La spiritualità a rovescio che va affermandosi nella postmodernità è il frutto della “liberazione” dell’uomo da Dio e dalla religione, a seguito della quale viene sviluppato un sistema di cose che si sostituisce al sistema religioso tradizionale. La radicalizzazione dell’indirizzo postmoderno di vita ha come scopo finale la costituzione della spiritualità a rovescio, che è la falsa spiritualità espressa da una civiltà che rappresenta la completa parodia della civiltà religiosa tradizionale. L’ultimo residuo d’uomo deve cessare ogni retto rapporto con Dio per farsi egli stesso Dio in modo rovesciato e diabolico, ogni attività che renda l’uomo veramente religioso deve essere bandita dalla società controtradizionale, perché lo scopo della vita umana nella postmodernità non è costituito dall’assimilazione a Dio e dalla divinizzazione che ne deriva, ma dall’assimilazione infernale alla materia tenebrosa caotica, che dà luogo propriamente alla teriomorfosi, un risultato opposto rispetto a quello della teomorfosi. L’ateismo radicale dell’individuo si afferma nella nuova spiritualità caricaturale, il neospiritualista distaccato da Dio, ma anche dall’autorità, dalla religione, dalla tradizione, vuole avventurarsi, secondo la sua licenza anarchica, in tutti i domini, vuole accertarsi da sé della verità, vuole “sbagliare da solo”. Afflitto, molto spesso, anche da un’ignoranza di tipo esteriore, che si presenta come



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