a) La tradizione divina romano-italiana. Che cosa è la tradizione. La regolarità della tradizione. I criteri per valutare la regolarità della tradizione. La difesa della regolarità della tradizione. Fede religiosa e rigorosa osservanza della tradizione. Le modalità attraverso cui si si corrompe la tradizione. Conseguenze derivate dalla corruzione e dall’abbandono della tradizione. La regolarità della tradizione nel periodo repubblicano e l’azione sovversiva della plebe. La regolarità della tradizione nel periodo imperiale fino alla crisi del periodo di transizione.
b) Il Divino Impero, i secoli di presenza dell’attività imperiale romana nell’Orbe. La progressiva emersione della sovversione operata dalla Chiesa cristiana della fede. L’azione sovversiva nei confronti dell’Impero Romano alla metà del secondo secolo. L’assunzione del controllo della direzione civile da parte della Chiesa della fede. La prevaricazione nell’ordine religioso e civile, l’emergenza eversiva della chiesa psichica e sue modalità di opposizione nei confronti di Roma e del suo Impero. La prima produzione apologetica e la costituzione di un fronte sovversivo nei confronti dell’ordine imperiale romano al fine della sua distruzione. Le mire temporalistiche della Chiesa della fede e la collusione con l’ordine civile terreno. Le accuse della chiesa pneumatica alla chiesa della fede per il suo coinvolgimento nel secolo e nella politica temporale. L’azione imperiale di contenimento e di ordinamento dell’attività eversiva della Chiesa della fede. L’azione imperiale volta a conservare la pace trascendente fra le religioni e le nazioni fra il terzo e il quarto secolo. Il quarto secolo, l’attività crescente di avversione apologetica, di esclusivismo, di particolarismo violento della Chiesa della fede. La costituzione di Imperatori cristiani e la politica imperiale deviata da Costantino a Teodosio. Una particolare e ristretta fazione dei cristiani psichici ha operato per sovvertire integralmente l’Impero Divino Romano. L’abolizione violenta del culto pubblico della religione romano-italiana fra Teodosio I e Teodosio II. La distruzione estensiva e violenta dei templi, dei culti, delle istituzioni filosofiche fra Teodosio II e Giustiniano. L’ingresso nel Medioevo e l’estensione europea della cristianità della fede.
c) Il Mistero della Regalità Divina e la situazione politico-religiosa dell’umanità alla fine dei tempi. Israele, regno di sacerdoti. Israele, nazione dalla dura cervice. L’isolamento e l’esclusivismo ebraico. Il piano israelita di sottomissione delle nazioni. Apocalittica giudaica e vittoria di Israele sulle nazioni. Israele contrasta Roma e la tradizione del Regno Divino. I cristiani sono il vero Israele. La funzione messianica di Gesù. La chiesa originale di Gerusalemme. Gesù costituisce la regola della tradizione. Paolo distingue il suo vangelo e definisce la sua missione. La radicalizzazione della missione di Israele nei cristiani. L’affermazione della Chiesa della fede e l’occultamento delle tradizioni esoteriche. La fede sopravanza la gnosi. Il degrado dell’iniziazione cristiana nella Grande Chiesa. L’occultamento dell’Impero Divino Romano. La missio ad gentes e la distruzione delle religioni gentilizie. La sottomissione delle nazioni al Dio di Israele. L’azione distruttiva della Chiesa della fede verso giudei e gentili. Errori dell’apologetica cristiana e relative conseguenze. Gli effetti nei secoli della missio ad gentes. I limiti dell’attuale teologia cristiana delle religioni. La persistenza di errori e pregiudizi radicati che impediscono il dialogo interreligioso e la ricerca della pace. La risoluzione impropria, in tema di religioni, del Concilio Vaticano II. Gli ultimi Papi conservano il plurisecolare esclusivismo della Chiesa Cattolica.
d) Sua cuique civitati religio. La tradizione della Sapienza Divina Eterna e l’esoterismo assoluto. La via per l’autentico dialogo religioso e la ricerca della Pace Trascendente: l’esempio di Quinto Aurelio Simmaco. Limiti di diversi approcci allo studio delle religioni. Il metodo tradizionale. La via intellettiva. La metafisica integrale delle religioni. I fondamenti di una corretta azione per la comprensione pacificante delle religioni. La metafisica classica e l’ordine politico-religioso universale romano, modelli di dottrina e azione. La funzione della Pax Augusta e l’attuazione della Pace e della Giustizia perfette, sovrareligiose e sovrannazionali. La romanitas come superamento di ogni forma di barbaritas. La Chiesa Cattolica e l’Islam non possono rivendicare una missione religiosa assoluta, né possono condurre le nazioni del mondo alla pace unitaria trascendente.
e) La continuità della tradizione religiosa romano-italiana nel periodo Tardo Antico. Trasmissione del nucleo essenziale della tradizione divina romano-italiana nell’Alto Medioevo. Scolastica, cultura, letteratura e formazione del cittadino secondo l’humanitas Il recupero progressivo dell’esoterismo romano nel Basso Medioevo, la continuità della tradizione virgiliana e del platonismo romano. Precisazioni sulla natura dell’Impero Cristiano medievale e sulle sue relazioni con l’Impero Divino Romano. Precisazioni sulle relazioni dei guelfi e dei ghibellini con la tradizione religiosa romano-italiana. Dante e la tradizione religiosa romano-italiana. Il Mistero del Graal e la tradizione religiosa romano-italiana. Il progressivo degrado del Sacro Impero e l’emergenza delle monarchie nazionali.
f) La tradizione religiosa romana nel Rinascimento umanistico italiano. L’ampio movimento di restaurazione e di ricostituzione della prassi degli studia humanitatis. Il recupero del magistero ciceroniano e la riorganizzazione della formazione religiosa e civile dell’uomo romano-italiano. Il modello della civilizzazione dell’Orbe secondo la romanitas. Cicerone, esponente della sapienza divina aurea nel contesto romano. Il magistero tradizionale di Cicerone volto alla restaurazione originale dell’uomo e della civiltà. La ricezione del magistero tradizionale ciceroniano e i movimenti intellettuali e culturali del XIV secolo. La restaurazione del felix aevum, del tempo in cui fiorirono le belle lettere latine e romane, lettere auree. La palingenesi letteraria e filosofica che restituì lo spiritus della romanitas, la sapientia maiorum e il cursus degli studia humanitatis nella loro completezza. Il superamento dell’oscurantismo medioevale e il ritorno dello splendore degli antichi secoli. La preghiera di Petrarca e l’anima essenziale del mos maiorum. La restaurazione del secolo d’oro e dell’originaria età romana nell’evo contemporaneo al poeta. La missione di Petrarca e la riattualizzazione dell’epifania del regno apollineo dell’Essere e della sapientia inerente. La renovatio e la volontà di restauratio delle condizioni divine originarie dell’umanità aurea. L’impegno per riattualizzare in evo l’ultima costituzione del Regno Divino. Il Regnum Apollinis fondato dal Divus Augustus. La renascita dell’antico ordine divino di cose, scopo primario degli umanisti classici romani. La continuità della tradizione della humanitas-romanitas dal secolo XIV al XVI. La critica antitradizionale alla disciplina umanistica classica romana. Il modernismo cinquecentesco negli studia humanitatis e la sovversione della tradizione romana classica. L’affermazione dell’individualismo esegetico ed ermeneutico e la transizione alla disciplina sovversiva delle lettere nella modernità.
g) La continuità della tradizione romano-italiana fra Rinascimento e Risorgimento. La conservazione della tradizione classica nei secoli XVII e XVIII. Il Risorgimento della nazione italiana, suo senso, fondamento e fine. Relazioni esistenti fra la regolarità della tradizione religiosa romano-italiana e il Risorgimento del XIX secolo. Limitazioni specifiche, deviazioni ed irregolarità del Risorgimento nazionale. Il Risorgimento nazionale come una tappa della catabasi della tradizione imperiale augustea nel quadro delle restaurazioni cicliche del mistero di Roma-Italia. Risorgimento e ricostituzione in forma degradata e moderna dell’Italia romana. La compromissione del Risorgimento con la tendenza atea e areligiosa degli Stati moderni. Esponenti diversi, personalità e organizzazioni che si sono riferiti alla tradizione religiosa romana in vario modo nel secolo XIX. Il senso religioso della Prima Guerra Mondiale.
h) La continuità del Risorgimento nel Fascismo. La tradizione religiosa romano-italiana e il Fascismo. La vena occulta del tradizionalismo italiano nel Risorgimento e i suoi sviluppi alla radice del Fascismo. Influsso marginale delle personalità e dei nuclei rifacentesi a Roma-Italia nello sviluppo del Fascismo. Limiti, parzialità, errori e deviazioni del Fascismo. Il Fascismo come ultimo grado della catabasi della tradizione imperiale augustea. La restaurazione fascista come aspetto parziale e materializzato della restaurazione ciclica del Mistero di Roma. L’approccio esteriore alla romanità da parte degli eruditi fascisti e dei gerarchi del regime. La mancata ricostituzione regolare del Fascismo nel contesto della tradizione religiosa romano-italiana autentica. Confusioni, contraddizioni, distorsioni circa la comprensione dell’essenza di Roma-Italia nell’ambito del Fascismo. Commistioni improprie, irregolarità e concessioni indebite alla religione cristiana in ambito fascista. Indirizzi politici e militari aberranti del Fascismo e la rovina dell’Italia. Il senso arcano della Seconda Guerra Mondiale.
i) Il secondo dopoguerra e la consegna dell’Italia al mondialismo globalizzato. Abbandono di ogni tendenza alla ricostituzione della vera Italia romana nello Stato repubblicano. L’azione del sistema politico antitradizionale volto al completo sradicamento dell’Italia e degli italiani dalle loro radici metafisiche e spirituali originali. Dalla retorica antifascista alla retorica antitaliana, in funzione della cancellazione di ogni possibilità di ricostituire l’uomo romano-italiano nella sua dimensione religiosa e civile autentica. La subordinazione dell’Italia al processo della globalizzazione planetaria promosso dalla sovversione antitradizionale. La nuova Italia mondialista e lo stato-nazione postmoderno. La ricostituzione a rovescio dell’Europa. La politica e la cultura a rovescio per la realizzazione della società atea e areligiosa dell’individuo anonimo e subpersonale. L’italiano ridotto a individuo indifferenziato, atomo livellato al più infimo grado dell’esistenza e omogeneizzato ai fini mondialisti.
l) Il fine escatologico parodistico a cui è volta l’umanità nichilistica. La confluenza dell’Italia, delle sue istituzioni e del suo governo alla realizzazione della parodia dell’unità trascendente delle nazioni e delle religioni. L’assorbimento delle nazioni nell’internazionalismo di carattere sovversivo. Il mondialismo e le sue istituzioni. Le organizzazioni volte a costituire l’inversione oscura e svuotata della perfezione originale dell’umanità. L’Organizzazione delle Nazioni Unite quale parodia dell’unità trascendente di nazioni e religioni costituita dall’Impero Divino Romano. La funzione alterata dell’Europa rispetto alla sua costituzione originale. Il livellamento di ogni istituto civile all’economicismo radicale. La politica a rovescio e l’annullamento di ogni identità nazionale e differenza etnica, culturale e religiosa. L’appiattimento economico totale e la costituzione dell’individuo iperconsumistico radicale, soggetto esclusivamente alla sopravvivenza bestiale. La costituzione del governo unitario mondiale, parodia sinistra del Regno Divino Universale. Il punto terminale della catabasi dell’umanità e della civiltà. Il ribaltamento dello stato di perfezione aurea delle origini e la riproposizione caricaturale dell’ultimo Impero Universale Assoluto, l’Impero Divino Romano.