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La relazione fondamentale fra Provvidenza, Giustizia e Pace

Dio costituisce gli enti ex Deo e dà loro ivra, in modo che in essi sia stabilita Pax e dunque sia reso presente l’essere di Dio nel loro esistere. Con l’atto divino di dare ivra si costituisce l’immanenza della Ratio Divina nell’Ordo Mvndi, questo atto deve essere riprodotto anche dall’animo nei confronti dell’uomo e del mondo umano in aevvm, questo è l’ufficio fondamentale che l’animo deve svolgere, il fine della sua esistenza stabilito da Dio. Con il dare ivra si genera Pax, la quale costituisce il primo bene per l’ente manifestato, in quanto nella Pace l’ente fruisce dell’unione con l’Essere Divino nel dispiegamento della sua esistenza, pertanto ogni suo atto contingente procede dalla sua Causa Trascendente.

Per collegare in modo più preciso la Provvidenza, la Giustizia e la Pace occorre precisare la correlazione che esiste fra Fas e Fatvm, ossia fra il Verbo inespresso a fondamento della Mente di Dio e il Verbo espresso nella Sua Ragione, la quale dispiega, seguendo la Lex interna all’Essenza di Dio, l’ordine costituito eternamente nella Mens Divina. L’ordine razionale divino del Fatvm non può che svolgersi secondo Ivstitia, perché è Ragione Divina in atto nella successione degli eventi temporali. Si comprende perché Ivstitia sia figlia di Ivppiter, in quanto è ciò che Egli concepisce con il potere della sua Ratio, in modo che si attui il perfetto dare ivra, affinché il mondo, e tutti gli enti presenti in esso, sussistano nel Bene, nell’Essenza trascendente di Ivppiter. Attraverso il dare ivra, Ivppiter mantiene stabilmente tutti gli enti in accordo con la loro Causa Essenziale Eterna, questo accordo rispetta la concatenazione fatale per la quale tutta l’esistenza si sviluppa temporalmente per attuare il disegno finale prefissato dalla Providentia secondo Ivstitia.

In questo contesto, in questo piano universale, libero e necessario ad un tempo, un piano che si sviluppa secondo un ordine rigoroso e immodificabile, costituito dalla Lex Dei inerente all’Essenza Divina, entra in causa l’animo dell’uomo, il quale, in quanto obligatvs a Deo, deve compiere il suo officivm di religio, al fine di costituire nel suo dato piano di esistenza la presenza regale di Dio e della Sua Providentia, e dunque la Ivstitia e la Pax che ne derivano. Questo risultato si ottiene attraverso la ricostituzione nell’uomo della serie ordinata delle cause operative, le quali, in Dio, sono fondate sulla Sua Sapientia, propria della Sua Mens, dalla quale, in principio, procede la Sua Providentia. Dunque ciò che è presente in modo sintetico nell’Essenza Unitaria di Dio, il Fas, viene dispiegato in modo intelligibile dalla Sua Mens Sapiens e Providens, la quale costituisce il fondamento operativo della Sua Ratio, che articola il Fas eterno nel Fatvm temporale, nel Verbo espresso, attraverso il quale Ivppiter dà ivra, secondo la Sua Volvntas, costituendo così la Sua Ivstitia, in ogni ente del mondo, mantenendolo in tal modo nella Pax, in accordo e in unione con il Suo Essere Proprio.

In quanto teofania di Dio, l’animo dell’uomo è costituito secondo l’ordine gerarchico delle funzioni attraverso cui viene attuata la Providentia Divina in ogni grado dell’Esistenza, perciò egli è tenuto a determinarsi come animvs sapiens, che contempla e conosce immediatamente il Fas. La conoscenza immediata dell’Essere Intelligibile è sapientia divina, ovvero la virtù della pvra mens, dalla quale è costituita anche la providentia che immane nella ratio prvdens, capace di attuare ivstitia, in accordo con la Providentia Divina, nel dato piano umano, in modo che l’Imperivm Divinvm possa essere pienamente statuito nell’uomo e nell’Orbe, cosicché possa prodursi anche la Pax Deorvm Hominvmqve. Così come l’Esistenza del Mondo viene costituita dalla Ragione Divina secondo il Ivs che traduce il Fas, anche l’esistenza del mondo umano deve essere costituita seguendo il dispiegamento del Fas nel Ivs, ovvero anche della mens nella ratio. L’atto della ratio deve essere conforme alla misura dell’essenza divina, così esso dà adito al ivs ac fas colere, in modo prvdens, così nulla risulta essere contra fas ac ivs, quindi nefas o inivstvs.

L’animvs hominis conosce veramente il Ivs quando è stabilito nella conoscenza diretta dell’essenza del Fas, in tal caso egli dispone della conoscenza causale principiale integrale, ovvero della stessa conoscenza che Ivppiter ha di Sé, della Sua Essenza e, in Essa, di tutte le cose. Chi conosce il Ivs nel Fas può dare ivra, e dunque può anche paciqve imponere morem, vera arte religiosa e civile esemplare romano-italiana, mediante la quale viene costituita la Salvs Pvblica Svprema. Questo risultato è il frutto esclusivo di un processo di religio, l’animvs sapiens rilegge l’esistente nell’essere, secvndvm sapientiam, questa rilettura perfetta permette di far corrispondere l’esistente all’essere secvndvm providentiam, mediante prvdentia, la quale, a sua volta, produce la presenza stabile del ivs nell’ente secvndvm ivstitiam, infine, la stabile unione dell’ente nell’essere suo proprio e, allo stesso tempo, nell’Essere di Dio, costituisce Pax, la quale è l’unico scopo della religio. L’animvs che attua la religio rispetta la ivstitia adversvm Deos, ovvero pratica la virtù della pietas, una virtvs che si ottiene applicandosi ad una precisa disciplina formativa. Se l’animvs non è pivs, non può costituire in sé, né fuori di sé, la Pax, e dunque la Salvs. Ne deriva che può essere definito pivs quell’atto che produce il fine di Pax, quindi l’atto che si svolge secondo ivs. Nell’animo ivstvs si rende immanente il Fas, perciò il soggetto pivs crea una perfetta continuità con l’Impero Divino di Ivppiter e lo realizza nell’immanenza, in accordo all’ufficio che gli è stato assegnato in principio.

Dunque lo scopo stesso della religio, sia essa quella Divina o quella dell’uomo, è sempre la Pax. Il termine Pax indica lo stato di unificazione, la congiunzione salda e intima, non separata, fra due enti, non distinti per sostanza, ma solo per attività. Vi è Pax compiuta quando vi è statuizione dell’ente determinato, divino o umano, nell’Essere Indeterminato, nel Dio Supremo, in virtù di questa Pax l’ente unificato fruisce anche della Quiete Divina Perfetta. La pax è sempre il risultato della religio, dell’atto essenziale del relegere proprio della mens, con il quale l’animo “unifica” stabilmente se stesso a Dio, facendo così sussistere l’esistente nell’unità dell’Essere. L’animvs hominis costituisce la presenza dell’Animo Divino Supremo nella teofania umana, perciò esso deve disporre della consapevolezza della sua Identità Suprema, perché, fondando su di essa, deve costituire la presenza divina perfetta nell’immanenza, attraverso la rilettura del suo essere, e di tutti i suoi atti in Dio, fino a risolverli nell’Essere Divino Supremo. L’atto essenziale del relegere stabilisce l’animvs nella Pax Devm e lo fissa nella Qvies dell’Essere Divino Assoluto, da questo stato deriva lo sviluppo essenziale e teofanico della religio, la traduzione degli atti esemplari eterni del Dio Supremo negli atti esemplari di giustizia dell’animo divino immanente.

La vera religio è il prodotto dell’atto di raccogliere e riunire ogni ente nell’Uno, solo ciò che è compiuto in modo religiosvs è ivstvs e stabilisce la Pax Devm, nell’uomo, nella civitas e nell’Orbe. Attraverso la religio perfetta il Popolo Romano-Italiano ha costituito nell’immanenza la presenza integrale del Regno Divino Supremo, mediante l’Impero di Roma il Dio Supremo ha stabilito la Sua Regalità, con la sua Pace e la Sua Giustizia, nel genere umano, glorificando l’Orbe con la Sua Perfetta Salute Pubblica.

a cura di ARQ

Estratto da Saturnia Regna n. 66

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