La tradizione divina degli ottimi sapienti romani ha mostrato quale sia il vero fondamento della civitas, su che cosa sia fondato il suo ordinamento giuridico. Virgilio, in quanto Pontifex Maximvs Perpetvvs conosceva la giurisprudenza pontificale, nella quale tutto il Diritto Divino e umano era riunito in una singola denominazione come Ivra Popvli Romani. Noi sappiamo che ivra dare è l’attività fondamentale di Ivppiter[1], ma i ivra dati da Ivppiter superano l’ambito relativo dei diritti dei popoli, ivra gentivm, definiti dalle contingenze particolari di ciascun ente. Virgilio ha connesso precisamente il dare ivra di Ivppiter al dare ivra dei diversi reges a cui è stato attribuito lo svolgimento di un’attività divina, inoltre Virgilio ha collegato il dare ivra all’attività svolta dal Re Divino Saturno nell’Età Aurea. Virgilio ha attribuito poi un’attività normativa divina ad Augusto, il suo dare ivra è stato visto nella prospettiva dell’azione civile originale, l’Imperatore ha esercitato una perfetta arte civile proprio come veniva svolta nella Avrea Aetas[2]. Ma quello che più conta, e che vedremo differisce anche dalle considerazioni relative ai limiti della disciplina civile svolte dai filosofi, è che nella conclusione delle Georgiche Virgilio vede l’Augusto aprirsi la via verso l’Olimpo proprio attraverso il dare ivra



Per continuare a leggere accedi o registrati

Accesso per utenti iscritti