo sovversivo è volto a costituire una sorta di “controreligione”, nella quale si praticherà una “controspiritualità”, che sarà trasmessa con una “controtradizione”. La controreligione avrà un carattere rovesciato e parodistico, sarà costituita dall’io per l’io, perciò rappresenterà, in forma caricaturale, ovvero ingannevole e illusoria, la religione autentica e regolare, che viene da Dio ed è per Dio. Purtroppo attualmente l’uomo comune manca pressoché completamente di una cultura religiosa e spirituale tradizionale, perciò, i più, sono vittime di una deleteria credulità. Ingannato dalle apparenze di una falsa spiritualità, l’uomo comune subisce l’ascendente dei sofisti e le manipolazioni psicologiche operate dalla gran parte delle personalità che si propongono come “guide” o “maestri”, purtroppo queste stesse persone sono incoscienti di quello che stanno svolgendo nei confronti di coloro che hanno la disgrazia di subire il loro ascendente.
Le manifestazioni sempre più grossolane della falsa spiritualità, o della falsa religiosità, hanno lo scopo di costituire nell’uomo e nell’umanità la soggezione alla più grande illusione possibile, in quanto ciò che appare ai poveri malcapitati, come segno di una diffusa e ormai recuperata, per non dire restaurata, spiritualità, è, in realtà, quanto vi è di più simulato e contraffatto da parte degli agenti oscuri della sovversione. In alcuni casi, al termine del processo sovversivo si avrà la ricostituzione, apparentemente integrale, di una tradizione spirituale vera e propria, con tutte le applicazioni che le sono proprie nei vari campi, ma ciò costituirà solo l’effetto finale del più completo inganno controtradizionale, e tutti coloro che ne saranno i passivi soggetti, saranno coinvolti nella peggiore deviazione, nel peggior male.
Perciò, in accordo a tutto ciò che affermano le diverse tradizioni spirituali, nel tempo della fine sarà edificato un regno spirituale a rovescia, costituito dall’avversario del Principio Divino Universale, un regno nel quale sarà dato corpo alla più grande illusione possibile, entro la quale verrà assoggettata la grandissima parte dell’umanità. Questo risultato sarà acclamato come la sopraggiunta “restaurazione spirituale” o “religiosa” finale, una specie di riattualizzazione, fasulla e ingannevole, della spiritualità delle origini, con la reintroduzione di una certa apparente “qualità spirituale” in tutte le cose, una qualità che però sarà costituita a rovescio rispetto al suo valore legittimo e normale. Diverse tradizioni religiose mettono in guardia da questo esito finale del presente ciclo umano, una serie di “falsi profeti” o “falsi maestri” indirizzerà gli uomini nel senso contrario al fine proprio delle religioni autentiche, alterando profondamente la prassi costitutiva dello stato del discente e del retto rapporto con l’autorità religiosa e il maestro. In particolare sarà sovvertita la subordinazione dell’”io” a “Dio”, o al “Sé”, e perciò sarà invertito, letteralmente, il rapporto normale che deve sussistere fra questi enti, quindi sarà subordinato Dio all’io e così via. Purtroppo, man mano che si accrescono la confusione e il disordine, si riducono anche la capacità intellettuale dell’uomo e la sua cultura religiosa, per cui diviene sempre più difficile distinguere ciò che risulta essere solo illusoria spiritualità antitradizionale dall’autentica spiritualità tradizionale. Allo stesso tempo si riduce sempre più la capacità di resistere al potere ingannatore, che purtroppo sedurrà coloro i quali non sapranno consistere nella ferma fede religiosa tradizionale, dunque chi abbandona la religione sarà travolto da ciò che deve avvenire. Nella fase più critica vi saranno difficoltà persino negli “eletti”, ossia in coloro che ormai non sono più soggetti alla corporeità e neanche allo psichismo individuale, perciò hanno trasceso ogni dimensione in cui opera il potere dell’inganno e dell’illusione e quanto ad esso inerisce.
Tutti coloro che, direttamente o indirettamente, si comportano secondo gli indirizzi neospiritualisti contemporanei, sono coinvolti in un disegno sovversivo e dissolutore generale, il cui scopo è quello di costituire la parodia della spiritualità tradizionale. La compiuta realizzazione di questo disegno coinciderà con il punto terminale della catabasi della presente umanità, raggiunto il quale avrà luogo una nuova palingenesi universale.
Guénon, R., Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi, Milano 1982, pag. 266.
(Estratto da Saturnia Regna n.66, La fine dell’uomo nella società iperconsumistica di ARQ (parte V)
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