Italiam qvaero patriam et genvs ab Iove magno.[1] Questa dichiarazione di Enea esprime la ferma volontà di risalire le vie del Fato per riunirsi all’antica Madre Patria, l’Italia, ed al suo Genvs Divinvm discendente da Giove Magno. Le parole del Pater Indiges ci introducono al mistero della Terra Italia. È fondamentale, in questo contesto, comprendere la nozione sacra di Terra Italia, oggetto di Diritto Divino, e la sua inscindibilità dalla Patria romana. Le norme e il diritto, di natura divina, rendevano possibile costituire ager romanvs solo nei territori della Terra Italia, questa operazione richiedeva l’inaugurazione sacerdotale, che rendeva la terra templvm inavgvratvm. È altresì fondamentale considerare la norma divina che connette strettamente Terra Italia e pomerivm di Roma, potendosi estendere l’ampliamento dei confini romani solo fino ai confini della Terra Italia, i quali, con Augusto, vennero fatti coincidere, perchè Augusto diede compimento alla riunificazione della commvnis patria, Roma-Italia, la terra aurea e divina dei romano-italiani. Si definì così, dopo l’atto augusteo, in modo religioso e sacrale, la differenza fra la Terra Italia e le exterae terrae e, allo stesso tempo, la differenza fra il popolo romano-italiano e le exterae gentes. La figura divina di Italia era dipinta nel tempio di



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