La situazione religiosa dei giovani italiani e la loro ricerca spirituale È sempre più facile osservare una condotta atea nelle generazioni dei più giovani, ovvero in coloro che si trovano nell’età dell’adolescenza o nella prima gioventù e hanno dai sedici ai trenta anni di età. Questa generazione fa i conti con il declino, e il progressivo degrado in senso modernistico, dell’istituzione religiosa predominante in Occidente, ovvero la Chiesa Cattolica, la quale, dopo il Concilio Vaticano II, ha scelto un indirizzo di apertura verso il mondo e l’uomo contemporaneo, tanto da perdere gran parte della forza formativa che aveva sulla persona e la sua vita religiosa, specialmente ha abbandonato ogni tendenza ascetica e mistica, volta alla realizzazione spirituale della trascendenza, secondo le possibilità che la stessa istituzione ha sempre presentato. Si può dire inoltre che, l’accentuazione delle azioni volte a costituire le democrazie atee e quindi ad accentuare in ogni modo l’individualismo, il razionalismo, il pensiero critico e lo svincolamento da ogni istituzione autorevole, così come dalla subordinazione all’autorità religiosa e, più in generale, da ogni forma reale o apparente di autorità, ha fomentato, e ormai costituito, una generazione di individui la cui disposizione verso un ordine religioso tradizionale, rigoroso ed



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