Secondo Livello

La Formazione Religiosa Preliminare - Formazione Introduttiva
La Formazione Religiosa Introduttiva Basilare

I contenuti della Formazione

 I contenuti di questo grado della formazione vengono esposti in due sezioni di insegnamenti tematici sintetici.

La prima sezione è definita “Religione Eterna e Coscienza Religiosa Universale” ed è divisa in tre moduli:

  • Primo Modulo: Origine Divina delle religioni e loro unità trascendente.
  • Secondo Modulo: La natura e i fondamenti delle religioni tradizionali e il loro sviluppo nel ciclo temporale dell’umanità.
  • Terzo Modulo: L’ultimo periodo della presente umanità: gli ultimi tempi, la crisi finale della civiltà e la via al suo superamento.

Gli insegnamenti contenuti in questa prima sezione sono gli stessi che vengono esposti nella Formazione Religiosa Introduttiva Completa, ma in un modo più sintetico ed elementare, il programma intero può essere consultato nelle pagine del sito riservate ad essa.

Nella prima sezione della formazione introduttiva basilare vengono trattate la religione eterna e la metafisica universale integrale, l’integralità della religione intesa nella sua natura più universale, con insistenza sul Fondamento Ultimo della Realtà e sulla Sapienza Eterna che vi inerisce, in modo da delineare l’Unità Trascendente di tutti i culti particolari e la concordanza fondamentale di tutte le religioni e delle metafisiche teologiche ad esse relative.
L’esposizione sintetica della dottrina dei cicli cosmici e la correlativa descrizione dell’escatologia universale e della palingenesi integrale, e anche l’esposizione del processo catabasico universale che coinvolge l’uomo e la civiltà, sono necessarie per interpretare correttamente lo stato attuale dell’umanità e la condizione spirituale dell’ultimo uomo.
Grazie a questi insegnamenti l’allievo può prendere coscienza delle sue limitazioni ontologiche e conoscitive, e dunque dell’illusione-malia a cui è soggetto.
La consapevolezza dell’ignoranza-malignità deve consentire all’animo di determinare la sua volontà di liberazione, che gli consente di dare inizio alla prassi che lo restituisce alla piena attualità del suo essere, al suo sommo bene.

Nel secondo modulo della prima sezione un’attenzione particolare viene rivolta alla natura, alla struttura e alla dinamica delle religioni e delle civiltà tradizionali, con specifico riferimento alla natura della tradizione religiosa, alla sua regolarità e ai processi che ne determinano la corruzione e la degenerazione. Gli insegnamenti del secondo modulo consentono di chiarire tutti gli errori e le confusioni relativi alla religione e alle motivazioni religiose di ciascun allievo.
Trattando della natura della tradizione religiosa in generale, il soggetto impara a riconoscere ciò che è regolare, per distinguerlo da ciò che non lo è, così potrà rivolgersi correttamente, con la dovuta disposizione dell’animo, all’insegnamento autorevole, per rimuovere tutti gli impedimenti che oggi rendono difficile all’uomo il corretto approccio alla dimensione sovrannaturale della religione tradizionale.
L’allievo, fin dal principio della formazione introduttiva, deve ricercare un atteggiamento corretto, perché si possa rapportare in maniera adeguata al Divino, agli Dei e all’opera delle autorità religiose che hanno trasmesso la sapienza divina nei secoli, così come deve fare un uomo religioso tradizionale.

Risulta chiaro che l’insegnamento preliminare non ha uno scopo contingente o eruditivo, perché non è atto a soddisfare la curiosità umana, né si presta a divenire oggetto dell’opinionismo profano.
L’insegnamento religioso tradizionale ha una natura operativa realizzativa, perciò avvia una introspezione profonda sul senso ultimo dell’esistenza universale e individuale, che porta l’animo ad una presa di coscienza immediata del suo stato ignorante e maligno e della situazione dissoluta e radicalmente ingiusta della civiltà attuale.

Questi ultimi aspetti vengono trattati nel terzo modulo della prima sezione, grazie ai dovuti insegnamenti è possibile conoscere i modi per non essere coinvolti nella crisi dissolutiva finale, imboccando la via religiosa tradizionale.
Trattando delle quattro età dell’umanità, ed esaminando l’ultima parte dell’età ferrea, è possibile comprendere le dinamiche dissolutive in corso e leggere i segni dei tempi, per prepararsi alla palingenesi universale imminente attraverso la pratica della palingenesi interiore.
L’allievo deve capire, almeno in modo elementare, che solo reintegrandosi regolarmente nella sua propria religione tradizionale potrà compiere una vita adeguata nel caos finale in cui versa l’umanità e sperare nella sua salvezza.
L’allievo procede nella presa di coscienza dello stato dell’umanità e della civiltà in modo via via più profondo, mediante una dialettica oggettiva esercitata con coloro che espongono l’insegnamento.

Se il processo dialettico è portato a compimento l’animo verifica oggettivamente l’ordine e il senso dell’insegnamento e giunge ad una prima visione riflessa dell’immanenza divina nell’esistenza, comprende il senso dell’epifania originaria della persona divina al principio della umanità, conosce l’ufficio religioso inerente al principio mediatore, prende atto del senso ultimo della religione e dell’opera divina assegnata all’animo.
Analogamente, il soggetto è portato attraverso una serie di riconoscimenti progressivi oggettivi, a prendere conoscenza del mistero della catabasi universale e dell’effetto che essa ha prodotto nell’umanità e nella civiltà.

La consapevolezza dello stato di malia, e della servitù viziosa alla quale il soggetto soggiace, deve indurre un moto convertivo liberatorio, mediante il quale si innesca una tensione univoca alla liberazione, che consente di dare avvio all’anabasi che risolve ogni soggezione al male.
Questo passo convertivo viene prodotto con l’applicazione alla formazione religiosa propedeutica, la quale consente di vedere la superbia che affligge l’animo e la presunzione che vi inerisce.
Per giungere a tanto l’azione formativa introduttiva non deve essere limitata all’assunzione esteriore di dati religiosi tradizionali, i quali vengono poi utilizzati in modo improprio dall’allievo che sviluppa un interesse religioso perversamente orientato, a causa del quale si allontana dalla corretta applicazione alla conversione religiosa effettiva.

 

La seconda sezione della Formazione Religiosa Introduttiva Basilare riguarda
La religione romano-italiana. Origini, natura, storia e presenza attuale“, ed è divisa anch’essa in tre moduli:

– Primo Modulo: La religione romano-italiana: origine, natura, forma e fine.

– Secondo Modulo: La continuità della tradizione religiosa romano-italiana nel tempo.

– Terzo Modulo: La religione romano-italiana nel tempo attuale, Essere Italiani oggi.

Il complesso degli insegnamenti dei tre moduli è analogo a quello della corrispettiva sezione della Formazione Religiosa Introduttiva Completa, perciò il programma dei tre moduli può essere consultato nella sezione specifica . Nel contesto dei tre moduli della sezione vengono trattati in modo elementare:

  1. La religione romano-italiana: Origine, natura, forma e sua collocazione nell’ordine universale delle religioni.
  2. La religione romano-italiana: Ordinamento e struttura, culto pubblico e culto privato, l’ascesi olimpica dell’uomo e la sua apoteosi. L’animo religioso e la pietas
  3. Il ciclo integrale della civiltà romano-italiana: principio, sviluppo, continuità e presenza.
  4. Il Mistero di Roma e il Mistero d’Israele. Il Mistero della Regalità Divina, l’escatologia universale e la palingenesi integrale in rapporto alla tradizione religiosa romano-italiana. Romanità e cristianesimo. Romanità e mussulmanesimo.
  5. La presenza attuale della religione romano-italiana: Forme, modi, funzioni e fini. La reazione religiosa romano-italiana alla dissoluzione finale della civiltà e la restaurazione del Regno Divino Aureo.
  6. La Società Religiosa Romano-Italiana: natura, struttura ed accesso. L’itinerario religioso romano-italiano attuale: dalla conversione dell’animo alla sua divinizzazione olimpica.

Dopo che l’allievo si è formato una corretta coscienza religiosa tradizionale generale, egli precisa la sua formazione acquisendo una retta opinione su tutti gli elementi fondamentali della religione romano-italiana.

La retta visione della tradizione spirituale dell’uomo italiano deve determinare un’univoca volontà di integrazione in essa, in modo che si possa volgere una vita conforme alla sua essenza.
L’allievo riceve un insegnamento specifico che gli consente di avviare una conversione regolare alla religione patria, perciò viene scoraggiato dall’indugiare in ogni vano tradizionalismo individualistico e nel neospiritualismo romaneggiante che vengono espressi da organizzazioni irregolari.

Per un uomo italiano l’integrazione religiosa più adeguata può avvenire solo nella religione romano-italiana, nella quale ogni aspetto del suo essere e della sua esistenza personale viene recuperato e ricollocato nella sua sacralità originaria.
La restituzione alla propria religione equivale ad un autentico “ritorno alle origini” e risolve la pena di un lungo “esilio spirituale“, in questo modo l’uomo italiano ritrova la sua vera patria divina.

La formazione di una coscienza religiosa romano-italiana tradizionale è la condizione basilare che permette all’animo di praticare la vita religiosa tradizionale, questa coscienza implica l’adesione allo spirito e alla forma della religione patria.

La coscienza religiosa non è però una semplice “visione del mondo”, definizione moderna, limitata e infelice, che non indica l’integralità e lo spessore della coscienza religiosa presente nell’uomo religioso tradizionale, questa coscienza non è nemmeno una generica visione religiosa “pagana” o “gentile”, magari attribuita ad una confusa e vaga “spiritualità precristiana”.
La coscienza acquisita dall’allievo nella formazione introduttiva basilare equivale, nella sua forma elementare ed iniziale, alla coscienza presente nell’animo religioso e pio romano-italiano tradizionale, il quale dispone di una retta conoscenza del Divino, del mondo e dell’uomo, in accordo con la sapienza dei Padri ed il mos maiorum.
Alle cognizioni basilari relative alla visione religiosa romano-italiana, si aggiungono le rette opinioni relative al Mistero di Roma, agli arcana fatorum et imperii, alla missione di Pace Universale assegnata al Popolo Romano-Italiano, alla natura della religione patria, allo stato dell’animo religioso, alla sua vita religiosa, agli uffici e ai fini che questa vita comporta.

L’allievo realizza la dovuta coscienza mediante l’eliminazione attiva dei contenuti profani e di tutte le opinioni errate sulla religione romano-italiana dalla sua ragione. Il recupero della coscienza religiosa romano-italiana, in vista della completa riattualizzazione del genio spirituale dell’allievo, prevede il superamento delle categorie proprie alla religione cristiana, l’abbandono della forma mentis relativa e del suo orizzonte ontoteologico e soteriologico, connesso alla sua economia provvidenziale.
L’azione formativa prevede inoltre la correzione di pregiudizi secolari antiromani che hanno alimentato nel tempo diverse ostilità nei confronti della religione dei Padri.
La retta coscienza sviluppata rende possibile una retta valutazione dell’eterna attualità di Roma, della sua importanza per l’umanità attuale, della necessità della conservazione della missione religiosa universale romano-italiana e del recupero amoroso delle radici metafisiche e sacrali della nostra civiltà e dell’esistenza su di esse fondata.
L’esercizio dialettico oggettivo consente di scartare i contenuti falsi, o inadeguati al Genius romano, perciò porta all’assunzione di nuovi contenuti validi e giusti, conformi all’insegnamento dei Padri. Il processo dialettico oggettivo deve però essere condotto sino in fondo, altrimenti la maturazione coscienziale non avviene compiutamente.

L’emergenza di una vera conoscenza religiosa consente di abbandonare errori, opinioni false, pregiudizi e limitazioni di ogni genere, così l’allievo si stabilisce in un nuovo e superiore ordine di coscienza, e costituisce la prima partecipazione riflessa alla certezza della Sapienza Divina trasmessa dalla tradizione religiosa romano-italiana.
La formazione introduttiva deve produrre una prima rivoluzione coscienziale, a causa della quale il soggetto vede le cose in modo letteralmente rovesciato rispetto alla sua prospettiva profana precedente.
Ad esempio, egli non ritiene più di essere un corpo, nato in un dato giorno, che dovrà morire in un dato giorno, mentre prima dell’insorgenza della nuova coscienza l’identità del soggetto era esclusivamente fondata sulla corporeità e sull’esperienza sensibile.
In seguito, grazie alla retta formazione, si compie una prima ricentratura dell’anima nell’animo sovrasensibile, ciò comporta un preliminare passaggio dall’alienazione-allucinazione alla visione riflessa della realtà.