L’organizzazione religiosa generale, la Società Religiosa Romano-italiana, che ha sede in Romagna, ha avuto una lunga gestazione, è passata poi attraverso un’organizzazione preliminare e infine si è costituita regolarmente con un’opera continuativa nel tempo. Questo lungo tragitto copre una durata di oltre cinquanta anni, durante i quali sono state messe a frutto le conoscenze e le pratiche religiose regolari svolte nell’ambito di diverse tradizioni religiose, in particolare la somma di esperienze realizzate è stata fondamentale nell’applicazione alla restaurazione, alla rivivificazione e alla riattualizzazione di quanto oggi è ancora possibile praticare della religione romano-italiana nell’ambito privato, l’ambito pubblico del culto è soggetto a notevoli limitazioni e non può essere regolarmente ricostituito nella sua completezza.
Alla restituita presenza operativa della pratica religiosa privata sono state introdotte, nel corso di quasi quattro decenni, molte persone, attraverso un insegnamento religioso completo e un’immissione alla vita religiosa integrale. Questa prassi richiede una partecipazione completa della persona a quanto la tradizione religiosa richiede, con tutte le difficoltà che questa comporta. Per via di tali condizioni, nel tempo è avvenuta un’ampia selezione delle persone che si sono ordinate alla religione, a partire da diversi interessi e motivazioni.
L’A.R.Q., in quanto emanazione esteriore della Societas Religiosa generale, opera ormai dal 1991 dell’era volgare, ma la sua precostituzione risale a circa quindici anni prima la sua definizione pubblica e, pur essendo l’espressione secondaria di un’organizzazione religiosa molto più ampia, anche l’Associatio è il frutto dell’opera del Padre Fondatore della Gens e della Societas, L.M.A. Viola. In estrema sintesi si può esporre l’opera precostitutiva dell’ente associativo in tal modo.
Il Padre Fondatore ha svolto una lunga pratica nell’ambito del cristianesimo cattolico fin dai primi anni sessanta del secolo cristiano scorso, la quale è stata continuata in un certo modo senza soluzione di continuità, poi è stata portata alle sue estreme conseguenze con la conoscenza e la pratica di ciò che costituisce il cristianesimo penumatico integrale più originario, il frutto di queste conoscenze, e della realizzazione corrispondente, è stato raccolto in una serie di volumi (Israele, Cristo e Roma, Forlì 2006, vol. I, Israele Cristo e Roma vol. II, Forlì 2007; La gnosi cristica integrale. L’autentica chiesa pneumatica e lo sviluppo della chiesa della fede, Forlì 2008; La chiesa della fede e la missione di salvezza delle nazioni. La sottomissione dell’umanità. Dall’azione antigiudaica all’opposizione alla filosofia, ai misteri e alle religioni dei gentili, Forlì 2008). Ma l’apertura ad una più ampia visione religiosa si è sviluppata alla metà degli anni settanta, con la conoscenza e la pratica del Buddismo Zen della tradizione Soto, fino a ottenere un’ordinazione e un’iniziazione specifica in merito. Nell’ambito del Buddismo l’esperienza pratica è continuata per molti anni e si è articolata anche nella fondazione di istituzioni e nello sviluppo di attività inerenti.
La conoscenza parallela e la pratica della medicina, della psicologia e della filosofia, sia in ambito convenzionale, che in quello tradizionale, ha permesso al Padre Fondatore di costituire diverse istituzioni ove si è svolta la pratica di queste arti e scienze particolari. A queste discipline si sono associati la pratica e l’insegnamento delle arti marziali orientali prima, e poi di quelle occidentali, e la pratica dell’alpinismo ad un certo livello nelle Alpi, discipline tuttora praticate e insegnate come le altre. L’approfondimento necessario delle diverse tradizioni buddiste ha portato prima ad approfondire la tradizione spirituale cinese, per ricevere istruzioni e conoscenze da maestri taoisti di vario genere, fino a conoscere le pratiche dell’alchimia taoista, che sono alla base delle arti marziali interne e di certi tipi di meditazione mutuati dal Chan e poi dallo Zen. Successivamente è avvenuto il confronto con la tradizione spirituale indù, con tutto ciò che in essa riguarda la disciplina metafisica che le diverse vie religioso/iniziatiche hanno prodotto, dal Vedanta, ai vari tipi di Yoga, al Tantra. Quest’approccio estensivo della conoscenza ha portato anche a sviluppare una tendenza sempre presente nella persona del Fondatore, la comparazione e la concordanza delle diverse vie, in vista della loro unificazione/pacificazione, questa tendenza ha trovato poi una compiuta attuazione in una fase successiva dell’opera costitutiva.
Al principio degli anni ottanta si è rivelata molto importante la conoscenza dell’indirizzo perennialista, nel quale viene promossa l’Unità Trascendente delle religioni, mediante la dimostrazione dell’essenziale identità delle diverse tradizioni spirituali dell’umanità, con lo scopo di farle dialogare per concordarle e unirle in una Suprema Pace. L’approfondimento delle vite e delle opere intere degli esponenti delle dottrine religiose ed esoteriche, e delle dottrine tradizionali in generale, ha reso possibile integrare e sviluppare, in una dimensione assolutamente onnicomprensiva, quanto era già stato svolto in profondità in diverse tradizioni spirituali. Questo passaggio ha consentito anche il recupero della conoscenza dell’origine della religione, della cultura e della civiltà romano-italiana, così come delle forme della spiritualità che si sono manifestate in ambito europeo e mediterraneo, le filosofie tradizionali pitagorica, platonica, aristotelica e stoica, fino alle diverse iniziazioni misteriche e alle tradizioni esoteriche che derivano dalla civiltà persiana e da quella egiziana.
La volontà di andare fino in fondo nella conoscenza delle origini e dell’identità religiosa propria degli Italiani, così come della storia della tradizione spirituale autoctona, ha promosso, fra i primi anni ottanta e i primi anni novanta, l’apertura di relazioni con diverse personalità e l’avviamento di esperienze in diversi enti, nell’ambito italiano ed europeo. Le ricerche e le esperienze purtroppo si sono rivelate spesso deludenti, dopo la lunga esperienza svolta nelle grandi tradizioni spirituali il quadro che si rivelava era abbastanza desolante, i diversi enti, le personalità e le istituzioni si sono rivelate carenti di regolarità, legittimità, ordine, coerenza, completezza, comunque mai all’altezza dei corrispondenti presenti in altri contesti religiosi. In generale si è riscontrata una più o meno evidente irregolarità nelle diverse iniziative e nelle opere, così come l’incapacità a dare una chiara dimostrazione della legittimità delle varie azioni, fondando solidamente le diverse posizioni in una chiara fedeltà alla tradizione divina autorevole nella quale i singoli enti volevano collocarsi, specie quando alcuni di essi ambivano ad essere rappresentanti autorevoli di una data tradizione.
Le richieste del rispetto rigoroso della tradizione, lo scrupolo severo nella regolarità, il rispetto fedele di leggi religiose, civili e morali, sono stati continuamente disattesi, in diverso modo, da diversi enti e personalità, spesso non si è riscontrato il minimo adeguamento allo statuto di altri enti religiosi tradizionali. In generale si sono evidenziati una mescolanza delle cose più diverse, riferimenti impropri ed esteriori alle tradizioni spirituali, misti a modernismo, superficialità, opinioni soggettive e passionali e quanto altro possa produrre dei risultati alterati ed inadeguati sotto diversi profili. Nell’ambito di diversi enti ‘tradizionalisti’ che vorrebbero riferirsi alla tradizione religiosa romano-italiana, così come nell’ambito di quegli enti che si riferiscono alla filosofia classica occidentale, pitagorica, platonica e stoica, ma anche in quegli enti che si rifanno all’ermetismo o all’alchimia, sono stati riscontrati i medesimi problemi, le medesime carenze e, in generale, significative irregolarità. Per cui queste presenze non reggono il confronto con analoghe istituzioni presenti nelle altre tradizioni religiose e spirituali, delle quali il Padre Fondatore ha avuto una lunga esperienza e un’approfondita conoscenza, conseguita nel corso di diversi decenni di operatività.
In particolare, nell’ambito di ciò che viene ancora definito “tradizionalismo romano”, si sono rivelate attività che si risolvono in una sterile erudizione di carattere filologico, letterario, storico e archeologico, per lo più aventi un carattere profano, queste attività sono mescolate ancora oggi ad una vuota retorica tradizionalista, tendenzialmente evoliana e con tratti neospiritualistici sempre più pronunciati, che non ha quasi nulla a che vedere con la natura e la prassi della religione romano-italiana, specialmente con la sua realtà vissuta, con la sua pratica completa e coerente. Vi sono poi ambienti in cui è presente un certo attivismo pseudoiniziatico, misto ad un attivismo politico profano e ad altri elementi che si discostano completamente dalla regolarità religiosa tradizionale. Questi indirizzi raramente incidono nella vita dei soggetti che vi aderiscono, nel senso di una regolare vita religiosa e, in particolare, di un’ascesi spirituale effettiva, specialmente non collocano mai l’uomo nell’ambito di un’autentica tradizione religiosa completa, come succede invece per le vere tradizioni spirituali. Quanto è stato riscontrato in origine aveva diversi tratti di degenerescenza, poi le cose sono ulteriormente peggiorate, fino alla costituzione della grave situazione attuale (per approfondire questa situazione si vedano: A.R.Q., Il Tradizionalismo Romano. Limiti, errori e indirizzi critici di un moderno fenomeno pseudoreligioso, Forlì 2024; A.R.Q., La Via Romana agli Dei. Le illusioni e gli inganni dei tentativi di restaurazione dell’antica religione romana, Forlì 2025).
Nel corso degli ultimi venti anni, in particolare modo dall’inizio degli anni dieci di questo secolo volgare, sono comparse iniziative ed enti improvvisati, promossi da soggetti giovanissimi, la cui regolarità religiosa appare assai scarsa o nulla, le varie azioni prodotte da questi indirizzi sono deleterie e svianti, il loro carattere può essere facilmente individuato da chiunque abbia una minima preparazione religiosa tradizionale.
La volontà originaria di svolgere la più ampia azione pacificante universale, accresciuta dall’ispirazione e dalla osservanza della “funzione bodhisattvica”, ha permesso al Padre Fondatore di accogliere le conoscenze religiose realizzate e accordarle agli indirizzi del perennialismo universale, per dare avvio poi ad un’ampia opera di recupero, rivivificazione e riattualizzazione di quanto oggi è ancora possibile della tradizione religiosa e civile degli Italiani. Una precisa azione dunque è stata svolta nel corso di più quaranta anni, in particolare dal 1982 e.v., la quale ha portato via via alla costituzione di istituzioni religiose private regolari sempre più complesse, ordinate, coerenti e complete. L’approfondimento progressivo, rigoroso e severo, dell’adeguato rispetto dell’autorevole tradizione divina romano-italiana, sia pubblica che privata, ha portato al miglioramento continuo del rispetto della regolarità tradizionale, così come alla fondazione rigorosa e precisa della legittimità che un’azione del genere deve avere, una serie di elementi che, assai difficilmente, si riscontrano in iniziative apparentemente analoghe.
La “regolarità” riscontrata nella maggioranza degli istituti religiosi tradizionali esperiti, confrontata con il grande caos in cui versa l’Occidente europeo, richiedono la massima attenzione per fondare la regolarità dell’azione religiosa che si intende svolgere. Quest’azione deve fondare sul rispetto rigoroso e fedele di ciò che è stato trasmesso dalle autorità legittime nella tradizione, se tutto ciò non si può compiere, non è possibile realizzare nessuna riattualizzazione della religione e della sua tradizione, anche della sola pratica del culto privato.
L’Associazione Romània Quirites, pur avendo un carattere relativamente esteriore, presenta due tratti fondamentali nella sua azione, l’insistenza sulla natura e l’osservanza della regolarità tradizionale e il rispetto fedele e rigoroso della tradizione autorevole, per quanto possibile oggi. In accordo a questa disposizione l’Associazione si attiene esclusivamente alle modalità operative proprie di ogni ente religioso tradizionale. Per cui non accoglie nella sua opera approcci alla romanità che hanno un carattere profano, come ad esempio gli studi accademici e i loro relativi metodi controtradizionali, come il metodo storico-critico. Di conseguenza l’Associazione non svolge attività profane, né le promuove attraverso i comuni mezzi di comunicazione. Come ogni ente tradizionale, si applica alla formazione operativa e realizzativa, nel rispetto del magistero autorevole dei Padri.
Trattare oggi di rigorosa regolarità tradizionale, quando gli individui postmoderni sono mossi da una licenza anarchica disordinata e da una superbia profana autoreferenziale di diversa natura, è assai difficile, ma questa linea di condotta è fondamentale nel disordine e nel marasma attuale, una linea che ha contraddistinto e contraddistingue l’azione religiosa tradizionale che è stata svolta nel corso di diversi decenni, una linea che ha permesso di dare corpo ad un ente, ad un’organizzazione e ad un’opera che hanno un carattere preciso, la cui natura e la cui funzione vengono esplicate nelle diverse sezioni del presente sito istituzionale.