Chi affronta la formazione religiosa preliminare, è in genere, un animo immedesimato con la parte più bassa delle pulsioni irrazionali della sua anima, egli è appiattito ad un rozzo edonismo carnale e patisce l’impermanenza e la corruttibilità in massima misura. La presenza in lui di una sfrenata licenza lussuriosa lo spinge a provare le più effimere sensazioni corporali, un individualismo superbo estremo lo rende incapace di sottomettersi a qualsiasi autorità, il suo disordine interiore gli crea un’estrema difficoltà nel seguire una disciplina di ascesi operativa, una cultura di sé, con ordine sistematico rigoroso. L’uomo attuale è ormai prossimo all’incurabilità definitiva, pochissimi sono gli uomini pienamente recuperabili alla religione tradizionale, nonostante ciò, il recupero religioso dell’uomo è l’unica buona azione che deve essere compiuta per esso, anche se solo pochi potranno ottenere una realizzazione religiosa completa. Alcune delle difficoltà principali si presentano quando l’individuo presume di conoscere solo perché ha una certa erudizione sulla religione, oppure ha fatto esperienze pseudoreligiose o neospiritualistiche. Altre difficoltà si incontrano quando il soggetto dipende dall’irrazionalità e da tutto quello che vi è connesso, la sentimentalità, l’emotività, la sensazione, le pulsioni carnali, tutto in lui è rovesciato e sovvertito e, a partire da questo capovolgimento, procede scorrettamente nella reintegrazione religiosa.

Molti sono afflitti dalla credulità, fino a quella più grossolana, se hanno accolto qualcuna delle filosofie moderne, non sanno in quale tipo di errore si sono collocati e procedono fino alla loro autodistruzione nichilistica. Il soggetto comune non si rende conto del suo radicale ateismo, della negazione pratica dell’Ente Divino in ogni sua forma, fino a sviluppare la più completa disessenzializzazione della propria vita per sciogliersi nell’indeterminazione sostanziale della materia, correlativa all’affermazione dello stato di non ente, accidentale e caotico, che è propriamente ogni singolo soggetto attuale, un soggetto “fluido” e totalmente inconsistente. A nulla serve interrogarsi sulle cause del nichilismo e fare delle analisi astratte dei suoi processi e dei suoi aspetti, se si permane poi, di fatto, nella condotta nichilistica, negli effetti della negazione dell’Essere. Occorre percorrere in maniera adeguata e regolare la via a ritroso, quella che permette di risalire dal fondo terminale del non ente fino a recuperare la normale dimensione dell’essere essenziale dell’uomo, per trascendere poi anche questa dimensione per elevarsi a quella dell’Ente Divino, e infine attingere alla Realtà Divina Suprema.

 

Approfondisci ->