La situazione religiosa dei giovani italiani e la loro ricerca spirituale

È sempre più facile osservare una condotta atea nelle generazioni dei più giovani, ovvero in coloro che si trovano nell’età dell’adolescenza o nella prima gioventù e hanno dai sedici ai trenta anni di età. Questa generazione fa i conti con il declino, e il progressivo degrado in senso modernistico, dell’istituzione religiosa predominante in Occidente, ovvero la Chiesa Cattolica, la quale, dopo il Concilio Vaticano II, ha scelto un indirizzo di apertura verso il mondo e l’uomo contemporaneo, tanto da perdere gran parte della forza formativa che aveva sulla persona e la sua vita religiosa, specialmente ha abbandonato ogni tendenza ascetica

e mistica, volta alla realizzazione spirituale della trascendenza, secondo le possibilità che la stessa istituzione ha sempre presentato. Si può dire inoltre che, l’accentuazione delle azioni volte a costituire le democrazie atee e quindi ad accentuare in ogni modo l’individualismo, il razionalismo,

il pensiero critico e lo svincolamento da ogni istituzione autorevole, così come dalla subordinazione all’autorità religiosa e, più in generale, da ogni forma reale o apparente di autorità, ha fomentato, e ormai costituito, una generazione di individui la cui disposizione verso un ordine religioso tradizionale, rigoroso ed autentico, nel quale sia necessario compiere una vita secondo la misura data dalla Giustizia Divina, per attuare il fine religioso autentico dell’esistenza, è in rapidissimo declino e può ritenersi ormai scomparsa. I giovani, fomentati da ogni genere di mezzo persuasivo, dalla famiglia alla scuola, dai mass media alla società, sono sempre indirizzati al “fai da te”, a scegliere da soli, perciò, trovandosi ormai di fronte ad un’ampia offerta di “attività religiose”, spiritualistiche, psicologistiche o sensualistiche di diversa natura, sono portati a costituirsi da soli, attraverso una composizione di dati a cui hanno avuto accesso in modo disordinato ed esperienze varie, una propria pseudoreligione individualizzata, secondo un interesse esclusivamente individualistico e molto spesso edonistico. Secondo il concetto per cui “nulla è per sempre”, anche il prodotto religioso confezionato è in costante mutamento, è un derivato delle tendenze postmoderne, in esso la realtà ontologica e la dimensione metafisica sono oramai completamente negate e tutto ciò che ha una natura eterna, permanente e invariabile, come la verità, la giustizia e il bene, non trovano più vera accoglienza nel soggetto pseudoreligioso.

Il problema si è poi accentuato in seguito all’introduzione, in questa società in dissoluzione, dei mezzi ultratecnologici di informazione e comunicazione, i quali hanno letteralmente sconvolto l’approccio al sacro, al religioso e allo spirituale, tanto che un numero sempre più alto i soggetti può accedere alle diverse reti telematiche, nelle quali ognuno può direttamente rivolgersi ad un’ampia e dettagliata serie di proposte “spirituali-religiose”, senza però più avere un adeguato criterio per valutare, discernere e quindi anche scegliere in modo retto queste proposte, in modo da avvicinarsi ad esse correttamente. Vi è da dire inoltre che, lo stesso mondo dello spiritualismo contemporaneo funziona sempre più secondo le leggi del mercato e le sue offerte si presentano sempre più in modo accattivante, con la stessa tecnica con cui, in genere, si promuovono i prodotti e le merci di altra natura. Il linguaggio, le immagini, le musiche sono scelti per impressionare la coscienza giovanile e per venire incontro, in modo purtroppo improprio, alle domande pressanti dei giovani. Tutto ciò risponde alle stessi leggi del mercato materiale e inclina al consumismo, in questa ultima fase all’iperconsumismo spiritualista, tanto che, non è importante il prodotto che viene proposto, ma la gratificazione che esso produce al momento, ma poi il prodotto viene presto abbandonato perché,

fra l’altro, ha una durata, una valenza, e anche un effetto, limitati nel tempo. Questa dinamica spinge alla ricerca continua di nuove stimolazioni gratificanti, l’individuo che subisce il sistema edonistico-utilitaristico è mosso da agenti occulti ad una continua e spasmodica acquisizione di dati,

esperienze, conoscenze che hanno il solo scopo di dare una soddisfazione viziosa al falso sé, alla soggettività transeunte e titanica, nella quale ormai si risolve ogni anima.

Le giovani generazioni presentano un ateismo teorico, ma, in particolare, un ateismo pratico, entrambi provenienti da un’indifferenza religiosa di fondo, ormai estremamente diffusa, per non dire anche dell’attività antireligiosa e dunque dell’ateismo militante, che sempre più viene

promosso da vari enti e personalità, ateismo che tende a fare sempre più proseliti fra i malcapitati incapaci di sottrarsi alle suggestioni indotte dai vari sofismi razionalistici. Anche la ricerca spirituale ha oggi il suo costo, perciò ognuno può permettersi quello che può e dunque si barcamena secondo le sue possibilità economiche a dare atto alla “costruzione di sé”, secondo quello che viene offerto dal mercato spiritualista. Ciò denota a quale punto siano arrivate la degenerazione e la confusione, così come lo smarrimento del soggetto postmoderno che caratterizza la

società attuale.