Prima venne Saturno dall’etereo Olimpo … fuggendo le armi di Giove ed esule dal regno usurpato …” (Virgilio, Eneide, VIII, 319-320)

La religione divina primordiale, il regno divino di Saturno e il ciclo regale divino italico fino alla fondazione di Roma

La religione romano-italiana ha il suo principio nella fondazione di Roma Divina da parte del Divus Romulus. Con la fondazione dell’Urbe la linea religiosa proveniente dai primordia dell’umanità, dall’aurea aetas, nella quale era costituito il Regno Divino sulla Terra, il Regno del Dio Saturno, entrò in una nuova fase.

La tradizione divina saturnia ha avuto il suo principio nei Saturnia Regna, dove sussisteva la perfezione divina della civiltà e dell’uomo, e si è sviluppata con continuità ininterrotta attraverso l’Aurea Catena Saturni, fino al Re Divino Latino, poi è stata riattualizzata nella sua pienezza primordiale dalla palingenesi di Enea, il quale ha rifondato lo stato perfetto originale nel Regno Divino di Albalonga e ha rimanifestato nel mondo la stirpe aurea.  Il Regno Divino di Albalonga si è dispiegato per trecento anni, fino a quando la figlia del re divino Numitore, Rea Silvia, Vestale Massima, è stata fecondata divinamente, in modo arcano, dal Dio Marte e ha generato i due gemelli divini, Romolo e Remo. A Romolo Iupiter ha assegnato la funzione di fondare la nuova Città Divina, Roma, questo atto ha inaugurato una nuova fase dell’umanità, nella quale si è compiuta la tradizione del Regno Divino Aureo.

Per comprendere il mistero inerente al Regno Divino costituito nell’età aurea dal Dio Saturno, occorre fare cenno alla struttura dell’ordine divino secondo la visione teologica romano-italiana. Il Dio Supremo è Ianus, Unità Totale del Divino, Essere incondizionato e indeterminato, Realtà non duale e arelazionale. Ianus, in quanto Dio Supremo è anche Deus omnium initiorum e Deus Deorum, Sovrano Assoluto dell’Essere Integrale, perciò trascende ogni determinazione e antecede ogni initium ontologico e henologico. In quanto Principio di ogni principio, Ianus sovrasta tutti gli enti e tutti gli stati condizionati dell’esistenza, perciò tutto ciò che procede secondo la determinazione è generato arcanamente in Ianus da Ianus[1].

In Ianus sussiste la Potenza Divina Suprema in quanto Anima Universale Suprema, la quale, secondo la tradizione, è diversamente indicata come Fortuna Primigenia o come Carmenta. Questa ultima presiede alla “determinazione” della Acque Divine Totali indifferenziate, che equivalgono alla Possibilità Totale presente in Giano. L’Essere Divino Assoluto, si rende “visibile” e partecipabile nella sua forma essenziale, intelligibile e determinata, emergendo dalle Acque-Chaos[2] con un atto di volontà determinata costituente il suo vultus. Ianus, che in Sé è Unità Suprema non duale, non determinata e non manifesta, appare così in una facies come Principio Divino “visibile”, coglibile dalla visione determinata dell’intelletto. Emergendo dal suo abisso sovraessenziale e sovraformale, Ianus, costituisce in principio l’atto esemplare della creatio, perciò da Lui, Bonus Creator, tutto procede secondo l’ordine della Sua Potenza[3].

In quanto Principio di ogni actio, Ianus è Auctor Supremus, perciò dispone dell’Auctoritas sovraeminente, che è espressione della Sua Sapientia Divina Suprema. Sull’Auctoritas Suprema fonda l’Imperium Supremum, per il quale Ianus definisce la dimensione henologica e dà principio e ordine alla dimensione ontologica, perciò presiede a tutti i principi e a tutte le determinazioni, sia nel piano del pre-Ente che in quello dell’Ente[4]. In virtù della sua Sapienza Assoluta, in Ianus si trova la Regalità Divina Suprema, che trascende ogni regalità determinata, una regalità che si è resa presente in forma immanente in Roma, costituendo in essa la presenza regale suprema di Giano, con la Sua Sapienza e la Sua Autorità.

Nell’Unità Assoluta di Giano sussiste il Mistero dei misteri, dal quale procede l’Impero dell’Unità Assoluta dell’Amore Divino non duale, un Impero simbolizzato dal fascio littorio che si è attualizzato nell’Impero Divino Romano. In quanto Re Supremo, e Signore Assoluto del Tutto, Ianus trascende tutte le cause, perciò oltrepassa sia il Re del Mondo temporale, Iupiter, sia il Padre del Pleroma Etereo e Olimpico, Saturnus, il primo costitutore e il primo legislatore del Mondo divino, l’immediato principio di mediazione dell’Uno, Ianus, ai molti. In definitiva, non vi è altro che Ianus, niente sussiste oltre Ianus e tutto è Ianus in Ianus[5]. In quanto assolutamente Uno e non duale, Ianus è totalmente impartecipabile in modo duale, Esso sta oltre ogni causalità e ogni intellegibilità, perciò è veramente Uno e semplicemente Supremo. Rispetto a tutto ciò che è relato è il Bene in Sé, nella sua assolutezza, dunque al di là di Ianus non vi è niente altro. In quanto Auctor Primus, Ianus è anche Pater Primus, dunque Fondamento di ogni essere costituito e Polo trascendente di ogni agire.

Ianus attualizza la sua Potestà Paterna Assoluta nella costituzione originale di Sé in quanto Ente, nella prima determinazione intelligibile di Sé. Il Primo Dio è “saturo” dell’auges gianuale, la sua sostanza è costituita dalla prima limitazione apparente della “sostanza” gloriosa infinita di Ianus. Con l’atto dell’autocostituzione, l’actus primigenius, Ianus fonda l’ordine ontologico dell’Ente e costituisce l’Essere secondo l’essenza, con ciò permette la costituzione determinata di Saturnus, ovvero la sua accoglienza “in principio”. Le favole arcane narrano che “… su questa terra che ora viene detta Italia regnò Giano … Dunque Giano ospitò Saturno giunto per mare presso di lui”[6].

Così viene esposto il mistero dell’accoglienza di Saturno da parte di Giano, questo atto è fatto coincidere con la costituzione dell’ età aurea, che va intesa sia come un preciso stato ontologico, sia come l’effetto dell’immanenza di Ianus in Saturnus, sia infine come il modo della presenza di Giano al principio della manifestazione umana di Saturno. Virgilio ha detto: “Prima venne Saturno dall’etereo Olimpo … fuggendo le armi di Giove ed esule dal regno usurpato …”[7], questo è il secondo modo della presenza di Ianus in Saturnus, il quale si costituisce “dopo” la determinazione dell’ordine olimpico trascendente quale principio delle gerarchie divine del pleroma etereo principiale. Saturnus è l’Essere Divino inteso nella sua natura essenziale ed intelligibile, Egli costituisce il Principio di ogni attività essenziante e determinante, quindi in Lui, in quanto Sat-ur-nus, noi riconosciamo l’Essere pieno “urente”, nel quale è presente l’unità essenziale di tutti gli enti e il fondamento della loro sussistenza nell’Essere. Saturno equivale a ciò che nelle diverse tradizioni metafisiche integrali è indicato come “lo Spirito di Dio”, o lo Spirito Divino nella sua prima rivelazione teofanica originale, il Principio del mondo intelligibile che integra in Sé il Pleroma Eterno di tutti gli enti.

La tradizione teologica definisce in modo preciso la dipendenza di Iupiter, Deus Pater, da Saturnus in quanto “Suo Figlio”. Iupiter sussiste nella Luce Divina Eterna dell’Essere Intelligibile, Egli è l’Essere Divino inteso come “Demiurgo”, l’Intelletto Divino agente costituente l’ordine del mondo celeste e terrestre. Iupiter, in quanto Padre degli Dei e degli uomini, presiede al dispiegamento dell’ordine increato dell’Essere Intelligibile, su cui ha sovranità Saturno, nell’ordine dell’esistenza celeste e nell’ordine dell’esistenza terrestre. Il Regno di Iupiter è relativo all’ordine dinamico delle potenze polari antagoniste, che Egli riunisce, trascende e unifica, nella Pax Divina, mediante la sua centrale Iustitia.

L’ordine divino complessivo vede dunque Ianus quale Re Divino Assoluto che presiede all’Ordine Integrale del Tutto, e quindi anche alla dimensione sovraintelligibile e sovraessenziale del divino, una dimensione onnicomprensiva e onnipervadente. Al dominio di Giano è sottomesso l’Ordine Divino Intelligibile di Saturno, ovvero l’Ordine dell’Etereo Olimpo Eterno, il piano della Luce Divina determinata, l’unità della Divinitas intesa nella sua intelligibilità. In subordine al dominio di Saturno, segue il dominio di Iupiter, sotto il quale si dispiega l’unità duale e polare del mondo temporale, sussistente nell’unità sovratemporale che lo trascende.

Iupiter, in quanto Deus Pater, è Volontà Agente dell’Intelletto Divino Ipostatico, perciò Egli è principio di Imperium sul mondo e nel mondo, rispetto al quale svolge un’azione costituente, ordinante e reggente. L’azione di Iupiter dispiega l’unità statica di tutte le essenze sussistenti nell’Ente Principiale, Saturno, nell’esistenza intelligibile distinta e nelle esistenze temporali. Nella sua funzione Iupiter è causa mediatrice fra l’Essere Intelligibile e il divenire sensibile proprio del mondo inferiore. In quanto Demiurgo Artefice, Iupiter è causa efficiente della generazione di tutto ciò che diviene. Attraverso la Sua Potenza, l’Anima del Mondo rende presente l’intelligibile immutabile, che articola in Se Stesso, nel sensibile mutevole, perciò media il Bene Intelligibile nel Buono Intelligente, costituendo il mondo degli enti corruttibili, a partire dagli enti incorruttibili, nel migliore dei modi possibili. Iupiter, in quanto Demiurgo, è il Buono per eccellenza, non il Bene in Sé, Egli è l’Ottimo, il Migliore fra le cause efficienti per gli enti del mondo. La sua azione consiste nel rendere ogni esistente conforme all’Uno-Bene, a Ianus in quanto Principio di ogni principio, eliminando, nella misura del possibile, ogni caos e disordine ed instaurando l’Ordo Mundi.

Iupiter rende presenti le Idee Divine Eterne, sintetizzate nell’unità dell’Essere Intelligibile, ovvero nell’unità del Fas, nel mondo, attraverso l’articolazione della Sua Ragione Universale, Mercurius, la quale dispiega l’ordine eterno del Fas nell’ordine temporale del Fatum. Per cui tutti gli enti manifestati sono riuniti, attraverso l’analogia, la corrispondenza e la presenza della Giustizia Divina, alla loro Causa Efficiente Universale, perciò operano sempre in unità con Essa e secondo il fine che Dio vi ha impresso fin dal principio. La Divina Minerva, la Mens Divina operante secondo Prudenza, configura la ragione essenziale di ogni ente, quale esplicazione della sua essenza-idea eterna. Minerva dispiega in modo prudente il mondo, mediante un’attività inestinguibile, che traduce la permanenza dell’eternità nell’alterità della perennità. Grazie a Minerva e a Mercurio, il mundus è costituito secondo la mensvra della Mens Divina ed è adeguato completamente al Suo Principio, Iupiter, perciò è costituito, in ogni sua parte, secondo la Bontà Divina. In quanto frutto dell’Ars Divina, il mundus, dal vertice del Cielo al fondo della Terra, ospita il dispiegamento della gerarchia di tutti gli enti, che il Padre Divino ha reso immanenti in esso, perciò il mondo è una teofania integrale di Dio, il quale è onnipresente in esso, omnia Iovis plena. Sussistendo nell’Intelletto di Dio, ma dispiegato secondo la Sua Parola, il mondo concretizza il linguaggio divino e lo esprime nella sensibilizzazione delle forme, la cui essenza è contenuta nel cuore stesso di Iupiter. La perfetta armonia del Tutto è rettamente fondata in Dio attraverso Minerva, Mercurio e le divinità preposte ad ogni parte dell’esistenza. L’ordine religente-religioso perfetto unifica e pacifica tutti gli stati dell’esistenza nell’Unità Divina, fonda tutte le cose in Iupiter e le risolve in Ianus, questo è il risultato della Religio Aeterna Suprema di Ianus, la perfetta Pax Deorum Hominumque.

Il Sommo Vate Virgilio descrive l’aurea età satvrnia come quel secolo d’oro in cui tutti i popoli vivevano nella pace perfetta[8], questa descrizione concorda essenzialmente con le dottrine presenti in tutte le tradizioni spirituali integrali dell’umanità. È in virtù della necessità metafisica, propria all’infinità assoluta della Divinità Suprema, che vengono a costituirsi diversi gradi ipostatici del Divino, nei quali Esso si riflette in un dato modo, in maniera tale che tutti i gradi possibili di determinazione dell’alterità, e quindi della manifestazione della infinita possibilità, possano essere attualizzati. È proprio per la Necessità Suprema, a cui presiede la legge di Adrasteia, che l’Essere Divino si rende presente alla sua catabasi henofanica, per costituirsi come Principio della manifestazione temporale e come Principio della manifestazione umana.

L’Uomo Divino Primordiale costituisce la presenza sensibile immanente dell’Uomo Divino Universale, in esso, come nell’unità dell’Essere Divino Principiale, sussiste l’unità sintetica di tutte le possibilità di manifestazione degli stati umani suscettibili di esplicitarsi nel corso della manifestazione integrale della presente umanità. L’Uomo Divino Primordiale costituisce perciò la teofania integrale della Divinità Suprema, la quale si media, attraverso l’Essere Intelligibile e il Suo Intelletto, nell’immanenza, assumendo un’anima e un corpo determinati, per rendersi presente a se stessa nella perfetta trasparenza nella sua natura della radicalità catabasica.

Per la tradizione religiosa romano-italiana, al principio dell’umanità si rende presente, nella sua teofania integrale, il Dio Giano, il quale poi accoglie nel suo regno, perché regni insieme a Lui, il Dio Saturno. Dal Dio Saturno procede la linea temporale dell’umanità attuale, perciò essa si risolve nella sua origine saturnia, nel Dio, perciò, attraverso di Esso, l’umanità trascende la temporalità e si risolve nell’eternità.

In virtù della sua natura di Deus Praesens vivente, Rex Saturnus attualizza il Regno Divino Eterno nel suo essere proprio e garantisce la mediazione della Gloria Divina nel mondo, irradiandolo con tutta la sua potenza e quindi glorificandolo in tutta la sua estensione. Questa inabitazione divina satura il mondo della Gloria di Dio, riunisce tutti gli enti nella principalità dell’Essere Divino Supremo e ne costituisce la Suprema Salus. In principio dunque viene pienamente rivelato il Mistero del Regno Divino nella costituzione teofanica del Regno Divino di Saturno, con la Pace e la Giustizia inerenti, questa presenza evidente dell’essere regale eterno è costituita dal Re Divino operante nella sua pienezza.

Secondo la tradizione religiosa romano-italiana, la presenza del Dio Saturno circoscrive e fissa la Terra Divina Primordiale nell’illud tempus, perciò la sottrae dall’alterità e dalla temporalità. Questo luogo, i Saturnia Arva, è costituito in un tempo immoto, ruotante su se stesso, che riflette nella temporalità l’Essere Divino Eterno. In questo fanum primordiale, il mondo diveniente rimane “fermo” nell’Essere, tutto in esso è allineato e centrato sul suo Principio, quindi ogni cosa è stabilita nella quies senza alterità dell’Essere e non ha alcun moto contrario rispetto ad Esso. Grazie a questo stato il mondo primigenio è pienamente pacificato, in virtù della perfetta unione con il Suo Principio.

Rex Saturnus è presenza dell’Uomo Divino Universale nell’immanenza, in Lui si trova la perfezione della sapientia, della religio e della pietas e, necessariamente, anche della iustitia. Egli è allo stesso tempo re sovrano e pontefice mediatore, quindi costituisce in Se Stesso la presenza divina integrale del Dio Supremo e, allo stesso tempo, opera come Intelletto ordinatore principiale che dispone l’ordine divino intelligibile esemplare nell’immanenza radicale della Terra. Dalla Pax Profunda, ovvero dalla Pax Augusta di Rex Saturnus, promana la sua potestà ordinatrice, attraverso la quale egli regola e unifica il mondo e l’umanità mediante la costituzione in essa della iustitia immota esemplare. Nello stato di perfezione originale l’essere dell’Uomo è dunque pienamente in atto secondo la sua natura suprema, perciò, fondando nella sua identità divina suprema, esso fruisce della beatitudine infinita inerente. In questo stato l’Uomo Divino è perfettamente felice, perché tutte le sue facoltà animiche operano secondo la pienezza delle virtù esemplari di cui dispone, in questa attività perfettamente compiuta, Dio si manifesta in tutta la sua potenza glorificante.

Un discorso preciso deve essere riservato a ciò che viene costituito in forma essenziale ed esemplare dal Re Divino Primordiale, ovvero la Città Divina Primordiale, la Città degli Dei Eterni sulla Terra, i cui cittadini sono Dei immanenti governati dal Re degli Dei. Nel Rex Deus Saturnus si è reso presente il Re Divino Universale e, allo stesso tempo, la Città Divina Universale, cioè l’unità molteplice degli enti riuniti nell’Essenza Divina. La Città Divina, in quanto unità trascendente delle essenze divine, e sintesi della pluralità di tutte le possibilità dell’esistenza, deve rendersi presente al principio della presente umanità.

La Città Divina Primordiale riflette nel sensibile, in maniera perfetta, con tutte le misure, le proporzioni e le virtù divine, la Città Divina Eterna, ovvero la Roma Divina Aeterna. Nella Città Divina Primordiale si è resa presente, in tutta la sua potenza, la Regalità Divina Universale, con la Sua Pace e la Sua Giustizia, e tutto ciò che ad esse inerisce. La Città Divina Primordiale è il locus in cui si produce la piena effusione teofanica della Luce Divina Totale, da Essa, templum inauguratum primordiale, si irraggia la Gloria Divina attraverso l’estensione del limes dello spazio civile dell’umanità divinificandola. Al centro di questa Città risiede Rex Deus Saturnus, il Deus Praesens, il Principio della Pace stante nella Gloria e reggente la Giustizia Universale.

La costituzione di questo stato di perfezione divina primordiale è il risultato della tradizione divina verticale, della ipostatizzazione del Principio Divino Sovraessenziale nei suoi veicoli di immanenza, perciò costituisce la Sua Rivelazione, al livello dell’Esistenza Universale, nel piano della teofania umana. Nell’Ente Divino il Dio Supremo si media autocostituendosi, allo stesso tempo, nella costituzione teofanica dell’Uomo Divino Primordiale, si autorivela a Se Stesso nel luogo della radicale alterità. La tradizione metafisica verticale stabilisce la presenza integrale dell’Essere Divino Supremo nella radice della Terra, questa presenza costituisce il principio della tradizione divina temporale, che svolge la sua funzione di attualizzazione perenne della presenza divina originaria. Questa funzione viene svolta attraverso l’esercizio della religio nella sua forma esemplare primordiale. Grazie alla continua osservanza della religio primordialis viene conservata nella linearità del tempo la presenza della perfezione divina originale dell’Uomo e della Città, e dunque la compiuta teofania della divinità trascendente nell’immanenza. In tal modo rifulge nel mondo la Luce Eterna della Gloria Divina senza alcuna discontinuità.

Così come, secondo la necessità divina, si è costituita la presenza immanente della Divinità Suprema al principio dell’umanità, allo stesso modo è necessario che si costituisca l’intera manifestazione catabasica di tutte le possibilità relative all’esistenza umana, una manifestazione che deve svolgersi nell’intero ciclo temporale di una determinata umanità. Perciò, secondo la legge che regola la catabasi dell’umanità divina originale, il Regno Divino di Rex Saturnus si “occulta” e lo stesso Dio “scompare”, al suo posto assume la funzione di reggere e regolare la vita dell’umanità il Dio Iupiter[9]. A seguito della sospensione dell’età aurea, e all’occultamento del Regno Divino del Dio Saturno, il Dio Giano istituisce i Misteri dei Saturnali e i riti che vi ineriscono, attraverso i quali viene conservato lo stato perfetto dell’età aurea, uno stato che viene consegnato in modo arcano alle generazioni post auree, le quali devono custodirne il segreto e attuarlo in evo secondo precise modalità ieratiche. Ciò che era costituito in principio, secondo la perfezione dei Saturnia Regna, è stato trasmesso per via misterica nella Terra che ha ereditato la trasmissione originale del Regno Divino Saturnio, questa Terra ha preso il nome di Saturnia Tellus e, nelle età successive, nomi sacrali diversi fino alla definitiva statuizione come Terra Italia.

La successione ininterrotta della stirpe aurea originale si è sviluppata da Saturnus al figlio Picus, Re Divino della Terra Ausonia, a cui è succeduto il figlio Faunus, dal quale infine è stato generato Latinus. Rispettando la regolare continuità dell’Aurea Catena, la stirpe saturnia è continuata nell’età argentea, in quella bronzea e in quella ferrea, fino a quando Iupiter ha eletto Enea.

Dio ha voluto che Enea desse adito alla palingenesi integrale dello stato divino primordiale, attraverso la riunione delle stirpi italiche sparse e ricomponendo il Popolo Divino Primordiale, per ricostituirlo nella Città Divina Primordiale, nella quale devono sussistere la Pace e la Giustizia perfette.

Il “ritorno” del dardanio-tirrenio Enea, sospinto all’antica madre patria Italia dal Dio Apollo[10], dopo la conclusione del ciclo religioso della città di Troia, ha dato principio alla reintegrazione degli italici in un unico popolo trascendente le diversità generate dalla catabasi del popolo divino originario e dalla sua diaspora. L’azione palingenetica di Enea ha ricostituito e riattualizzato il genus aureum e il suo regno divino ed è stata il principio dal quale si è sviluppata la funzione che questa genia era chiamata a svolgere nel mondo, secondo il mandato divino finalizzato a rigenerare l’intera umanità nel suo stato divino originale, ristabilendo l’unità trascendente di religioni, civiltà e nazioni che fruiva in principio, statuendo in essa la Pace Suprema e la Salute Integrale inerente.

Nel suo reditus Enea compie un periglioso viaggio, supera diverse prove che gli consentono di attualizzare la sua dignità divina, affinché possa elevarsi al Sommo Olimpo ed assumere la Regalità Divina Universale.

Enea riceve poi la trasmissione diretta della Sapienza Divina Eterna del Polo da parte di Evandro, il quale svolge una funzione pontificale massima che poi consegna ad Enea. Enea riceve anche la trasmissione diretta del mistero arcaico della regalità divina saturnia da Re Latino, questa trasmissione rende pienamente attuale in lui la dignità regale divina suprema. Una volta ricostituita la piena dignità dell’Uomo Divino Universale, Enea dà origine al ciclo regale divino albano, a fare principio dal suo matrimonio con Lavinia e dalla fondazione della città di Lavinio, nella quale egli ha riposto i segreti misteri dell’Essenza e della Volontà Divina, l’arca di tutta la sapienza palladia e la custodia dei Penati, che veicolano in arcano la missione universale di Enea. Nella costituzione della Città Divina di Roma e nel perseguimento del fine ultimo di Impero Divino Universale Assoluto, la missione di Enea si è attualizzata pienamente. Dopo aver dato compimento alla sua funzione regale suprema, regnando anche a Lavinio per tre anni, Enea è stato elevato in Cielo mediante l’aphanismos, che esprime l’integralità dell’apotheosis raggiunta, per la quale Enea viene appellato Sol Indiges, pienamente in-deus-genitus, autogenerato e quindi divinizzato integralmente. Nei pressi del locus solis indigetis è stato edificato il sacrario originario di Enea, considerato il suo heroon, la struttura rituale di culto del Divo Enea.

Il popolo divino rigenerato da Enea fu stabilito in Albalonga, composto dalla stirpe dei Silvii discesa da Enea e Lavinia, fu governato dai Re Divini Albani, la cui ultima generazione si è espressa in Numitore, padre di Rea Silvia, Vestale Massima, la quale, fecondata dal Dio Marte, ha dato alla luce i divini gemelli, Romolo e Remo.

 

[1] Ovidio, Fasti, I, 105; Festo, P. 52, 35.

[2] Ovidio, Fasti, I, 111.

[3] Ovidio, Fasti, I, 117-20.

[4] Ovidio, Fasti, I, 125-126.

[5] Ibidem, I, 119.

[6] Macrobio, Sat.Conv. I, 7, 18-20.

[7] Virgilio, Eneide, VIII, 319-320.

[8] Virgilio, Eneide, VIII, 313-325.

[9] Macrobio, Sat. Conv., I, 7, 24.

[10] Virgilio, Eneide, I, 380.

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