Dagli anni cinquanta del XX secolo la caotica tendenza all’iperconsumo ha causato una serie di squilibri in tutti i domini della società. L’inclinazione dell’uomo all’iperconsumo produce danni devastanti all’ecosistema, nel corso degli ultimi decenni l’ambiente naturale ha subito una violenza mai vista fino ad ora nella storia dell’umanità, la quale pare non arrestarsi in alcun modo. È una corsa folle alla distruzione della natura e solo illusoriamente si parla, in maniera distorta e priva di qualsiasi rapporto con la realtà, di “sviluppo sostenibile”, di “consumo sostenibile”. Gli squilibri degli ecosistemi sono ormai esasperati, tutto il “sistema terra” è stravolto, già da tempo sono in corso catastrofici sconvolgimenti con conseguenze distruttive sempre più estese. Una cosa analoga si è prodotta nel sistema economico-finanziario, negli ultimi decenni ha sempre più preso il sopravvento la finanza sull’economia, perciò hanno assunto sempre più importanza la borsa e le operazioni che in essa si svolgono, le quali rappresentano una completa astrazione dalla realtà dell’economia e anche dalla gestione diretta dei mezzi materiali di consumo. Di fronte ad una progressiva riduzione dell’inclinazione al risparmio, un’espansione economica forte è considerata fondamentale per mantenere il sistema in piedi, il quale richiede che siano finanziati gli acquisti con un



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