Lo sviluppo completo della vita religiosa

 L’ingresso nella vita religiosa, e dunque anche l’accesso alle aree sacre e agli spazi templari, così come a tutto ciò che riguarda le istituzioni della nostra religione, sono riservati, così come le leggi religiose stabiliscono, alle persone sufficientemente pure e pie. Nessun accesso indifferenziato e disordinato è possibile alle cose sacre. Il processo di formazione dell’animo religioso, puro e pio, qualifica la persona alla relazione col Divino. Perciò solo dopo che l’allievo ha completato la Formazione Religiosa Preliminare può proseguire il suo sviluppo religioso applicandosi alla vita religiosa in diversi modi e gradi.  Se l’allievo richiede l’ammissione alla vita religiosa effettiva e completa, ma non ha ancora maturato le condizioni per far parte della Società Religiosa, staziona nell’Associazione Romània Qvirites e partecipa ad attività religiose specifiche riservate, ricevendo un insegnamento basilare che gli consente di attuare una vita religiosa elementare e generale integrata nell’opera associativa. Se l’allievo ha invece maturato le condizioni per far parte della Società Religiosa, e si è rivelato capace di fare una vita civile comunitaria concorrendo al bene comune, può essere ammesso, su richiesta, nella stessa Società. Coloro che sono ammessi nella Società Religiosa possono essere semplici amici religiosi o veri e propri gentili. L’amico religioso partecipa alla Scuola Religiosa Fondamentale, nella quale apprende nel dettaglio la pratica elementare della via e della vita religiosa romano-italiana. Inoltre egli segue una regola religiosa indicativa, osserva gli uffici religiosi matrimoniali, famigliari e societari e accorda il suo impiego e il suo censo alla realizzazione del bene comune. L’articolazione specifica della prassi di ammissione alla Società, dello statuto e della condotta dell’amico religioso, sono trattate solamente con coloro che giungeranno fino a compiere questa scelta.

L’allievo che ha maturato le condizioni può richiedere l’ammissione al Sodalizio Gentilizio Centrale, dopo una specifica valutazione, se viene ritenuto idoneo, viene immesso alla procedura rituale per l’aggregazione nell’ente religioso, la quale prevede un’istruzione generale sulla natura dell’istituto gentilizio, sul suo ordinamento, sul suo codice religioso, e un’istruzione specifica sullo stato del gentile, sulla sua condotta e sul suo fine. La preparazione prossimale si conclude con l’istruzione sul rito di aggregazione che immette all’aggregazione vera e propria. Il gentile, a seconda del suo grado, partecipa alle Scuole Religiose interne e si applica con modalità specifiche alla realizzazione dei fini del suo statuto.

La vita del gentile si svolge in un ente religioso completo, il quale ha un carattere sovrannaturale ed è interamente ordinato alla realizzazione del Bene Universale Integrale. La partecipazione all’ente gentilizio consente al gentile di dare organica, ordinata e regolare attuazione a tutti gli aspetti della sua vita, grazie alla fruizione di tutti gli istituti religiosi necessari atti a stabilire nella persona e nel mondo la Giustizia Divina e la Pace Universale che vi inerisce. La disciplina più semplice ed esteriore della religione, nelle sue modalità morali, civili e cultuali, è sviluppata dal semplice gentile nel rispetto della Provvidenza Divina, del Diritto Divino, del Diritto sacro, del Diritto civile e del Diritto privato, questa disciplina si completa, per i gentili che ne hanno la possibilità, nella disciplina religiosa interiore, che ha un carattere puramente spirituale e universale.

Il gentile che manifesta delle qualificazioni superiori accede all’istituto di cultura romana classica integrale dedicato ad Apollo, Minerva e le Muse, nel quale viene affrontata integralmente la disciplina degli studia humanitatis in tutta la loro interezza. L’istituto, disposto nelle adiacenze del sacrario centrale di culto, è una struttura scolastica che si colloca nella linea di quelle scuole, accademie e atenei che nei secoli hanno preservato la pratica della cultura religiosa romano-italiana in grado diverso. L’applicazione agli studia dell’istituto richiede una condotta di vita integralmente religiosa, univocamente dedita alla pietas divina, in modo che tutte le facoltà dell’animo dello studiosus siano rigorosamente rivolte al Dio. La vita religiosa dei gentili superiori si svolge come una prassi rituale continua, costituita in una precisa sede sacrale. Tramite l’ascesi nell’istituto si compie la selezione di pauci lecti, i quali fanno parte della élite romano-italiana presente nel tempo attuale, ad essi è affidata la custodia della tradizione della sapientia romana e del Mistero di Roma nel tempo che precede la rigenerazione universale della Fenice.

Una più approfondita e dettagliata descrizione dello sviluppo della vita religiosa sarà fornita a tutti coloro i quali, dopo aver completato la Formazione Religiosa Preliminare, avranno interesse a integrarsi nella Società Religiosa Romano-Italiana, per fare una vita religiosa reale, efficace, organica e completa, in una comunità di tipo tradizionale, per dare compimento alla loro vita concorrendo al Sommo Bene Universale.

Al centro della Società Religiosa si trova l’istituzione gentilizia che, retta dal nucleo delle autorità, perpetua la tradizione patria, nei confronti della quale conserva una rigorosa fedeltà. La Società Religiosa si rivolge alle anime degli italiani, le quali, rivivificate dall’Amor di Roma, vogliono reintegrarsi nella loro autentica patria spirituale, ricollegandosi alla religione dei loro Dei e dei loro Padri. Queste anime italiane, alimentate da questo Amor, possono ancora oggi militare attivamente nell’ufficio universale dei romano-italiani, affinché la Pax e la Iustitia divine trionfino nel mondo, cosicché il Regno Aureo possa essere ripristinato nell’uomo e nell’Orbe.