Alle due posizioni precedenti si aggiunge il fatto che gli pseudotradizionalisti fanno richiami continui ai Padri e agli Avi della “stirpe” e sulla base di tali richiami approntano dei “culti privati” ai Lari e agli Eroi, affinché essi veglino sulla vita dei singoli o della famiglia. Altre volte vengono fatti richiami agli Avi con l’intento di evidenziare una presunta continuità di “sangue” o di “suolo” e “genio”, al fine di mostrare una certa validità tradizionale delle azioni che gli pseudotradizionalisti svolgono. Sul sangue “nostro” si insiste anche quando si vuole mettere in risalto un certo legame con la “nostra” terra e i “suoi Dei”, nel tentativo di circoscrivere l’identità romano-italiana ad una determinata terra o chiamando in causa la Patria. In queste posizioni si rilevano molte fantasie suggestive e diverse forzature, attraverso le quali viene data l’impressione dell’esistenza di una certa situazione, che in realtà non esiste, ma la suggestione è funzionale a generare una “religiosità romana” emotiva e sentimentale, ben lontana dall’autentica prassi religiosa romana, ma adatta ad alimentare chimere in senso neospiritualistico. In questa sede non tratteremo nei dettagli dei vari punti richiamati dagli pseudotradizionalisti, per la messa a punto di ogni singola questione rinviamo ad un testo



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