Terzo Livello

La Formazione Religiosa Propedeutica Completa

I contenuti specifici dell’insegnamento della Scuola di Formazione Propedeutica alla Religione Romano-Italiana

Il secondo anno. Dal Credere Deos al Deos Sequi. La transizione operativa dalla vita profana alla vita religiosa completa

 

I Moduli del Secondo Anno

Primo Modulo: Il regime di transizione dalla vita profana alla vita religiosa

Prima parte: Le basi per attuare la completa conversione pratica alla vita religiosa

  • I fondamenti della completa conversione pratica dell’animo. Il conseguimento del credere Deos e il raggiungimento della prima modestia. La completa costituzione della ragione secondo il credere Deos. La ragione religiosa e la conversione della volontà. Affinché vi sia conversione completa di ogni atto della volontà e dunque di ogni azione dell’esistenza, l’animo  deve essere compiutamente religioso. La vita religiosa è unitaria, coerente, organica e integrale. L’animo pio misura ogni tratto dell’esistenza obbedendo alla Sapienza e alla Provvidenza Divina. L’uomo religioso compie ogni cosa religiosamente con pietas. Il religioso non ha una condotta religiosa parziale, egli è sempre religioso. Tutta la persona va accordata alla misura della Verità e della Giustizia Divina. La visione religiosa generale delle cose non è sufficiente per compiere una vita religiosa.
  • L’uomo religioso ha una vita coerente con l’Essere Divino, perciò esercita una morale di tipo religioso. La pratica tradizionale integrale della persona religiosa. Come si passa dall’attività interiore della ragione convertita alla vita religiosa pratica. Se la volontà non è stata determinata religiosamente non ci può essere vita religiosa. La costituzione del credere Deos, fondamento del Deos sequi. Come si passa dal credere Deos al Deos sequi. Il Deos sequi e la pratica della vita  religiosa completa. Per eliminare qualsiasi inclinazione viziosa della volontà occorre completare la prassi convertiva. Il religioso non trova accordo con gli atei e con gli empi. Il religioso non vuole compiere più alcuna attività irreligiosa, empia e ingiusta. Il religioso non può pensare una cosa e farne un’altra. Senza conversione completa non c’è animo religioso capace di vera pietas. L’animo religioso si esprime nella vita religiosa coerente e completa. Essere religioso e agire religiosamente sono sempre una sola cosa. Occorre giungere all’unità completa di essere e vita. Facere docet religionon dicere: esame di Seneca, Lettere a Lucilio, 20, 2.
  • Le condizioni fondamentali della disciplina morale religiosa. Modestiagravitasmeditatio. L’animus modestus fondamento della vita religiosa. Senza modestia non vi è volontà religiosa. Essere modesto significa anche osservare la ratio debiti. Senza modestia non vi è honestas, né pietas.
  • La serie degli elementi interiori necessari alla disciplina religiosa fondamentale. Dalla modestia procede la gravitas. La gravitas è fondamento della disciplina interiore della meditatio. Elementi fondamentali della meditatio romana. La condotta regolata e misurata di tutte le parti dell’anima e del corpo. Tradurre il vero nel giusto e nel bello.
  • Il vir religiosus e la meditatio. La dottrina fondamentale dell’unità della giustizia, dell’onestà e della bellezza nella religione romano-italiana. La dottrina del prepon secondo i greci. L’essenza del bello nella scultura, nella forma e nell’accordo dell’atto interiore con la bellezza morale esteriore. Filosofia del prepon. Cicerone e la dottrina dell’honestum decorumque: esame di Cicerone, De Officiis, I, 93 e segg. Il prepon, senso estetico della disciplina armoniosa dell’istinto irrazionale. Prepon e decorum. Il decorum esplicita in modo sensibile l’honestumHonestum decorum sono inseparabili. Il principio essenziale della morale romana: honestum decorumque. Il discernimento fondamentale fra honestum e turpis. Il decorum accompagna ogni atto honestum. Lo splendore del giusto nel bello morale. Decorumdecens, decentia. È decens ciò che è honestum.
  • Il vir ha una condotta regolata in ogni suo aspetto. Solo ciò che è honestum decorumque è conforme alla dignitas hominis. La bellezza dell’animo romano: esame di Cicerone, De Officiis,  I, 28, 98. Il decorum si vede in tutte le azioni interne ed esterne. La relazione che esiste fra bellezza, ordine e convenienza in ogni azione: esame di Cicerone, De Officiis, I, 35, 126. La differenza che esiste fra la dignità virile e la venustà femminile: esame di Cicerone, De Officiis,  I, 36, 130. La regola fondamentale di ogni azione. La via del bello e l’honestum decorumque.
  • La despicientia del magnanimus. Solo l’honestum decorumque è desiderabile e degno di stima: esame di Cicerone, De Officiis, I, 66-67. La disciplina della despicientia del magnanimus. Il magnanimus e la despicientia della gloria esteriore. La via romana della magnanimitas alla divinizzazione. Il disprezzo di ciò che non è conforme all’essere e alla dignità propria dell’uomo. Il disprezzo per il turpe, l’indecente, il vizioso. La fierezza divina del magnanimus. Onorabilità, magnanimità e honestum decorumque.
  • Il decorum nella vita globale della persona. L’animo deve manifestare la misura della bellezza del genio romano in ogni atto. La scelta del genus vitae. La scelta dell’opus vitaeUtilitas e decorum. Prudenza costante, ponderazione di ogni cosa, regolazione di ogni tratto della condotta. Il contegno attentamente calcolato, privo di ogni perdita di controllo, del vir romanus. La regolazione della condotta fino al “battito di ciglia”: esame di Cicerone, De Officiis, I, 146. Il concetto di parva delicta. Armonia e proporzione del comportamento. Evitare anche le più piccole pecche. L’estetizzazione della condotta non va cercata. L’adfectatio e la vera cultura del decorum.
  • La meditatio continua e la perfezione dell’honestum decorumque. L’honestum e lo splendore del mos maiorum. Il mos maiorum e la dignitas hominis. La disciplina dell’honestum elimina ogni bestialitas dai tratti dell’animo e dalla vita dell’uomo. Fare risplendere la nobilitas dell’animus. La relazione esistente fra nobilitas e gentilitas. La relazione esistente fra humanitas e gentilitas. Le fasi di assunzione della disciplina dell’honestum decorumque. La fase relativa all’osservanza dei praecepta. Dai praecepta all’ars vitae. L’arte della vita religiosa romana sgorga spontanea dal cuore modesto e temperante. La ricerca della modestia, fondamento della disciplina dell’honestum decorumque. Agire in ogni momento come se si fosse sempre in presenza di Dio. L’animo è giudicato continuamente da Dio e perciò viene premiato o punito in conseguenza dei suoi atti. Non c’è un momento in cui si ostenta bontà e un momento in cui ci si abbandona alle cose turpi. Occorre superare ogni dualismo e raggiungere la perfetta coerenza di ogni atto interno ed esterno della condotta. Veracitas e sinceritas. Il corretto sviluppo morale fonda sulla retta costituzione della modestia e del credere Deos. L’attuazione del Deos sequi e la disciplina dell’imitazione della Bontà Divina, fino all’identificazione con Dio nell’attuazione delle virtù esemplari.

 

Seconda parte: Il regime di transizione dalla vita profana alla vita religiosa

  • Natura, struttura e scopi del regime di transizione. La vita del soggetto profano e la sofferenza della condizione corporale. L’inversione delle facoltà e la soggezione allo stato demonico sublunare. La conversione rettifica le facoltà dell’anima e le orienta a sapientiavirtus amor. La conversione completa delle facoltà dell’anima immette regolarmente nella vita religiosa. Il religioso, una volta costituito nella disposizione pia, si eleva nelle virtutes. Il primo stadio della via comporta la realizzazione delle virtutes civili. L’animo comune non può passare, senza alcuna transizione, dalla vita profana, viziosa, alla vita religiosa, virtuosa. Il senso della gradualità della conversione pratica. L’uomo di oggi e la necessità di gradualità nella conversione pratica. Il passaggio graduale dalla vita secondo bestialitas alla vita secondo humanitas.
  • Favorire l’impostazione della disciplina di virtus e pietas nell’assunzione del Mos. Saggiare la natura e la vocazione degli aspiranti alla vita religiosa. Verificare le intenzioni e le capacità di sostenere la vita religiosa completa. Impostare la disciplina completa di corpo, anima, intelletto. Impostare le linee di base per la pratica delle virtù naturali, morali, civili e religiose. Mettere in condizione la persona di partecipare ad un ordine religioso di vita attraverso la cura preliminare dei difetti più grossolani dello stato fisico, psichico e morale. Verificare se vi sono proclivitates incurabili. Verificare se il soggetto sarà costante nella completa adesione ad una disciplina morale e rituale religiosa.
  • Scopo del regime di transizione. Determinare la prima conformazione pratica dell’animo all’ordine morale e religioso oggettivo. Determinare la prima risoluzione della bestialitas. Immettere l’animo alla pratica dell’humanitas e della gentilitas. Rettificare le più grossolane deficienze psico-fisiche, morali e civili della personalità del discente. Impostare l’adeguata educazione morale religiosa. Fornire una preliminare conoscenza della persona psicofisica contingente in funzione dell’educazione religiosa romano-italiana. Determinare la disposizione ad essere educati e formati. Realizzare i principi delle virtù naturali, morali, civili e religiose. La vita religiosa può essere svolta solo da chi ha la capacità di svolgerla. Il regime di transizione conduce all’acquisizione di questa capacità. Riorientare la barbaritas del soggetto alla romanitas. Mettere in condizioni l’animus di realizzare compiutamente la condotta del discente. La definizione delle condizioni fondamentali per attuare l’educazione religiosa con precisione, costanza, dedizione, fede, obbedienza.
  • La struttura del regime di transizione. La divisione fondamentale in quattro parti del regime. Il regime di transizione relativo all’igiene del corpo in funzione delle virtù naturali. L’attuazione del regime di transizione in rapporto alle condizioni psicomorali. La preparazione alla disciplina delle virtù morali. La funzione del regime di transizione nella disposizione del regime di vita civile e sociale rettificato. La preparazione all’attuazione delle virtù civili. La disposizione del regime di transizione in funzione della formazione religiosa preliminare della persona. La preparazione alla condotta della virtù religiosa della pietas. L’applicazione armonica e continua del regime di transizione. Dal disordine caotico della vita atea e profana all’ordine misurato e bello della vita virtuosa, nobile e religiosa.
  • Punti generali del regime di transizione dalla vita profana alla vita religiosa. Emergere dalla bestialitas per costituire l’humanitas. Il superamento dell’edonismo utilitaristico pragmatico, bestiale e immorale. Il superamento della soggezione lussuriosa al piacere cinetico. Il superamento della soggezione all’avaritia. Il superamento della soggezione all’ambitio. Il superamento della sub-morale contro natura propria dell’individuo bestiale. La società attuale e il regime di transizione. La disciplina della vita retta e buona nella società completamente atea e dissoluta. Le basi della vita civile condotta nell’ambito della società soggetta a barbaritas. Assumere il regime di transizione come base dello sviluppo dell’anabasi completa dell’animo. Il regime di transizione e l’impostazione delle condizioni per attuare la cultura animi. L’impostazione fondamentale della cultura animi e dell’attuazione delle disciplinae e delle artes che portano alla perfezione della humanitas-romanitas. L’impostazione della disciplina in funzione degli studia humanitatis. La persona è qualificata per l’accesso agli studia quando dimostra di essere capace di attuare una vita completamente ordinata in modo religioso. Senza la disciplina degli studia humanitatis l’uomo rimane bestia. Comprendere autenticamente che cosa significa essere uomo e attuare la perfezione della dignitas hominis.

Secondo e terzo modulo: Il regime di transizione dalla vita profana alla vita religiosa

Prima sezione: L’igiene generale del corpo in funzione delle virtù naturali e morali

  • Principi generali. Tutto il regime di igiene del corpo ha una funzione morale e religiosa. Non si tratta il corpo secondo bestialitasanimalitas, edonismo e luxuria. Disporre del corpo in modo neutro. Ogni azione del regime è ordinata a catarsi e purificazione. La disciplina della castitas fondamentale del corpo. Ordinare tutto il corpo dell’uomo al Cielo, agli Dei. Sottrazione del corpo agli elementi corruttibili e mortali. Passare dalla falsa cura di sé in quanto corpo alla vera cura di sé in quanto animo che possiede un corpo. Passare dalla falsa igiene alla vera igiene medico-filosofico-religiosa. Trattare nel modo dovuto ciò che non è “noi” e che non dipende da “noi”. La disciplina sul corpo libera dal corpo. Disciplina corporea e disposizione di ciò che è in nostro potere. Rendere il corpo dell’uomo religioso romano-italiano adatto ad attuare il suo fine provvidenziale fatale. La preparazione all’uso teofanico delle facoltà dell’anima in relazione alla condotta corporea.
  • La cura del corpo e la disciplina delle virtù naturali. Che cosa sono le virtù naturali. Le virtù e le facoltà naturali dell’anima in quanto vis naturae. La temperantia minor e le virtutes naturales. La cultura delle facoltà corporali in funzione della virtù morale. Le basi per la disciplina della temperantiaTemperantia e honestas. Superamento di qualsiasi azione corporea finalizzata al piacere e alla bestialitas.
  • Elementi di dottrina fondamentale per l’igiene religiosa del corpo. La conoscenza di base della catabasi dell’anima: modi dell’incarnazione; la costituzione psicofisiologica dell’uomo sensibile; il rapporto esistente fra anima e corpo, fra anima, cervello e sistema nervoso: esame degli scritti platonici, ippocratici e galenici in merito; i rapporti esistenti fra i diversi principi costituenti l’uomo vivente. Le relazioni esistenti fra principio egemonico, facoltà dell’anima, spiriti vitali, umori, sistemi funzionali, organi, tessuti, corpo. Conoscenza basilare del regime generale di temperanza. Che cosa è la temperanza. Modestia e temperanza. I gradi della temperanza. Temperanza e regime. Luogo della temperanza. Le forme della temperanza. La temperanza romana. I due livelli di sviluppo della temperanza.
  • Impostazione del regime di transizione relativo alla cura del corpo. Conoscenza della costituzione psico-vitale-umorale del discente. Conoscenza delle condizioni di partenza del soggetto che avvia la prassi psico-vitale-umorale. Attribuzione del regime igienico completo e apprendimento della conduzione autonoma dello stesso. Conduzione del regime secondo modestia e fine morale. Impostazione di ogni elemento di igiene secondo la medicina tradizionale filosofico-religiosa. Definizione del regime igienico completo per il ripristino del miglior stato costituzionale. Definizione igienica generale  del regime che prepara alla condotta rituale del corpo.
  • Elementi fondamentali di disciplina del regime igienico. Assenza di soggezione a desideri contro natura. Assenza di soggezione a desideri secondo natura, ma non necessari. Seguire solo desideri secondo natura e necessari. Cancellare ogni minimo indirizzo di carattere edonistico cinetico. Evitare la condotta che segue supinamente l’oikeiosis animale. Evitare la condotta finalizzata ad assenza di dolore, di malattia e di morte. Affrontare ogni cosa oggettivamente, in funzione dell’ordinamento del corpo all’honestum decorumque. Evitare ogni tipo di falsa temperanza. La scelta del regime non è volta a creare determinate condizioni corporee fine a stesse, ma è orientata alla disciplina morale e religiosa.
  • Precisazioni generali sugli elementi fondamentali da trattare. Evitare ogni tipo di falsa igiene di carattere non tradizionale. Evitare ogni indirizzo medico di carattere non tradizionale. Evitare di compiere scelte alimentari esteriori secondo indirizzi moderni. Evitare di seguire regimi che non sono fondati in maniera filosofica e religiosa. Evitare di servirsi di medicine non coerenti con l’identità religiosa romano-italiana. Evitare di seguire regimi di igiene “scientifici”. Evitare di fondare le scelte di igiene su criteri animalisti, edonisti, materialisti, sensisti e naturalisti. Rettificare il vegetarianesimo e il veganesimo di carattere profano e non tradizionale. Evitare di mettere in atto una condotta del corpo che perturbi le facoltà dell’anima. Evitare una condotta del corpo che alteri l’equilibrio psichico e morale della persona. Evitare ogni genere di sostanza tossica di ogni grado e tipo, che abbia una influenza sulla psiche e sulla condotta. Tenere in considerazione che “tutto ciò che si ingerisce provoca una determinata disposizione d’animo”: esame di Giamblico, Vita Pitagorica, XXXI, 208. Evitare tutti gli indirizzi igienici del corpo che non favoriscono la retta disposizione spirituale dell’animo. Ricevere le indicazioni appropriate, stabilite dall’istituzione religiosa, per la cura completa del corpo in modo filosofico e religioso integrale.
  • Gli scopi che si prefigge il regime della cura del corpo in funzione morale e religiosa. Saggiare le capacità della persona a  mantenere un ordine elementare di condotta corporea salutare finalizzata al bene morale e religioso. Saggiare la forza e la motivazione della persona nel superare certe grossolane viziosità e dipendenze. Saggiare la capacità di adattamento e costanza nella pratica igienica. Saggiare il modo di affrontare la debolezza corporea, la malattia, il dolore, la vecchiaia, la morte. Risolvere le eventuali patologie presenti nella persona e i danni prodotti da comportamenti igienici errati. Raggiungere la miglior costituzione umorale e vitale per favorire la disciplina morale e religiosa. Assumere il migliore regime di cultura corporea in rapporto a diversi fattori individuali della persona. Costituire una disposizione morale e religiosa in ogni scelta della cura del corpo e dei vari elementi funzionali alla stessa in senso religioso. Orientare la persona ad attuare la costituzione psico-fisica-morale vitale più adatta per attuare nella sua condotta la disciplina romana. Evitare l’inviluppo nelle costituzioni flemmatica e melanconica.
  • Generalità sulla pratica del regime di igiene corporea. La composizione generale del regime: alimentazione, esercizio corporeo, cultura degli elementi, ambiente e clima, igiene interna ed esterna del corpo, igiene sessuale. Esame specifico dell’adattamento del regime e i singoli casi personali. Adattamento del regime alle diverse fasi dello sviluppo del regime transitorio. La pratica del regime ordinato e completo per ottenere il miglior risultato possibile. Coordinamento del regime igienico allo sviluppo religioso. Assumere l’accompagnamento filosofico-religioso a partire dalla costante cura del regime corporeo in funzione religiosa. Assumere il regime con dedizione e perseveranza.
  • Passaggio dal regime transitorio al regime religioso della cura del corpo. L’attuazione del regime della cura del corpo secondo la disciplina rituale e la cultura religiosa romano-italiana. Attuare il regime del corpo secondo il sistema rituale festivo e sacrificale. Imparare l’igiene rituale del corpo. Assumere il regime completo del corpo, secondo la specifica identità della tradizione religiosa romano-italiana.

Quarto e quinto modulo:
Il regime di transizione dalla vita profana alla vita religiosa

Seconda sezione: Il regime psico-morale transitorio e la preparazione della pratica delle virtù morali

  • Fondamenti generali del regime di transizione psicomorale. Il discente e la disciplina dell’istituto di formazione religiosa romano-italiana. Il discente e l’ordinamento dei suoi atti allo sviluppo umano integrale. Il discente è determinato a realizzare la humanitas in pienezza. Il discente deve avere sempre presente il contesto religioso e il quadro in cui è calata la sua disciplina. Lo stato dell’animo al principio della disciplina. Il discente deve avere sempre presente il fine, il modello esemplare  da attuare e il vero bene ultimo. La perfezione dell’Uomo Divino Integrale e Assoluto. Le caratteristiche della perfezione. Tenere presenti gli stadi dello sviluppo: l’animo bestiale; l’animo convertito; l’animo che ascende nelle virtutes fino a quelle esemplari; la divinizzazione perfetta.
  • Il primo traguardo psicomorale da raggiungere. I primi risultati utili: la continentia, la pratica del medium officium e il possesso delle virtutes civili. I caratteri propri del soggetto continens. Cosa è la continentia. Rapporto della continentia con l’incontinentia e l’intemperantiaContinentia e temperantiaContinentia e medium officium. Le basi dell’honestum decorumqueTemperantia e maximum officium. Il rapporto della continentia con la temperantia superiore. Scientia moralis e temperantiaImperturbabilitasimpassibilitasinvulnerabilitas. Libertas e felicitas. Il vero fine della disciplina virtuosa fondamentale della persona umana. Il raggiungimento dell’oikeiosis logica e del primo stato effettivo di humanitas. La volontà umana in perfetto accordo con la Ragione Divina e l’attuazione della disposizione provvidenziale. Il vir prudens e la disciplina religiosa. Giungere all’adeguato accordo con l’Essere e la Verità. Traduzione dell’Essere Divino in ogni atto secondo Provvidenza. La regalità divina deve essere realizzata in ogni tratto dell’esistere.
  • L’ordine della disciplina educativa transitoria e la formazione psicomorale. Nessun uomo nasce in condizione di normalità, rettitudine e sanità. L’attuazione della normalità e della rettitudine è un compito, una conquista. La dimensione della perfezione dell’uomo è oggetto di cultura. L’uomo integrale che deve essere realizzato. L’uomo divino romano-italiano: l’Enea, l’Augusto. L’Uomo Divino Perfetto è l’uomo veramente normale, pienamente se stesso, in atto. L’uomo comune attuale è radicalmente anormale. L’uomo comune è completamente contrario alla norma. L’uomo comune non è in atto rispetto alla sua determinazione essenziale. Le due situazioni proprie dell’uomo comune bestiale e maligno. L’uomo comune e il primo grado di costituzione dell’animo secondo normalità. La prima salute dell’animo e il suo contrario. L’uomo comune e  i suoi problemi spirituali e religiosi.  L’uomo comune e i suoi problemi psicologici e morali. L’uomo comune e i suoi problemi corporali. Senza alcuno sviluppo filosofico-religioso non è possibile, in alcun modo, formare l’uomo. Se l’uomo non si forma rimane privo di attualità, perciò presenta sempre problemi religiosi, psicologici e morali, oltreché civili e sociali. Per dare avvio allo sviluppo filosofico-religioso occorre farsi discepoli educabili ed ammaestrabili. Per dare adito allo sviluppo filosofico-religioso bisogna essere disciplinati e seguire l’ordine educativo formale e tradizionale. L’educazione è religiosa o non è educazione. L’animo dell’uomo è essenzialmente religioso, perciò ad esso ci si può rivolgere solo in modo religioso. L’uomo è in sé solo quando opera senza ignoranza e costrizione in ogni circostanza: esame di Epitteto, Diatribe I, 22; I, 4, 31-32.
  • Il regime di transizione psicomorale e la virtù morale nel suo complesso. Il regime avvia alla completa formazione psicomorale della persona secondo il modello religioso romano-italiano dell’humanitas. Il fine morale basilare è costituito dalla prudentia, attraverso la preliminare costituzione della temperantia e della fortia. La prudentia consente la piena attuazione di retta e completa pietas e iustitia. La prudentia costituisce la salute psichica basilare,  perchè è ratio conforme a intellectus e stabilisce scientia. Non è completamente sano di anima chi non è prudens.
  • Come si struttura il regime. La persona è avviata in modo preliminare alla disciplina morale completa in accordo con il mos maiorum. Vengono impostate le discipline elementari che rendono possibile l’applicazione alle due virtutes basilari della temperantia e della fortia. Vengono impostate le discipline che costituiscono la firma fides nel credere Deos.
  • Lo sviluppo che prospetta il regime. Esame dello sviluppo dello stato psichico della persona che si presenta alla conversione. Rettifica dei più grossolani squilibri psicologici. Esame della personalità  e del carattere. Rettifica dei più grossolani problemi della personalità. Esame generale della condotta morale che si presenta alla conversione. Rettifica delle più grossolane perversioni del comportamento. La prima assunzione della regola morale generale relativa alla sessualità, all’economia, al piacere, al dolore, alla paura, all’afflizione e alla morte. Impostazione dell’educazione morale generale. L’humanitas. Esame e rettifica di tutto il comportamento religioso e dei problemi della conversione.
  • Elementi portanti di questa fase: A) Retta assunzione della relazione col Direttore Spirituale o con l’accompagnatore religioso. Retta frequenza delle attività indicate. B) Sviluppo equilibrato della discenza in vista della formazione e della educazione. “Imparare ad imparare” e ad essere corretti e guidati. C) Corretta prassi dialettico-dialogica e base della communicatio animi. Consulenza psico-filosofico-religiosa. D) Corretto studio. E) Corrette pratiche basilari di Modestia – Gravitas – Meditatio. F) Basi di Castitas à Basi di temperantia e fortia. G) Costituzione del planum dies  concordato con il Direttore o l’accompagnatore per praticare l’igiene e la disciplina generale. H) Prassi integrativa di quiete psicologica e cura specifica dell’equilibrio psico-neuro-endocrino-vegetativo.  Disciplina del respiro e stati relativi. I) Prassi ausiliarie iniziali. Introduzione ad Esame di coscienza – Psicostasia – Ars dormiendi. J) Pratiche iniziali per correggere le più gravi alterazioni della facoltà appetitiva. Soluzione filosofico-religiosa della deviazione edonistica.
  • Finalità e risultati: 1) Saggiare le capacità psicologiche e l’equilibrio del carattere. 2) Saggiare le capacità di accordarsi con ordine e costanza a correzione psicologica e morale. 3) Saggiare la capacità di elementare verecundia e reverentia. Il rispetto di Dio, dell’Autorità Religiosa, del Direttore Spirituale, dei superiori, dei gentili, ecc. 4) Saggiare le capacità di rispetto della Fides. Parola data, impegni, patti, obbedienza, veracità. 5) Strutturare la disposizione morale e religiosa ordinata, secondo la forma romano-italiana. 6) Condurre alla prima risoluzione della alienatio mentis.7) Favorire il primo stadio di conversione della ratio, della realizzazione della modestia e dell’allineamento dell’animo a Dio. 8) Favorire il passaggio dall’identità subrazionale e subpersonale all’identità razionale basilare. 9) Completare la correzione degli errori neospiritualistici su integrazione di corpo-mente e consentire il loro superamento.
  • Struttura operativa del regime di transizione psicomorale. Il fine della formazione religiosa propedeutica e il regime di transizione psicomorale. La costituzione dell’animo religioso basilare. La presenza delle prime forme di modestia, di gravitas, di credere Deos, di fides, di Deos sequi, di timor Dei, di amor Dei, di dispositio virtuosa,  di dispositio religiosa. Il regime di transizione psicomorale realizza lo stato psicomorale fondamentale dell’animo religioso. La forma dell’animo religioso romano-italiano e lo stato dell’animo normale secondo la sua disposizione religiosa. La costituzione di una specifica identità religiosa dell’animo. L’assenza di psicopatologie da alterata educazione psicomorale nell’animo religioso.
  • L’intervento di correzione dei problemi derivati dal perverso sviluppo dell’animo in senso non religioso. Errori dell’approccio profano all’educazione psicomorale dell’uomo. La falsa psicopedagogia. La vanità dell’educazione profana. La vana psicoterapia e la sua correzione. Critica generale al sistema psicologico e psicopedagogico dell’attuale società. L’approccio religioso tradizionale all’educazione e allo sviluppo psicomorale della persona. La vera psicoterapia filosofico-religiosa. L’approccio romano-italiano alla cultura dell’animo e della persona. L’igiene psicomorale di tipo religioso e la risoluzione corretta delle psicopatologie fondamentali. L’interpretazione retta della psicopatologia e lo schema generale della psicopatologia secondo la psichiatria religiosa tradizionale.
  • La disposizione ordinata dell’igiene psichica e morale dell’animo. Il soggetto comune che manca di cultura religiosa è afflitto dalle più diverse psicopatologie, dalla deviazione morale alla mancanza di capacità di costituire retti rapporti sociali e civili. Lo scopo del soggetto nella via. La costituzione della normalità psicomorale fondamentale. Lo stato indispensabile per la retta disciplina psicomorale: il credere Deos.
  • Impostazione della prassi psicomorale e ordinamento al termine finale dello sviluppo religioso. L’essenza del metodo. Dalla liberazione dell’animo dalla seconda ignoranza alla costituzione dell’animo nella vita religiosa.
  • Lo sviluppo psicomorale iniziale e i problemi che possono ostacolarlo. Problemi generali dello sviluppo dello stato di discenza e della disposizione all’educazione morale religiosa. Motivi generali che rendono difficile o molto impegnativo lo sviluppo dello stato convertivo iniziale. La difficoltà generale dell’uomo a costituire una retta religiosità. L’insufficiente sviluppo psicologico e morale e la soggezione a stadi di sottosviluppo animale irrazionale rendono impossibile la costituzione dell’animo religioso. Le forme della religiosità patologica. Le forme della religiosità irregolare. Le forme della religiosità immatura. Come evitare lo sviluppo patologico dell’animo e  la religiosità non retta.
  • Elementi generali di pratica e rettifica. La correzione dei problemi del mancato o perverso sviluppo psicomorale dell’animo. Le cause della psicopatologia e della sofferenza psichica e morale. Le cause specifiche della psicopatologia e della deviazione morale. Correzione dell’approccio morale all’educazione psicomorale dell’uomo. Esame di alcune impostazioni profane della psicopatologia e del rapporto con la religione.
  • L’approccio religioso romano-italiano alla psicopatologia e la cultura religiosa della persona. Igiene psicomorale della persona e risoluzione delle psicopatologie secondo la disciplina romano-italiana. Il soggetto non religioso è afflitto da diverse psicopatologie e distorsioni morali. Gli stadi dello sviluppo dell’educazione psicomorale.
  • L’impostazione generale della prassi psicologica e morale. Lo sviluppo iniziale regolare e i problemi che si presentano, problemi generali di sviluppo nello stato di discenza inadeguato. Motivazioni generali dell’assenza dello sviluppo superiore. Le diverse forme di religiosità alterata e la mancanza dell’assetto religioso regolare. Come evitare lo sviluppo della psicopatologia nella formazione religiosa.
  • Il modo adeguato di trattazione della psicopatologia e la psicoterapia nella filosofia religiosa romano-italiana. L’applicazione fondamentale alla risoluzione della determinazione della soggezione all’ignoranza costituita con l’incorporazione. Applicazione all’ignoranza e alla costituzione del sensus sui animale e corporale. Risoluzione dell’amor svi fondato sul sensus sui animale. Risoluzione dell’automatismo conservativo dell’oikeiosis animale. Risoluzione della catena dei vizi e delle alterazioni che dipendono dalla soggezione all’oikeiosis  animale. Risoluzione degli stadi della superbia costituiti secondo la bestialitas. Le relazioni dei quadri di superbia-humilitas e la corrispondenza con il quadro della personalità psicopatologica definito dalla scienza psichiatrica contemporanea. Elementi fondamentali da considerare nello sviluppo psichico. Elementi fondamentali da considerare nella psicoterapia religiosa.
  • Impostazione della disciplina psicomorale generale: fondare l’animo su ciò che è suo proprio. Ordine preliminare della dottrina della modestia che fonda la disciplina psicomorale. La prassi psicomorale preliminare orienta l’animo alla capacità di compiere una vita in senso religioso. La base fondamentale: costituire l’animo modestus et pius, nel retto timere e nel giusto timor Dei. Elementi di disciplina: Chi siamo noi? Chi è l’animus? Cosa è nostro proprio? Cosa è in nostro potere? Che cosa dipende da noi?
  • Generalità sulla disciplina psicomorale essenziale. Lo stolto, l’ateo e l’empio a confronto con il saggio religioso e Dio. La disciplina pratica. I diversi stadi della disciplina pratica. La pratica quotidiana. La meditazione mattutina e la psicoprognosi. La meditazione continua durante il giorno e l’esame di coscienza. La meditazione serale e la psicostasia.

Sesto e settimo modulo:
Il regime di transizione dalla vita profana alla vita religiosa

Terza sezione: Il regime di transizione alla prassi religiosa e la preparazione della pratica della virtù di religione

  •  Il regime di transizione alla pratica della religione. Dal regime psicomorale che ricostituisce l’animo in se stesso al regime religioso che centra l’animo in Dio. La ricostituzione fondamentale della Pax Deum originaria.
  • La religio come obbligazione giuridica divina. La natura dell’animo e la solvenza dell’obligatio originaria. La religio è costituita dagli Dei, non dall’uomo. Senso del diritto divino e rispetto del medesimo. Identità divina e libertà religiosa. La costituzione dell’animo come debitor. La religio come obligatio. Il rispetto del vincolo è obligatorius. Costituire nell’animo la presenza della ratio debiti. Il rispetto della ratio debiti si attua nel timor Dei. Natura della superbia e violazione della ratio debiti. Tutto l’ufficio dell’animo si risolve nel rispetto dell’obligatio giuridica divina della religiopietas. Quando l’animo è buono o maligno. La Pax Deum e la Iustitia.
  • Sulla natura dell’ufficio religioso come obbligo ontologico ineludibile. Cosa è officiumDebitum reddereTimor Dei e honestas. Costituire la capacità di attuare l’officium e definizione del soggetto morale-religioso. Negligenza dell’officium e delinquentia. Natura della delinquentia, della culpa e del peccatus. La necessità dell’expiatio. Ristabilimento della iustitia e punizione del delinquens.L’ufficio religioso civile dell’animo religioso romano-italiano. L’educazione religiosa preliminare è tutta volta alla costituzione dell’animo nella ratio debiti.
  • Precisazioni generali su religio-religiosus. Escludere dalla religio tutte le forme di religiosità patologica irregolare e immatura. Senso preciso dello status dell’animus modestus e honestus, stabile nella ratio debiti e nella pietas. La definizione precisa dello stato religioso maturo dell’animo romano-italiano. Superamento di qualsiasi forma di ateismo. Esame delle forme di ateismo e dei delitti commessi contro gli Dei. Esame di tutti gli elementi che consentono di evitare la caduta nell’ateismo. Esame della natura della superstitio. Dannosità della superstitio e conseguenze relative. Argomenti di rettifica nei confronti dell’ateismo. Non è possibile negare Dio, né in via teorica, né in via pratica. L’ateo ignora profondamente la natura del Divino e non si rende conto di ciò che dice e fa. L’ateo cerca disperatamente Dio anche quando lo nega. Occorre essere sempre in Dio, unico bene dell’animo. Sono esclusi dalla religione coloro che presentano elementi di ateismo o di superstizione.
  • Dalla natura della religio alla costituzione dell’animus religiosus. I fondamenti della disciplina religiosa. La religione non è un vago slancio verso il Divino, Dio, gli Dei, ecc. La religione non è una fantasia vuota, sterile e vana. La disciplina religiosa non è un’irregolare improvvisazione di atti umani. La religione implica la perfetta scienza delle cose divine e umane.
  • La natura nell’animus religiosus. Il religiosus ha scienza oggettiva delle cose divine e umane secondo tre livelli di partecipazione alla natura stessa degli enti. Il religiosus attua una tecnica oggettiva per costituire il Regno Divino con la Sua Pace e la Sua Giustizia. Il religiosus si forma come operatore di atti rituali efficaci. Il religiosus presenta due aspetti, interno ed esterno, che interessano lo stato dell’animo e la sua condotta. Prima di esercitare la pietas occorre essere pii. Il religiosus presenta diversi gradi di potenza rituale efficace a seconda del suo stato ontologico di virtù. Il religiosus acquisisce un’arte operativa che si traduce in pratiche rituali efficaci secondo una specifica dignificazione morale e intellettuale. I sacerdoti dispongono di gradi diversi di potere sacrante a seconda della loro dignità sacerdotale e del loro imperium. Nella disciplina interna l’animus si occupa di dignitas-elevatio nei diversi gradi di sapientia-auctoritas per acquisire potestas e imperium secondo virtus e magnitudo. Nella disciplina esterna il religiosus acquista i gradi diversi della disciplina rituale del colere, espressione della virtus-sapientia e del grado di imperium  sacerdotalis. La propiziazione efficace di FortunaVictoriaFelicitasSalus e Pax Deum.
  • La costituzione fondamentale dell’animus pius. La pietas. Elementi fondamentali necessari per comprendere la natura della pietas. Il debitus cultus. Che cosa è il Regno di Dio immanente. Che cosa è la Pax Deum. Che cosa è l’animo religioso. Chi può esercitare la pietas. I diversi gradi della pietas. Tempi e modi di formazione dell’animus religiosus. L’educazione religiosa tradizionale del vir religiosus-civis romanus. I requisiti fondamentali per costituire l’animus religiosusmodestiacredere Deostimor Deianimus purus et castus. L’animo deve essere incorrotto per relazionarsi agli esseri divini incorrotti e mediarne l’azione e l’influsso augusto nel mondo. L’itinerario religioso di Numa come forma esemplare dell’ascesi formativa dell’animo religioso. Il modello dell’itinerario dell’animo a Dio in Numa. I quattro gradi della religio e della pietas secondo gli stadi di sapientia auctoritas. La pietas efficace e le sue parodie. La perfezione della castitas e dell’auctoritas. L’ottimo culto degli Dei. Non ci si avvicina alla pratica cultuale se l’animo non è ancora pronto. Evitare di temerare e violare sacra. L’esempio del pius perfectus Aeneas. La dimensione interiore della religio e i suoi livelli. La vittoria eterna del pio sul male.
  • La pietas e la fides. Che cosa sono credo e credere. Il vero credere. La credulitas. La fidesCredo e fides. Tre gradi del credere. Errore della credulitas. Il vero credere. L’animo credulus. Tre gradi di fede. Come si giunge alla prima fede. L’ascesi del credere e della fides. L’inganno dell’opinione sensibile come evitare la credulitas. La ferma fede nell’azione religiosa. L’uomo incoerente è infido. L’animo religioso e il vero credere. La Dea fides e il suo culto. La fede in Dio e negli Dei è certa. L’esempio della fede divina di Enea. Il culto della fede divina. Fides e ritus. La fede rituale di Numa. Il cuore tempio di Fede. L’ateo è credulus. Il vir bonus presenta retto credere. Bona fidesFides romana e pietas patria. Enea fidelis perfectusImitatio, la imitazione di Enea. Honesta fides honestum civisRomana Gensclara fide.
  • Credere DeosDeos sequi, seguire Dio. L’ascesa di Enea attraverso fides e pietas. La prima costituzione del recte credere. La fermezza nel credere maioribus. Rispettare la tradizione con ogni impegno. La tradizione divina. Come si accede alla tradizione divina. I cinque gradi di ascenso nella Verità Divina. Accesso alla Sapientia Maiorum. Costituire il credere Deos. Dal credere Deos al Deos sequi. La pietas continuativa. Livelli epistemici di fides. Tre livelli della fides. Dalla fides irrationalis alla fides intellectualis. La fede metafisica e la certezza infallibile. Dal razionalismo scettico alla fides religiosa. Il vero credere. La natura del Deos sequi. Il Deos sequi e la retta imitazione di Dio. L’amor fati e la fides intemerata quali elementi fondamentali del fermo Deos sequi.  Modelli e livelli del Deos sequi. La vera obbedienza religiosa e il Deos sequi. Conversione e cessazione della superbia. La piena corrispondenza alla Provvidenza. Le prove di Enea. Il sacrificio supremo del popolo della fides. Assimilazione divina e Deos sequi. Seguire sempre Dio, Suprema Misura. L’animo empio e le pene del tartaro. La perfezione del vir bonus dicendi peritus nella religione romano-italiana e le sue virtù esemplari.
  • A che cosa avvia la sezione del regime di transizione alla prassi religiosa: alla pietas nel suo complesso, specialmente alla pietas adversum Deos. La pietas attua la giusta azione secondo la disposizione divina. Avvia inoltre alla religio pratica. Il candidato si stabilizza nell’animus pius. Il regime avvia alla costituzione della pietas che è virtus globale onninclusiva, disposizione a rendere a Dio dovuto onore e culto. Il discente deve essere consapevole che dalla pietas procede tutto. L’animo deve compiere ogni atto come colere Deos. L’animo deve apprendere che tutte le azioni devono essere pie. Nell’esistenza ogni elemento deve diventare religioso. L’animo deve essere formato agli atti specifici di religiopietascolere/cultusritus/sacrificiumprecatiovotumdivinatio, ecc.
  • La struttura del regime di transizione alla prassi religiosa. L’animo deve sapere che la disciplina della religio è costituita da una tecnica oggettiva che accorda l’esistenza all’Ordine della Giustizia Divina, l’animo immanente al Principio Divino trascendente. L’animo deve essere preparato per attuare le tecniche oggettive della pietas rituale operativa. L’animo è favorito nel creare le condizioni elementari iniziali di puritas. L’animo deve acquisire la completa conoscenza dell’ufficio rituale che egli deve svolgere nei confronti di Dei, patria, famiglia, persona. L’animo è preparato alla complessa rituaria dei sacra privata.
  • Gli elementi portanti di questa fase transitoria. La compiuta coscienza religiosa, il credere Deos. L’elementare costituzione della retta relazione a Dio. L’elementare conoscenza degli Dei, delle gerarchie divine e le basi della teologia. L’esercizio della meditationoumenica. L’acquisizione del senso dell’onnipresenza divina e dell’attività immanente degli Dei in ogni luogo del mondo e dell’uomo. Realizzazione operativa della sentenza “omnia Iovis plena”.  Acquisizione del senso dell’onnipresenza divina in ogni atto. “Omnibus negotiis horisque interesse credebant Deos et ideo placatus etiam vitiis nostris relinquerunt “: esame di Plinio, Naturalis Historia, 28, 27. Acquisire il senso del sacrum di ogni negotium. Praticare la condotta osservante e la condotta interrogante. Legere signaDivinatioominaportentaprodigiamiracula. Divinazione attraverso diversi elementi. La condotta concordante: la preghiera, il sacrificio, il voto. Piare Deosplacare Deos. Il colere Deos, il cultus deorum. L’apprendimento dei diversi gradi di culto delle Divinità. Il culto del Dio Supremo, del Primo Dio Intellegibile, degli Dei Ipercosmici, degli Dei Cosmici, degli Eroi-Lari, dei demoni sublunari. La costituzione retta dello stato dell’officiante. La creazione delle condizioni fondamentali per l’esercizio rituale. Evitare tutti gli elementi che costtiuiscono irregolarità della pratica rituale. Vera e falsa preghiera. Veri e falsi sacrifici. Veri e falsi riti. L’animo del pio e l’animo dell’empio. Attendere la formazione giusta per sapere come comportarsi con gli Dei. Meglio rimandare la pratica del sacrificio piuttosto che compiere violazione. Elementi di purità tecnica e rituale esteriore. Le pratiche rituali specifiche. La preghiera filosofico-religiosa fondamentale del soggetto in conversione. La preghiera a Venus Verticordia. Atti fondamentali volti a ritualizzare tempo e spazio. Il senso della colpa morale e del peccato rituale. Acquisire il retto senso di colpa ed essere pronti ad affrontare la pena espiatoria. La disciplina dell’espiazione morale e rituale.
  • Elementi costitutivi fondamentali della transizione religiosa. Saggiare lo stato di formazione dell’animus religiosus per immetterlo alla disciplina della virtus e della pietas e alla vita religiosa continua e completa. Creare la capacità della pietas elementare fondamentale. Determinare nell’animo la conoscenza teologica e rituale basilare per la vita religiosa fondamentale.

Ottavo e Nono modulo:

Il regime di transizione dalla vita profana alla vita religiosa

Quarta sezione: La condotta sociale e civile transitoria e la preparazione della pratica della virtù civile

  • Elementi generali. La pietas religiosa romano-italiana è una pietas civilis. La funzione dell’uomo religioso romano-italiano è quella di regere imperio populos: esame di Virgilio, Eneide, VI, 851-853. La ricostituzione in Roma della civitas divina primordialisSaturnia Regna e tradizione della Regalità Divina. L’elezione di Enea e il suo reditus. La palingenesi di Enea e la ricostituzione della genia divina originaria. La costituzione del ciclo divino albano. Romulus, Roma e il Populus Romanus.
  • L’ufficio religioso del popolo romano-italiano: dare leggi alla pace. Romulusromanus esemplare. Sapientia civilis e pacem condere. La costituzione ad extra della Roma Divina interiore. Che cosa sono il Regnum Divinum e il regere imperio populos. La presenza del Regno di Dio, dell’Imperium di Iupiter in terra secondo Roma. L’azione di Roma, dare iurapacem conderecivilitas constitueredebellare superbos. Il romanus è religiosus civilis, la sua pietas è universalis.
  • Ordine della pietas in quanto iustitia. Cosa è Iustitia. Cosa è Pax. Dalla Pax alla Iustitia. L’accordo dell’ente all’Essere. La costituzione dell’atto dell’ente secondo la sua legge divina intrinseca. Iustitia est svum cuique tribvere. Il primo atto di giustizia deve essere compiuto nei confronti degli Dei. Dalla pietas adversum Deos viene la pietas adversum patriam parentem. La pietas è il culto dovuto a ciò che è degno di onore secondo giustizia. Onorare equivale a rendere il dovuto a ciò che è meritevole di tale rendimento di giustizia. Gli Dei per Somma Dignità sono i primi a dovere ricevere onore. La gratitudine incommensurabile nei confronti degli Dei. La patria e l’insieme dell’unità dei Padri e della Terra in cui hanno costituito la loro funzione teofanica. Patria, ente costituente l’unità trascendente della civitas, del genus e dell’insieme del populus. Onore e gratitudine ai Padri e alla Patria. Onore ai Maggiori. La disciplina delle onoranze dovute ai parenti. Il Dio della Gente, i Padri Divini e la tradizione dell’immanenza della loro Gloria. Gli onori, gli uffici e la gratitudine perpetua.
  • I fondamenti metafisici della giustizia, della giurisprudenza e dell’azione legale universale. L’intero universo è vincolato da Iustitia e Fides. L’intero universo è una sola Città Universale in cui Dei e uomini costituiscono un’unione pacifica. Gli Dei in Cielo, gli uomini in terra, ciascuno svolge un ufficio per attuare secondo Providentia la Pace e la Giustizia Divine. La Pax Deorum Hominumquecostituisce l’accordo ontologico fra Dei e uomini nell’Ordine Universale Integrale. Il romano-italiano è stato costituito per stabilire  la Pace Divina  nell’Orbe facendone una sola Urbe. La Res Publica universale romana è il luogo dove regna la perfezione della Pax e della Iustitia. L’azione dell’Impero Romano e la costituzione della romanitas. La cultura del Ius Divinum e del Ius Publicum per l’attuazione della Pax e della Libertas nella perfezione della Civilitas. L’homo religiosus romanus è civis religiosus perfectus. La cultura religiosa romana mira alla formazione dell’optimus civis religiosus. La politior humanitas costituisce la perfezione dell’attività religiosa dell’uomo italiano. L’ideale religioso, il rector civitatis. Il senator orator. I livelli della pietas e il concorso alla Salus Publica Suprema. La nozione metafisica di Patria e la disciplina della pietas patria divina. L’azione sacrificale assoluta del popolo e dell’uomo romano-italiano. L’attuazione dell’Amor perfetto in Roma. L’essenza della via religiosa-civile romano-italiana.
  • Fondamenti costitutivi dell’identità religiosa e civile romano-italiana. Le modalità attraverso cui un gentile attua la romanitas oggi. Il religioso romano è allo stesso tempo cittadino di Roma, communis patria, e cittadino della patria naturale. Il superamento di ogni superbia e barbaritas. Militare per l’Imperium. L’amore dell’impero interiore ed esteriore. La disciplina precisa del civis religiosus. L’adeguata costituzione della formazione nella scuola religiosa. L’aspirazione a divenire gentile romano-italiano. Amare la magnanimitas e la gloria sopra ogni cosa. Praticare la Giustizia Universale e il Sacrificio Eterno. Vivere militare est. Militare in ogni istante per la Pace e la Giustizia supreme. Seguire costantemente il proprio ufficio civile e religioso in ogni stadio della vita. Costituire il senso della responsabilità patria. Costituire il senso della responsabilità civile universale.
  • Le applicazioni della disciplina religiosa e civile nel tempo attuale. L’assenza del Regno di Saturno. L’assenza dell’Impero Divino Romano. La restrizione delle condizioni civili ideali nel tempo: dal Tardo Antico ai giorni attuali. L’opera religiosa civile attuale. La vita gentilizia e l’opera sociale pubblica. Vivere nel Regno del Saturno oscuro e rovesciato. L’umanità e la civiltà a rovescio.
  • Condizioni generali per la disciplina del regime di transizione della condotta sociale e civile religiosa. Che cosa è il regime. Il regime prepara alla disciplina della virtus civilis, della iustitia, della pietas. Il regime prepara l’animo all’azione volta a restaurare il Governo di Dio in sé e nel Mondo. L’animo deve agire sempre secondo l’Imperium di Iupiter e la sua Providentia.
  • Come si struttura il regime preliminare di giustizia. La persona è avviata in modo preliminare a sviluppare l’humanitas in senso orizzontale. Come s’imposta l’educazione alla giustizia civile e sociale. Come si forma la persona nel corretto sviluppo della scienza del bene comune.
  • La persona è orientata a superare ogni condotta determinata da superbia, egoismo, individualismo,  fraudolenza e violenza, in vista della disciplina della Salute Pubblica. La formazione della capacità di discernere la giusta condotta civile e sociale nelle condizioni della società attuale. La formazione della personalità armonica nell’esercizio delle relazioni sociali nella condotta civile comune. La formazione della persona al dialogo, alla concordia, all’amicizia, alla benevolenza. Avviamento della disciplina dell’urbanitas.
  • Che cosa sviluppa questa sezione del regime. Esame della situazione civile e sociale della persona. Definizione delle mancanze della persona quale soggetto civile e sociale. Impostazione del piano di rettifica dei principali elementi da correggere. Coordinamento della disciplina civile con il regime corporeo e psicomorale. Integrità armonica della prassi in accordo con il modello esemplare della persona civile. Il civis religiosus romanus.
  • Elementi portanti della disciplina del regime di transizione. Cura dello status vitae in generale. Disciplina personale e famigliare. Revisione e rettificazione dell’impiego nella società. Il superamento dell’orientamento al lavoro e riconversione dell’attività in opus e in ars. Costituzione del censo honestus. La definizione delle attività e degli impieghi specifici nella società attuale. Introduzione ai misteri del Regno di Saturno, ai Saturnalia e alla disciplina di vita nell’ambito della parodia del regno dell’età aurea.
  • Cura preliminare dell’urbanitas. Revisione dei rapporti con “famigliari”, “amanti”, “amici”, conoscenti, colleghi, educatori. Come affrontare la scuola comune e la medicina comune. Condotta generale ed uso dei diversi elementi relativi alla comunicazione, all’attività ricreativa e ludica. Modi generali di condotta della persona, comportamento, vestiario, ecc. Revisione generale dell’uso del denaro.
  • Cura dell’opus publicum. Revisione di tutte le azioni volte al Bene Pubblico, nel dominio sociale, politico e religioso. Reimpostazione dell’azione in funzione dell’ordo renascendi e della palingenesi. Evitare la pseudopolitica, lo spiritualismo irregolare, il mondialismo, l’integralismo religioso, il fondamentalismo.
  • Cura del planum vitae. Avviamento alla gestione dell’agenda secondo il modo religioso della condotta. Pianificazione del ritmo corretto della vita secondo le armoniche rituali, che avviano la persona alla scansione sacrale del tempo. Dal planum dies al planum annuiPlanum degli stadi della vita. Misura delle sezioni di otium e negotium. Programma specifico di opusotiumstudiumrecreatio, ecc. Creazione dell’ordine della misura in ogni azione spazio-temporale.
  • Finalità e risultati della sezione di transizione dedicata al regime sociale e civile. Saggiare le basi della rettitudine, della condotta generale e delle possibilità di formazione diversificata della condotta di vita.  Avviare la condotta della vita sociale e civile finalizzata al Bene Pubblico. Creare la volontà di superamento di ogni superbia e di ogni individualismo. Creare la capacità di confluire in un ordine di vita comunitario e in un’opera comune, pubblica e universale. Costituire le basi della concordia, dell’amicizia, della fides, della reverentia, della verecundia. Costituire le basi della gentilitas, rettificare le principali carenze e gli squilibri nella condotta civile e sociale. Organizzare ogni aspetto della vita sociale e civile secondo gli Dei, per gli Dei, in funzione dell’attuazione del Diritto Divino nel diritto pubblico.
  • In ultima istanza vengono esaminate le modalità attraverso cui il discente, una volta che ha compiuto la conversione e ha acquisito un animo religioso e pio, può accedere nei modi regolari ed adeguati alla pratica della religione romano-italiana. Nell’ultimo modulo vengono presentate le diverse possibilità attraverso cui la persona può integrarsi nella dimensione della Società Religiosa Romano-Italiana o nell’ambito più interno del Sodalizio Gentilizio, in modo tale che possa svolgere la sua vita religiosa in modo organico e coerente, nel completo accordo con l’identità geniale romano-italiana, secondo le sue possibilità e per quanto gli Dei gli concederanno. L’uomo divenuto religioso può ordinare ogni tratto della sua esistenza in modo sacrale, adeguando ogni sua azione alla disposizione della Provvidenza in vista della realizzazione della più completa felicità, non disgiunta dalla costituzione della più perfetta Salute Pubblica.

Decimo modulo:
L’attuazione della vita religiosa romano-italiana nel tempo attuale

Prima Parte: La Società Religiosa Romano-Italiana. Natura, struttura funzione e accesso

  • La Societas Religiosa RomanoItaliana. La vita religiosa generale. La vita gentilizia completa. La costituzione dell’amicizia religiosa. Chi è l’amicus. I caratteri che deve possedere l’amicus.
  • La costituzione di Amor-Roma. La regolarità dell’applicazione alla conversione. La volontà di completare la formazione religiosa. La volontà di unificare la vita religiosa all’opera religiosa romano-italiana. La basilare applicazione al regime di transizione dalla vita profana alla vita religiosa. La volontà precisa di accordare censo e opera all’azione societaria generale.
  • La regola semplice della vita religiosa dell’amicus. Le possibilità di accedere come auditor alla Scuola Religiosa Fondamentale. L’accesso alle attività religiose riservate. Il concorso all’opera religiosa generale. Il rispetto della fede basilare nelle parole, nei fatti, negli impegni presi. La ricerca delle condizioni per il compimento di una vita religiosa completa e regolare. La soluzione di condotte e situazioni incompatibili con la vita religiosa comune. Risoluzione delle più gravi alterazioni dello stato psicofisico e della condotta per stabilire un’adeguata comunione religiosa. Espiazione e purificazione in vista dell’accesso allo stato comunitario.

Seconda Parte: La Gens. Natura e funzione. L’aggregazione, lo stato gentilizio, la vita gentilizia

  • La Gens, origine, natura, struttura e funzione. La Gens, origine preromana e Gentes latinae. La Gens: unità religiosa procedente da un principio divino sovrannaturale. Natura del Princeps Pater e presenza del Genius Divinus nell’immanenza. La comunione sovrannaturale di spirito e di sangue. La funzione teofanica del Dio gentilizio e  il culto del Dio archegeta nella gente. La religio gentilicia specifica. Il Mos gentilicius. Il gentile religioso e l’unità della Gens.
  • L’unificazione originaria delle Gentes e l’unità trascendente del Populus RomanusRomulus e il sinecismo dei RamnesTitiesLuceres. Il Populus Romanus Quirites. Il culto gentilizio diventa privato. L’ordinamento del culto pubblico, pro populus, e il culto privato, pro singulis I Patres delle Gentes riuniti nel Senato del Popolo Romano-Italiano. Lo sviluppo della Gens nel tempo: Monarchia, Alta Repubblica, Bassa Repubblica, Primo Impero, Secondo Impero, Periodo di Transizione. La conservazione dell’Ordo Senatus e delle Genti senatorie.
  • Lo sviluppo dell’istituzione gentilizia. La Gens come luogo privilegiato della cultura della gentilitashumanitas-romanitas. Il periodo Tardo Antico e la sospensione del Culto Pubblico. Il Medioevo e la tradizione della Sapientia Maiorum, della disciplina civile e della cultura giurisprudenziale, letteraria e morale romana. La conservazione della cultura della nobilitas-gentilitas e l’opera di Dante. Il Rinascimento e la renovatio della cultura della gentilitas-humanitas-nobilitas. Il modello romanus classicus e la disciplina degli studia humanitatis. La realizzazione dell’humanitas secondo la gentilitas romana. Il recupero della nova gentilitas nelle corti, nelle ville, nelle accademie, nelle nuove scuole rinascimentali.
  • La modernità: dalla metà del 1600 fino alla metà del 1900. Le varie forme di conservazione della disciplina gentilizia e della cultura romana: i sodalizi, le accademie, le corti e vari altri enti. Contemporaneità: dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi. La riattualizzazione dell’istituto gentilizio e della cultura della gentilitas-humanitas-romanitas.
  •  La Società Religiosa Romano-Italiana di Romània e la sua azione universale. Romània è ogni terra nella quale è presente l’azione provvidenziale romana. La presenza temporale del Mistero di Roma. Il valore permanente del Mistero e della missione di Roma-Italia. I modi della presenza: esoterismo, exoterismo, tradizionalismo. L’autentica presenza alla tradizione religiosa romano-italiana: personalità, organizzazioni, sodalizi, genti. Che cosa è la regolarità religiosa romano-italiana. Rapporti della religione romano-italiana con il tradizionalismo romano. L’irregolarità nell’accesso e nell’approccio alla religione romano-italiana. Funzione odierna della disciplina romana per la perfezione della cultura dell’humanitas e per la realizzazione della Suprema Salute Pubblica.
  • L’organizzazione della Società Religiosa Romano-Italiana. Le origini. La formazione, la natura, la distinzione dalle forme dell’irreligiosità irregolare. Rigorosa fedeltà all’Autorità Divina e alla Sapientia Maiorum. Fedele assunzione della traditio morum. Il culto del Mistero di Roma, la disciplina palingenetica ed iniziatica. Il culto privato. La cultura dell’humanitas. Lo specifico culto filosofico e medico apollineo. La struttura e l’ordine della Società e della Gente. L’organizzazione della struttura sociale, degli ordini sociali e delle loro relazioni. Opera, fine civile e religioso dell’organizzazione e dei diversi enti che procedono da essa. La funzione dei componenti della Società, degli amici e dei gentili. L’accesso all’opera e ai suoi fini dipende dalla formazione religiosa preliminare. L’ordine di partecipazione all’opera religiosa universale. La partecipazione all’opera e la costituzione dei gradi di censo. Superamento di ogni arbitrio censorio.
  • Accesso alla Società e alla Gente. Lo statuto dei partecipanti alla vita gentilizia. Come si accede alla Società Religiosa. La formazione religiosa preliminare nelle istituzioni dell’Associazione Romània Qvirites. Dall’interesse esteriore all’interesse religioso rettamente orientato. Dall’interesse religioso rettamente orientato alla coscienza religiosa. Dalla coscienza religiosa alla motivazione religiosa unitaria. Le diverse figure e gli statuti dei singoli soggetti religiosi.
  • L’aggregazione alla Gente. Perché si diventa Gentili. Le condizioni di accesso alla Gente. Elementi fondamentali della gentilità. La richiesta di aggregazione. Il rito di aggregazione. Lo statuto del Gentile. La vita gentilizia. Gli elementi fondamentali della condotta gentilizia. L’ordine della disciplina religiosa. Distinzione della regola gentilizia secondo i due ordini sociali fondamentali. La costituzione come “cittadino”. La costituzione di un matrimonio religioso regolare. La costituzione di una famiglia religiosa regolare. L’educazione dei figli secondo la religione patria, per lo sviluppo di una società religiosa giusta e pacifica. Il fine glorioso della vita gentilizia.
  • La vita religiosa romano-italiana oggi. La tradizione e il mistero divino romano,  le sue forme nel tempo. La presenza attuale della religione romana, la funzione odierna. L’importanza specifica dell’organizzazione gentilizia e comunitaria nella società radicalmente atea e areligiosa di oggi. La vita religiosa romana nella società ove regna il nichilismo dissolutivo integrale. La disciplina palingenetica apollinea, i suoi piani e i suoi indirizzi. La dedizione al culto di Apollo. L’imitazione di Apollo. La costituzione del Regnum Apollinis nell’animus e in Orbe.