Una volta che ci si stabilisce nel modello astratto della “romanità prisca” si assume un atteggiamento contrario verso ciò che viene ritenuto essere un influsso “estraneo” all’autentica romanità, come le forme religiose provenienti dall’Etruria, dalla Grecia o dall’Oriente. Per produrre un giudizio corretto su presunti influssi o modificazioni incompatibili con la purità prisca, occorre definire rigorosamente quale sia l’origine di Roma, esaminando il processo per cui da una fase italica della tradizione religiosa si è passati ad una fase romana, con tutto ciò che questo ha comportato. È chiara la distinzione che esiste fra i troiani e gli elleni? È chiara la funzione che ha svolto Evandro? Man mano che gli uomini si sono allontanati dalle origini di Roma, la maggioranza di loro ha smarrito la chiara consapevolezza dell’origine italica di Roma, perciò non hanno più compreso appieno la continuità della tradizione italica in quella romana, né hanno valutato correttamente le sue altre diramazioni, pertanto sono state assunte delle posizioni che non erano pienamente conformi alla verità. In ogni caso, le posizioni che ancora oggi si oppongono all’accoglienza degli influssi greci e orientali non sono equilibrate, non rispecchiano l’atteggiamento generale dei Padri e non tengono conto di quanto è stato



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