Le manifestazioni di sconforto e paura si diffondono oramai da settimane, tanti uomini soffrono la preoccupazione angosciosa per una situazione che non sanno affrontare e patiscono nei più diversi modi. Si tratta di uomini smarriti, senza Dio, senza religione, nei quali non è presente una cultura religiosa o spirituale adeguata. Specialmente quando l’uomo carnale si trova di fronte a grandi difficoltà, tutte le più basse manifestazioni dell’esistenza umana si accentuano.
La paura del dolore e della morte, la grande sensibilità irrazionale che genera forti emozioni, la sentimentalità patetica, il rimestare nei bassifondi più tragici, travagliati e sconvolgenti della vita dell’uomo effimero vengono accentuati e persino artatamente esaltati in modo da piegare l’ultimo uomo nel senso di una disperazione e di un disorientamento completi.
Le stesse guide religiose che dovrebbero dirigere i fedeli con sicurezza negli eventi attuali presentano uno stato umano fragile, debole, smarrito, si volgono ad implorare l’intervento di Dio in uno stato di impotenza ormai completa di fronte al destino della loro esistenza terrena e ultraterrena. Basti vedere il Sommo Pontefice cattolico, le più alte autorità buddiste, così come quelle ebraiche o islamiche, non fanno che accentuare il senso di chiusura dell’anima nell’individualità carnale, producendo così delle conseguenze precise, un improprio attaccamento alla vita mortale, da cui derivano una serie di passioni irrisolvibili. A tutto questo falsato indirizzo morale si aggiunge l’indicazione di svolgere riti e preghiere in una condizione di pateticità superstiziosa, la quale non può portare ad alcun risultato reale, in effetti i risultati di queste pratiche religiose non si vedono in alcun modo, ma, in compenso, alimentano solo illusioni di diverso genere e fanno scadere la religione allo stato di una superstizione patetica e al dominio dell’illusione carnale, sviando così i fedeli da ogni indirizzo religioso realizzativo autentico.
Siamo in un tempo in cui sia i profani che i religiosi decaduti sono smarriti e disorientati, oramai sono tutti accomunati nella stessa patetica illusione e rendono patetica anche la religione, la quale oramai ha perso, in questi fenomeni degradati, ogni sua vera dimensione sacra, sovrannaturale e sovraumana, presentandosi ormai come un complesso di azioni esteriori e di dinamiche sentimentalistiche volte al conforto di coloro i quali, proprio per avere abbandonato Dio, non sono più in grado di consistere, nemmeno in modo elementare, sul loro animo trascendente, cedendo ai più diversi patemi irrazionali e venendo sopraffatti dalle più grossolane illusioni carnali.
Ormai si evidenziano solo le pene dell’umanità atea e di religioni che, per inseguire l’uomo ateo, si sono corrotte e degradate, per assimilarsi al punto di vista umano e profano. Per cui le autorità religiose non trattano più dei segni dei tempi, non parlano più agli uomini affinché trovino un’occasione per una profonda conversione spirituale, ma contribuiscono anch’esse a fare sprofondare l’uomo nell’illusione carnale e nel patetismo vano che inevitabilmente deriva da essa. Nessun religioso parla della visione tradizionale del “contagio”, inteso come trasmissione di un invisibile fluido energetico e materiale, che si diffonde attraverso l’aria o altri mezzi e uomini, veicolato da enti invisibili extraumani con finalità “malefiche” precise. Guai a diffondere la verità religiosa che sottende a certi fenomeni, guai a dire che gli uomini hanno profonde colpe, non esteriori di mancata igiene e profilassi, ma interiori, morali, civili e religiose, guai a dirlo. Si preferisce accomunarsi al sentire profano, finendo per essere ormai derisi dall’ateo comune per la presentazione di pratiche religiose che vengono svolte in uno stato patetico, con evidenti qualità superstiziose. Questi deleteri spettacoli non fanno altro che allontanare ancor di più dalla religione tutti coloro che, ormai fedeli fanatici dello scientismo postmoderno, vedono nella religione solo un cumulo di pratiche superstiziose, puerili e irrazionali, una serie di condotte mosse da emozioni patetiche e sentimentalismo, dal bisogno di conforto, tutte cose ormai ritenute prive di fondamento in un tempo creduto “altamente evoluto”, nel quale gli uomini che possiedono la “scienza” possono fare a meno completamente di Dio e della religione.
Alla deriva delle comuni religioni exoteriche di origine semitica, ma anche del Buddismo e dell’Induismo, si associa anche la deriva presente nel revival delle antiche religioni precristiane, tra le quali si vuole annoverare anche la “religione romana”, della quale diversi avventori vorrebbero riproporre il culto e, specialmente nella situazione attuale, alcune pratiche rituali e preghiere volte a stornare il pericolo di contagio o a far cessare l’epidemia. Ora qualcuno chiama in causa la Dea Salus, alla quale richiede ” benessere”, confondendo completamente il fine a cui conduce la Dea, ovvero la Salute, che non ha niente a che vedere con il profano benessere, il quale costituisce la parodia della salute, ma non ha niente a che vedere neanche con lo stato del corpo fisico dell’uomo. Purtroppo diversi soggetti già impegnati a diffondere un’immagine impropria della “religione romana”, che non vivono praticando una rigorosa castitas determinante puritas, si rivolgono superstiziosamente, con una falsa pietà, a Dei che non possono in alcun modo raggiungere, né muovere a certi atti con le loro false preghiere. Tutto ciò contribuisce ad incrementare la confusione generale e l’illusione che, oggi come non mai, attanaglia gli uomini. Queste “pratiche religiose” simulate, vane e sterili, accrescono lo sviamento e ingannano al riguardo di cià che costituisce la sacra religione, la quale può essere posta in atto solo da soggetti rigorosamente qualificati, legittimati e adeguatamente purificati, e non da uomini che ordinariamente svolgono una vita comune impura, allineata coi fini della società atea contemporanea, uomini illusi di poter essere ascoltati da Dei o Dee a loro piacimento e per il loro commercio carnale, cosa quanto mai distante da qualsivoglia fine religioso autentico.
A.R.Q.
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