L’ateismo, la rovina dell’uomo e della società civile. La ricostituzione dello stato religioso dell’uomo

    L’azione primaria da svolgere: ricostituire lo stato religioso dell’uomo

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Dopo quanto abbiamo esposto è possibile affermare che l’azione primaria da svolgere è ricostituire lo stato religioso dell’uomo, in quanto l’uomo o è religioso o non è uomo, allo stesso modo si può dire che la civiltà o è religiosa o non è civiltà. L’uomo non può compiere un’azione buona se esso non è religioso, in quanto solo essendo religioso egli attua la sua natura e perciò compie propriamente il suo bene o il bene di un altro ente. Qualsiasi atto che non sia religioso si colloca fuori dal bene ed è produttore del male, inoltre solo l’attività pia e religiosa è onesta e giusta, mentre ogni attività empia ed atea è disonesta ed ingiusta.

Occorre tenere presente che esiste una differenza radicale fra l’animus religiosus e l’animus irreligiosus, fra l’uomo pio e l’uomo empio. L’animo religioso e pio conosce se stesso, è radicato nella Realtà, nell’Essere, nella Verità Eterna, è modesto, ovvero fermo nella conoscenza della sua natura, attua il suo ufficio di giustizia e di pace e realizza il Bene Universale rimanendo sempre quieto, beato, felice, libero e impassibile. L’animo irreligioso ed empio è alienato dalla Realtà, dall’Essere, dalla Verità, egli non conosce se stesso, perciò non è modesto ed è afflitto dalla superbia e dalla lussuria. Soggetto al corpo, con il quale si identifica, soffre l’impermanenza e la morte, in questo stato non può compiere in alcun modo alcun bene per sé, né per alcun altro, egli è dunque sempre infelice. Alla luce di questa descrizione non esiste alcuna possibilità di avvalorare la vita dell’uomo irreligioso ed empio.

Oggigiorno un’opera religiosa adeguata deve occuparsi in prima istanza di ricostituire lo stato religioso dell’uomo, di formare veri uomini religiosi, non deve indirizzarsi verso eruditi ed astratti studi storici, letterari, linguistici, ecc., che non siano veramente formativi dell’animo religioso, che non sostanzino una vera cultura animi e permettano la realizzazione dell’humanitas secondo sapientia, in funzione della pietas e della salus.

L’opera dell’Associazione Romània Qvirites è rigorosamente orientata nel senso della formazione religiosa preliminare dell’uomo, nel tempo della grande confusione e della sovversione della religione e della cultura. L’azione formativa preliminare viene svolta in modo fermo, rigoroso e preciso, senza sosta vengono ribaditi quali siano gli elementi che devono essere recuperati con certezza dall’uomo, affinché egli ricostituisca il suo stato religioso normale. Le persone che operano in questo senso da oltre quaranta anni, conoscono le molteplici difficoltà presenti oggigiorno, che rendono difficile la formazione religiosa dell’uomo attuale, però esse sanno che questa formazione è l’azione buona primaria che deve essere svolta nei confronti dell’uomo, perché ogni bene viene all’uomo solo quando esso è religioso. Rivolgersi all’uomo postmoderno, per permettergli di risolvere il suo ateismo, la sua empietà e la sua malignità radicale, è quanto di più importante si possa compiere oggi per esso.

Innanzitutto l’uomo va sottratto a tutte le iniziative falsamente religiose, iniziative ingannevoli, oggi molto diffuse, che confondono coloro che sono impreparati a discernere il vero dal falso in quanto viene a loro indicato. La formazione dell’uomo religioso diventa ogni giorno più difficile, il processo generale di estroversione e la divergenza dell’animo dall’Essere sono sempre più forti, i tentativi di riconvertire il soggetto alla sua essenza e alla trascendenza divina, alla dimensione sovrannaturale e metafisica dell’esistenza, sono ormai un’impresa sempre più ardua, occorre perciò lottare con forza, perché ogni azione convertiva non sia annullata da molte contrarietà “divertive”.

Chi affronta la formazione religiosa preliminare, è in genere, un animo immedesimato con la parte più bassa delle pulsioni irrazionali della sua anima, egli è appiattito ad un rozzo edonismo carnale e patisce l’impermanenza e la corruttibilità in massima misura. La presenza in lui di una sfrenata licenza lussuriosa lo spinge a provare le più effimere sensazioni corporali, un individualismo superbo estremo lo rende incapace di sottomettersi a qualsiasi autorità, il suo disordine interiore gli crea un’estrema difficoltà nel seguire una disciplina di ascesi operativa, una cultura di sé, con ordine sistematico rigoroso.
L’uomo attuale è ormai prossimo all’incurabilità definitiva, pochissimi sono gli uomini pienamente recuperabili alla religione tradizionale, nonostante ciò, il recupero religioso dell’uomo è l’unica buona azione che deve essere compiuta per esso, anche se solo pochi potranno ottenere una realizzazione religiosa completa.
Alcune delle difficoltà principali si presentano quando l’individuo presume di conoscere solo perché ha una certa erudizione sulla religione, oppure ha fatto esperienze pseudoreligiose o neospiritualistiche. Altre difficoltà si incontrano quando il soggetto dipende dall’irrazionalità e da tutto quello che vi è connesso, la sentimentalità, l’emotività, la sensazione, le pulsioni carnali, tutto in lui è rovesciato e sovvertito e, a partire da questo capovolgimento, procede scorrettamente nella reintegrazione religiosa.

Molti sono afflitti dalla credulità, fino a quella più grossolana, se hanno accolto qualcuna delle filosofie moderne, non sanno in quale tipo di errore si sono collocati e procedono fino alla loro autodistruzione nichilistica. Il soggetto comune non si rende conto del suo radicale ateismo, della negazione pratica dell’Ente Divino in ogni sua forma, fino a sviluppare la più completa disessenzializzazione della propria vita per sciogliersi nell’indeterminazione sostanziale della materia, correlativa all’affermazione dello stato di non ente, accidentale e caotico, che è propriamente ogni singolo soggetto attuale, un soggetto “fluido” e totalmente inconsistente. A nulla serve interrogarsi sulle cause del nichilismo e fare delle analisi astratte dei suoi processi e dei suoi aspetti, se si permane poi, di fatto, nella condotta nichilistica, negli effetti della negazione dell’Essere. Occorre percorrere in maniera adeguata e regolare la via a ritroso, quella che permette di risalire dal fondo terminale del non ente fino a recuperare la normale dimensione dell’essere essenziale dell’uomo, per trascendere poi anche questa dimensione per elevarsi a quella dell’Ente Divino, e infine attingere alla Realtà Divina Suprema./§

Per ricostituire l’elementare situazione religiosa nell’uomo è necessario, per quanto possibile, favorire la sua reintegrazione nella condizione che ha preceduto il suo abbandono della religione. Perciò l’uomo deve liberarsi da tutte le limitazioni prodotte dalle filosofie moderne di tipo nichilistico e anche dalla scienza materialistica, che da queste filosofie si è costituita. L’aspirante alla religione deve trascendere la dimensione della carnalità e dello psichismo, per reintegrarsi nello Spirito Divino, trascendente e sovrannaturale, nel quale raggiunge la certezza della Verità Eterna ed obbedisce alla Sapienza Divina entro l’orizzonte metafisico integrale che è proprio a tutte le civiltà religiose.

L’opera dell’Associazione Romània Qvirites procede in questo senso, richiama a se stesso l’uomo, per invitarlo ad un itinerario di conversione integrale all’Essere Divino, al sovrannaturale, secondo le sue possibilità. L’A.R.Q. si avvicina all’uomo di oggi, alla sua esperienza esistenziale, alla sua situazione di vita, perchè possa essere recuperato progressivamente alla visione metafisica propria della religione tradizionale, in particolare alla visione religiosa tradizionale romano-italiana, per comprendere la misura e la via dell’uomo religioso romano-italiano.

L’uomo deve riacquisire attivamente la sua identità metafisica, deve formare la struttura interna della sua anima in modo religioso, deve acquisire le dinamiche operative proprie dell’uomo religioso romano-italiano, qualsiasi alterazione di questi processi non permette il recupero della condizione religiosa normale. Bisogna evitare e superare tutti gli indirizzi impropri, profani e atei, occorre superare ogni forma di nichilismo e quanto da esso procede nella società attuale.
Il nichilismo attuale ha il suo principio nell’ateismo, nell’originaria separazione dell’esistente dall’Essere, dall’attiva o dalla passiva disgiunzione dell’uomo dal Fondamento della Realtà, dunque la soluzione del nichilismo, e della malignità radicale che ne costituisce l’espressione, può attuarsi solo ed esclusivamente attraverso il superamento dell’ateismo, perciò senza la ricostituzione dell’animo in Dio, nell’Essere Divino Perfetto, nel quale esso ritrova realtà e senso, nulla porterà ad un vero risultato benefico.

La via che permette di superare il nichilismo e di recuperare l’uomo al suo stato religioso normale, può essere percorsa solo nell’alveo di una tradizione spirituale regolare e legittima, all’interno di organizzazioni e istituzioni che rispettano fedelmente l’Autorità Divina e la regolarità della prassi religiosa che reintegra tutto l’uomo nella vita religiosa tradizionale. Non vi sono scappatoie, non è possibile eludere il processo di reintegrazione, qualsiasi indirizzo proposto da organizzazioni o attività che esulano dal rispetto della prassi religiosa tradizionale si collocano al di fuori della possibilità di ricostituire veramente un animo religioso, capace di compiere una vita autenticamente religiosa.

Anche se la conversione religiosa dell’uomo attuale è assai impegnativa, e presenta grandi difficoltà, non è possibile trovare scorciatoie o facilitazioni, tutto ciò che non rispetta la conversione religiosa regolare proviene dall’individualismo titanico autoreferenziale, che purtroppo caratterizza anche molti “spiritualisti” e “tradizionalisti”. L’integrazione corretta in un ente religioso regolare richiede il superamento di ogni individualismo, in tutte le sue forme, perciò, fino a quando vi sono tracce di questa alterazione atea dell’animo, nessun vero stato religioso può essere raggiunto.
L’aspirante allo stato religioso deve eliminare dal suo cuore ogni superbia, non deve ascoltare le sirene che promuovono la fuga verso l’esterno e offrono i comodi, quanto ingannevoli, indirizzi delle pseudoreligioni, del neospiritualismo e del tradizionalismo. Questi indirizzi sono fondati su temerarie costruzioni di percorsi soggettivi autoreferenziali, che non sono altro che la caricatura illusoria del retto itinerario formativo che si svolge nell’ambito delle istituzioni religiose tradizionali.