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Breve storia critica della Teoria della Conoscenza

€33.00

Dall’antichità alla post-modernità. 
Il percorso di una continua regressione
Vincenzo Nuzzo
Questo libro nasce dalla constatazione del prevalere, entro la Modernità, di una forma totalmente negativa della teoria della conoscenza (TC), ossia quella che postula la cosiddetta «problematicità della conoscenza» e quindi la sua difficoltà o impossibilità di fatto. Tale forma di teoria della conoscenza è insorta con la supposizione cartesiana di uno hyatus insuperabile tra soggetto ed oggetto nel contesto di un dualismo ontologico, che poi si è prolungata fino a Kant per culminare infine nell’Idealismo tedesco (Hegel e Schelling), e giungendo successivamente fino a pensatori come Husserl. Per superare questo genere di teoria della conoscenza è quindi necessario assumere una posizione anti-idealista e realista (postulando coì la naturale, efficace ed efficiente interazione tra soggetto conoscente ed oggetto conosciuto). E ciò, come descritto nel libro, è esattamente quanto è avvenuto poco a poco tra il XIX e XX secolo. Ciò è però avvenuto a scapito della visione metafisica dell’essere e dell’uomo, recando in tal modo ad un notevole impoverimento filosofico della corrispondente teoria della conoscenza; fenomeno a sua volta corrispondente ad una più generale degenerazione del sapere nel passaggio dall’antichità alla modernità. Per questo motivo l’Autore ha cercato la corrispondenza della teoria della conoscenza realista da un lato con la concezione antica (ed anche remota e trascendente) della conoscenza (sia platonica-vedantica che metafisico-integrale, ossia ispirata alla verità oggettiva così come viene concepita entro la “Scienza Sacra”) e dall’altro lato con la concezione della conoscenza propria dell’uomo comune. Il quale istintivamente trova del tutto assurda e perfino ridicola l’idea di una conoscenza che non sia sempre e comunque possibile, reale ed efficace. Nel corso dell’investigazione è poi venuto fuori che la prima forma di concezione della conoscenza costituisce il rovescio esoterico (e quindi sofisticatamente metafisico) di quella exoterica dell’uomo comune, e quindi è solo apparentemente ispirata al common sense. In verità essa è invece nutrita dalle certezze coltivate dalla metafisica integrale e quindi dal pensiero tradizionalista.
Nel libro viene infine posto anche in evidenza che il fenomeno di degenerazione del sapere ha trovato il suo culmine nella teoria della conoscenza post-moderna con il suo forte scetticismo verso ogni “credenza” (come conoscenza elementare), ed inoltre con l’affermarsi del filone di studi del cosiddetto “cognitivismo” (riduzione della conoscenza allo studio della mente).
Il presente libro esamina tutte le forme di teoria della conoscenza appena menzionate, ponendo in evidenza la degenerazione della dottrina dalle sue forme antiche alle sue forme moderne. Da tutto ciò scaturisce che la forma realista della teoria della conoscenza appare senz’altro la più condivisibile e sensata, ma scaturisce anche che essa deve venire integrata dal riferimento del pensatore alle forme più antiche della dottrina.