A conclusione di queste brevi precisazioni, poniamo l’attenzione sulla natura della filosofia e sulla sua indispensabile funzione. Coloro i quali criticano la filosofia, sono in grado di darne una definizione corretta? Cercare di dare una definizione corretta di un dato ente è già un’operazione filosofica, ma coloro i quali non hanno una precisa formazione filosofica non possono che essere dei maldestri “filosofi”, dei dilettanti allo sbaraglio, i quali, soggetti alla solita temerarietà, si lanciano in operazioni delle quali non hanno alcuna conoscenza, né tantomeno padronanza. La riflessione, il ragionamento, la valutazione, il giudizio, la critica, l’opinione sono operazioni della ragione che devono essere affrontate con un metodo rigoroso e con operazioni scientifiche. Da duemilacinquecento anni le filosofie tradizionali hanno trattato queste cose e hanno definito correttamente le discipline della dialettica e della logica, così come la gnoseologia e l’epistemologia, per svolgere una prassi conoscitiva rigorosa e valida, che permetta di accedere alla verità senza errore. Da millenni queste discipline non possono essere più scartate, né scavalcate a priori, liquidandole con poche opinioni superficiali, solo perché, secondo alcuni, non esistevano nella “Roma prisca”, o perché non sono “cose romane”, ma solo “fumisterie orientali”. Queste sono opinioni errate di chi ignora, espresse



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