La formula: “Religionem qvae Deorvm cvltv pio continetvr”[1], ci dice che la religione si risolve nel pio culto degli Dei. Il Dio degli Dei ha voluto generare l’animo dell’uomo affinché esso fosse religioso e, mediante il suo culto pio, costituisse il Suo Regno, il Suo Ordine Divino e il Suo Governo nell’Orbe umano[2]. La funzione dell’animo è perciò teofanica e il suo compimento è apoteosico, però egli deve rispettare il vincolo della Giustizia Divina, ovvero ciò che è stato ivs–dictvm fin dal principio. Non vi è altra azione propria per l’animo se non la religio, perciò nel rispetto del suo ufficio religioso divino si risolve il senso proprio dell’uomo, il quale solo nella religio trova la ragione della sua costituzione e il compimento del suo bene. Quando l’animo è in atto religiosamente attua pienamente la sua natura e realizza il suo bene proprio, perciò anche la sua salvs, allo stesso tempo l’azione pia dell’animo costituisce la Pax Deorvm Hominvmqvee la Salvs Pvblica, il Sommo Bene per l’intero genere umano, che coincide anche con il termine finale di tutta l’azione religiosa integrale romana. La Repubblica Universale, la Società Umana Integrale, costituita dall’Impero di Roma, ha fruito la Salvs Divina, in essa è stato attualizzato il Regno Divino Assoluto, che



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