La mondializzazione ricerca la costituzione di un unico governo che trascenda tutte le sovranità nazionali e determini ciò che deve avvenire in ciascuna realtà locale, tutto questo processo, di fatto, assume come modello quanto si è sviluppato nell’ente più radicalmente edonistico e iperconsumistico, la federazione degli Stati Uniti d’America. L’azione “culturale” mondialista è volta ad imporre il modello del governo mondiale a tutta l’umanità, per realizzare un unico Stato politico e sociale, subnazionale e subumano, regolato da un unico sistema di pseudovalori a rovescio, volto a garantire con le sue istituzioni l’individualismo, l’edonismo, il democratismo, l’egualitarismo e tutto ciò che si trova nella “divina” dichiarazione dei “diritti dell’uomo”. Ne deriva necessariamente uno stile di vita unico, di tipo iperindividualistico, iperedonistico e iperconsumistico, che risulta facilmente dominabile da un’oligarchia, da una élite mondialista di vertice, al cui capo alla fine del tempo verrà a trovarsi un solo principio tirannico, che sottometterà tutta l’umanità all’esito più nefasto. Il mondialismo si presenta come la riproduzione rovesciata del piano escatologico che tutte le religioni hanno sempre perseguito, infatti ogni indirizzo religioso è volto a costituire nell’immanenza il Regno di Dio, con la Sua Pace e la Sua Giustizia, quale situazione ideale dell’umanità che realizza



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