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L’importanza della formazione del vero discepolo religioso

L’opera dell’A.R.Q. prepara alla vita religiosa nelle sue due dimensioni, quella elementare e quella superiore e completa, perciò si concentra sulla formazione del vero discepolo religioso, del vero studiosus, il solo che può dedicarsi allo studium sapientiae secondo il modello consegnato dai Padri. Oggi è sempre più difficile costituire un vero discepolo da immettere nella via religiosa e civile, perciò l’opera dell’A.R.Q. è dedicata con cura alla progressiva strutturazione interiore del soggetto religioso, in modo che esso sia veramente preparato ad affrontare i vari gradi dello sviluppo previsti dalla cultura romana classica. Prima di immetterlo in un ordine di vita che sia interamente ordinato al fine proprio della sapientia civilis, occorre che l’uomo realizzi determinate caratteristiche, in particolare egli deve essere completamente convertito, interiormente ed esteriormente, al fine ultimo dello studium, perciò tutto il suo essere deve aderire, in ogni parte, al fine di Salute da raggiungere. È chiaro che solo colui che si rende educabile, ammaestrabile, docile alla docenza, può ricevere correttamente linsegnamento e il magistero educativo, se il soggetto non si allinea completamente a colui che trasmette la sapienza religiosa tradizionale, egli non può accogliere l’influsso spirituale trasformante, né dare avvio ad una vera prassi realizzativa efficace. Se l’animo non ottiene compiutamente la prima modestia, se non risolve la viziosità superba che lo caratterizza, se non si stabilisce nel credere Deos, e dunque nella retta relazione a Dio, e perciò anche nella retta relazione all’autorità religiosa, non sarà mai un vero discente e la via non potrà mai essere intrapresa correttamente, quindi nessun vero risultato virtuoso potrà essere conseguito realmente.

Per divenire veri studiosi, capaci di studium tradizionale, occorre una preparazione preliminare, altrimenti si rimane falsi studiosi applicati in modo empio e vizioso ad una vana erudizione esteriore, come accade ai falsi studiosi presenti ormai in pressoché tutti gli enti scolastici profani. L’insegnamento religioso tradizionale è volto a costituire dei precisi stati dell’essere, a cui ineriscono precise virtù potestative, grazie alle quali l’intero uomo opera efficacemente secondo la Giustizia Divina, in costante accordo con la Provvidenza in ogni pensiero, parola e azione. Per attuare questo risultato è però necessario disporre di uno stato d’animo “discente”, che sia interamente ordinato, interiormente ed esteriormente, al conseguimento dell’obbiettivo religioso prefisso. La vita del vero studioso è perfettamente accordata con coerenza al fino ultimo da realizzare, mentre il falso studioso non ha alcuna di queste caratteristiche.

Lattività che si svolge nellAssociazione Romània Qvirites prepara lanimo alla discenza regolare, senza la quale lo sviluppo della cultura completa delluomo integrale, e perciò anche la pratica della vita religiosa completa, non sono possibili. Per ordinare tutti gli aspetti dell’esistenza alla Provvidenza Divina occorre possedere un vero credere Deos, per sacralizzare la condotta occorre una completa abnegazione, e perciò il superamento di ogni superbia, perché la religione è ciò che è voluto da Dio nell’uomo e l’uomo deve compiere oggettivamente la Volontà di Dio senza alcuna alterità, così è veramente pivs. Solo in tal modo si può rendere presente nell’animo l’influsso spirituale provvidenziale di Dio, che rende l’uomo un irraggiamento salutare della Sua Presenza gloriosa in questo mondo.