degli autori romani classici nel Basso Medioevo Trattando della sola trasmissione concreta dei testi, nei secoli XI e XII fu presente la consueta attività degli scriptoria monastici, un’attività piuttosto fiorente di copiatura e conservazione che si applicava a tutto quello che costituiva l’insieme fondamentale degli avctores. Le copie venivano in genere realizzate per sostituire quelle deteriorate, ma anche per avere un duplicato delle opere che si ritenevano particolarmente importanti, oppure per moltiplicare le copie di un’opera e diffonderla in diverse sedi. La base delle diverse copiature era rinvenuta nel modello antecedente a tutte le riproduzioni, ritenuto essere il “testimone” più antico della tradizione scritturale. Le tecniche con cui venivano effettuate le copiature erano diverse, le relazioni e la gestione della trasmissione concreta dei testi fra le diverse sedi in cui venivano custoditi, copiati ed emendati, rispondevano a quelle che erano le regole comuni degli scambi o delle compensazioni che venivano poste in essere nei medesimi ambienti finalizzati alla migliore custodia dei testi. È abbastanza significativo rilevare quali siano stati i testi più copiati nei secoli XII e XIII, e con quale frequenza, testi che, provenienti dall’Antichità o dall’Alto Medioevo, dovevano essere redatti per avere una continuità vitale nei secoli successivi.



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