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L’iperconsumismo e la dissoluzione della spiritualità, dell’identità e di ogni forma di vita umana • 1

Dagli anni cinquanta del XX secolo la caotica tendenza all’iperconsumo ha causato una serie di squilibri in tutti i domini della società. L’inclinazione dell’uomo all’iperconsumo produce danni devastanti all’ecosistema, nel corso degli ultimi decenni l’ambiente naturale ha subito una violenza mai vista fino ad ora nella storia dell’umanità, la quale pare non arrestarsi in alcun modo. È una corsa folle alla distruzione della natura e solo illusoriamente si parla, in maniera distorta e priva di qualsiasi rapporto con la realtà, di “sviluppo sostenibile”, di “consumo sostenibile”. Gli squilibri degli ecosistemi sono ormai esasperati, tutto il “sistema terra” è stravolto, già da tempo sono in corso catastrofici sconvolgimenti con conseguenze distruttive sempre più estese.

Una cosa analoga si è prodotta nel sistema economico-finanziario, negli ultimi decenni ha sempre più preso il sopravvento la finanza sull’economia, perciò hanno assunto sempre più importanza la borsa e le operazioni che in essa si svolgono, le quali rappresentano una completa astrazione dalla realtà dell’economia e anche dalla gestione diretta dei mezzi materiali di consumo. Di fronte ad una progressiva riduzione dell’inclinazione al risparmio, un’espansione economica forte è considerata fondamentale per mantenere il sistema in piedi, il quale richiede che siano finanziati gli acquisti con un ricorso crescente al credito, immettendo masse di moneta sempre più elevate nel sistema, fino a creare quelle bolle finanziarie che periodicamente scoppiano, creando delle ripercussioni su tutto il sistema economico finanziario mondiale, il quale, ormai molto gonfiato e alterato, rischia di implodere su se stesso.

Tutto ha messo il turbo, abbiamo una “turbo economia” che favorisce una “turbo finanza”, un sistema che promuove una “turbo produzione” per un “turbo consumatore”, tutto il processo ormai è totalmente svincolato da qualsiasi logica, ordine o equilibrio, ancora presenti nelle “vecchie culture” e nelle condotte di vita delle classi sociali superiori, ogni operazione è ormai rivolta all’effimero, nei gusti, nelle mode, nelle scelte. L’individuo è oggi solo un ente soggetto a facile plasmazione attraverso impulsi, messaggi vari, promozioni, pubblicità e marketing di ogni genere, esso è divenuto il mezzo attraverso cui il sistema diabolico si perpetua e persegue il suo fine annientante ultimativo. Questo risultato viene raggiunto con vari mezzi che creano un’illusione crescente che permea sempre più profondamente l’anima dell’uomo terminale, ad esso viene fatto credere che tutto il sistema è organizzato per il suo benessere, in realtà cura solo gli interessi di una élite radicalmente diabolica, che rappresenta un’élite spirituale a rovescio rispetto alle élite spirituali che governavano le città religiose tradizionali, le quali orientavano tutta la vita dell’uomo a Dio e al suo vero bene.

Nel sistema iperconsumistico tutto è volto alla fomentazione delle passioni bestiali dell’io carnale più effimero e accidentale, il sistema cerca di favorire le più radicali viziosità e asserve tutta la sua organizzazione alla più completa soddisfazione delle peggiori turpitudini che annientano l’uomo. Il radicale ateismo del sistema iperconsumistico prevede che il suo fine possa essere massimamente conseguito se la religione tradizionale viene interamente eliminata dalla società, così tutte le sue operazioni possono essere compiute per il ben-essere dell’individuo, rientrando in questo indirizzo anche la creazione del neospiritualismo edonistico radicale, che è anch’esso un prodotto iperconsumistico, che dà all’individuo che lo fruisce l’impressione che la qualità della sua esistenza aumenti di giorno in giorno e divenga persino più “spirituale”. Ogni momento della vita umana deve essere dedicato alla ricerca di un edonismo sempre più completo, la “spiritualità”, la “vita civile”, la “moralità”, la “condotta sociale”, la “cultura”, la “medicina”, l’“arte”, ecc., devono assumere una connotazione radicalmente individualistica ed edonistica, così ognuno può essere soddisfatto come più gli piace e il sistema può prosperare in modo indefinito, operando continuamente per spostare il termine della perfezione edonistica finale ad un tempo di fatto irraggiungibile.

Il soggetto iperconsumista deve essere sempre più informato, le stesse informazioni devono essere fruite in modo iperconsumistico, occorrono perciò strumenti che consentano di far giungere un flusso ininterrotto di dati e notizie all’individuo, in modo che sia investito dallo stream condizionante ed alienante ad ogni ora del giorno e della notte. I mezzi tecnocomunicativi lo tengono sempre collegato all’azione del sistema, in tal modo viene messo in condizione di non riflettere, e se riflette deve farlo in modo radicalmente ateo ed edonistico, come il sistema vuole. I consumi devono avvenire sempre più in maniera individualizzata, ciascuno va messo in grado di comporre il proprio stile di vita iperconsumistico a piacimento, secondo una gamma indefinita di possibilità, così l’individuo si illude di disporre di una libertà di scelta illimitata, in realtà esso si trova nella peggiore servitù possibile.

L’individuo finale vive ormai in un “cosmo iperconsumistico”, la sua vita è condizionata ad un iperconsumismo a ciclo continuo, in tal modo il suo iperindividualismo viene detemporalizzato e despazializzato. Rinchiuso nel suo universo radicalmente soggettivo, l’individuo succube del sistema è estremamente solo, nell’isolata e atomistica esperienza iperconsumistica si consuma interamente la totalità dell’esistenza del sé carnale effimero. Ormai il sistema condizionante è totalizzante, tutto è volto alla costituzione di un mondo iperconsumistico completamente astratto dalla realtà, nel quale tutto viene omogeneizzato dalle procedure di globalizzazione, la quale è ormai in via di completamento. Ogni tipo di dissidenza o contrasto, le culture o le tendenze rivali, sono state via via soppresse, ora le ultime resistenze sono soggette all’eliminazione completa. Ciò che deve instaurarsi ed “imperare” è un iperconsumismo nel quale la società e la vita dell’uomo sono riorganizzati secondo lo spirito diabolico del consumo. In particolare sono stati gli Stati Uniti, il “Grande Satana”, a dirigere le operazioni degradanti fino allo stato attuale, gli U.S.A., fin da quando sono sorti, hanno avuto lo scopo di svolgere una precisa funzione sinistra nell’umanità, perciò hanno stravolto, in un modo o nell’altro, la vita di altri Stati, i quali sembravano esercitare una qualche competizione avversativa nei loro confronti, ma ora anch’essi tendono allo stesso risultato dissolutivo.

Tutta la pseudopolitica mondiale è ormai finalizzata all’iperconsumismo, nella condotta quotidiana, nella scuola, nella medicina, nella famiglia, nella cultura, nel tempo libero, e finanche nella religione, l’iperconsumismo domina ovunque, non lascia più tempi morti, né spazi vuoti. In ogni momento vengono aumentati gli elementi che asservono al sistema l’individuo preso nella “rete”, ad esso è stata fornita la possibilità di navigare su Internet, ma non si è accorto della trappola e di ciò a cui andava incontro attraverso l’uso del web, ora ciascuno crede di poter fruire di qualcosa, che, in realtà, è stato proprio costituito perché si crei una sottomissione al mezzo reso disponibile. L’individuo si crede libero, anche perché è aumentata la gamma delle sue scelte, esso può consultare portali, comparatori di costo, trovaprezzi, può sfruttare l’ultima occasione, può cercare tutto low cost, così prova ad “ottimizzare” il rapporto qualità-prezzo e poi trasferisce questo modo di fare nel suo stile di vita, nella valutazione del “sé”, così genera una scala di valori totalmente determinata dai piaceri iperconsumistici, dalla somma e dalla composizione delle fruizioni e da tutto ciò che questo quadro comporta.

 

A.R.Q.

(Estratto da Saturnia Regna n.64, La fine dell’uomo nella società iperconsumistica di ARQ (parte III)

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