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PRIMO MODULO – IL REGIME DI TRANSIZIONE DALLA VITA PROFANA ALLA VITA RELIGIOSA

I fondamenti della completa conversione pratica dell’animo. Il conseguimento del credere Deos e il raggiungimento della prima modestia. La completa costituzione della ragione secondo il credere Deos. La ragione religiosa e la conversione della volontà. Affinché vi sia conversione completa di ogni atto della volontà e dunque di ogni azione dell’esistenza, l’animo  deve essere compiutamente religioso. La vita religiosa è unitaria, coerente, organica e integrale. L’animo pio misura ogni tratto dell’esistenza obbedendo alla Sapienza e alla Provvidenza Divina. L’uomo religioso compie ogni cosa religiosamente con pietas. Il religioso non ha una condotta religiosa parziale, egli è sempre religioso. Tutta la persona va accordata alla misura della Verità e della Giustizia Divina. La visione religiosa generale delle cose non è sufficiente per compiere una vita religiosa.

L’uomo religioso ha una vita coerente con l’Essere Divino, perciò esercita una morale di tipo religioso. La pratica tradizionale integrale della persona religiosa. Come si passa dall’attività interiore della ragione convertita alla vita religiosa pratica. Se la volontà non è stata determinata religiosamente non ci può essere vita religiosa. La costituzione del credere Deos, fondamento del Deos sequi. Come si passa dal credere Deos al Deos sequi. Il Deos sequi e la pratica della vita  religiosa completa. Per eliminare qualsiasi inclinazione viziosa della volontà occorre tradurre la conversione interiore nella pratica operativa concreta. Il religioso non trova accordo con gli atei e con gli empi. Il religioso non vuole compiere più alcuna attività irreligiosa, empia e ingiusta. Il religioso non può pensare una cosa e farne un’altra. Senza conversione pratica completa non c’è animo religioso che eserciti vera pietas. L’animo religioso si esprime nella vita religiosa coerente e completa. Essere religioso e agire religiosamente devono essere sempre una sola cosa. Occorre giungere all’unità completa di essere e vita. Facere docet religionon dicere: esame di Seneca, Lettere a Lucilio, 20, 2.

Le condizioni fondamentali della disciplina morale religiosa. Modestia, gravitas, meditatio. L’animus modestus fondamento della vita religiosa. Senza modestia non vi è volontà religiosa. Essere modesto significa anche osservare la ratio debiti. Senza modestia non vi è honestas, né pietas.

La serie degli elementi interiori necessari alla disciplina religiosa fondamentale. Dalla modestia procede la gravitas. La gravitas è fondamento della disciplina interiore della meditatio. Elementi fondamentali della meditatio romana. La condotta regolata e misurata di tutte le parti dell’anima e del corpo. Tradurre il vero nel giusto e nel bello.

Il vir religiosus e la meditatio. La dottrina fondamentale dell’unità della giustizia, dell’onestà e della bellezza nella religione romano-italiana. La dottrina del prepon secondo i greci. L’essenza del bello nella scultura, nella forma e nell’accordo dell’atto interiore con la bellezza morale esteriore. Filosofia del prepon. Cicerone e la dottrina dell’honestum decorumque: esame di Cicerone, De Officiis, I, 93 e segg. Il prepon, senso estetico della disciplina armoniosa dell’istinto irrazionale. Prepon e decorum. Il decorum esplicita in modo sensibile l’honestum. Honestum decorum sono inseparabili. Il principio essenziale della morale romana: honestum decorumque. Il discernimento fondamentale fra honestum e turpis. Il decorum accompagna ogni atto honestum. Lo splendore del giusto nel bello morale. Decorumdecens, decentia. È decens ciò che è honestum.

Il vir ha una condotta regolata in ogni suo aspetto. Solo ciò che è honestum decorumque è conforme alla dignitas hominis. La bellezza dell’animo romano: esame di Cicerone, De Officiis,  I, 28, 98. Il decorum si vede in tutte le azioni interne ed esterne. La relazione che esiste fra bellezza, ordine e convenienza in ogni azione: esame di Cicerone, De Officiis, I, 35, 126. La differenza che esiste fra la dignità virile e la venustà femminile: esame di Cicerone, De Officiis,  I, 36, 130. La regola fondamentale di ogni azione. La via del bello e l’honestum decorumque.

La despicientia del magnanimus. Solo l’honestum decorumque è desiderabile e degno di stima: esame di Cicerone, De Officiis, I, 66-67. La disciplina della despicientia del magnanimus. Il magnanimus e la despicientia della gloria esteriore. La via romana della magnanimitas alla divinizzazione. Il disprezzo di ciò che non è conforme all’essere e alla dignità propria dell’uomo. Il disprezzo per il turpe, l’indecente, il vizioso. La fierezza divina del magnanimus. Onorabilità, magnanimità e honestum decorumque.

Il decorum nella vita globale della persona. L’animo deve manifestare la misura della bellezza del genio romano in ogni atto. La scelta del genus vitae. La scelta dell’opus vitaeUtilitas e decorum. Prudenza costante, ponderazione di ogni cosa, regolazione di ogni tratto della condotta. Il contegno attentamente calcolato, privo di ogni perdita di controllo, del vir romanus. La regolazione della condotta fino al “battito di ciglia”: esame di Cicerone, De Officiis, I, 146. Il concetto di parva delicta. Armonia e proporzione del comportamento. Evitare anche le più piccole pecche. L’estetizzazione della condotta non va cercata. L’adfectatio e la vera cultura del decorum.

La meditatio continua e la perfezione dell’honestum decorumque. L’honestum e lo splendore del Mos Maiorum. Il Mos Maiorum e la dignitas hominis. La disciplina dell’honestum elimina ogni bestialitas dai tratti dell’animo e dalla vita dell’uomo. Fare risplendere la nobilitas dell’animus. La relazione esistente fra nobilitas e gentilitas. La relazione esistente fra humanitas e gentilitas. Le fasi di assunzione della disciplina dell’honestum decorumque. La fase relativa all’osservanza dei praecepta. Dai praecepta all’ars vitae. L’arte della vita religiosa romana sgorga spontanea dal cuore modesto e temperante. La ricerca della modestia, fondamento della disciplina dell’honestum decorumque. Agire in ogni momento come se si fosse sempre in presenza di Dio. L’animo è giudicato continuamente da Dio e perciò viene premiato o punito in conseguenza dei suoi atti. Non c’è un momento in cui si ostenta bontà e un momento in cui ci si abbandona alle cose turpi. Occorre superare ogni dualismo e raggiungere la perfetta coerenza di ogni atto interno ed esterno della condotta. Veracitas e sinceritas. Il corretto sviluppo morale fonda sulla retta costituzione della modestia e del credere Deos. L’attuazione del Deos sequi e la disciplina dell’imitazione della Bontà Divina, fino all’identificazione con Dio nell’attuazione delle virtù esemplari.

Seconda parte: Il regime di transizione dalla vita profana alla vita religiosa

Natura, struttura e scopi del regime di transizione. La vita del soggetto profano e la sofferenza della condizione corporale. L’inversione delle facoltà e la soggezione allo stato demonico sublunare. La conversione rettifica le facoltà dell’anima e le orienta a sapientiavirtus amor. La conversione completa delle facoltà dell’anima immette regolarmente nella vita religiosa. Il religioso, una volta costituito nella disposizione pia, si eleva nelle virtutes. Il primo stadio della via comporta la realizzazione delle virtutes civili. L’animo comune non può passare, senza alcuna transizione, dalla vita profana, viziosa, alla vita religiosa, virtuosa. Il senso della gradualità della attuazione pratica della conversione interiore. L’uomo di oggi e la necessità di gradualità nel passaggio alla vita religiosa pratica. Il passaggio graduale dalla vita secondo bestialitas alla vita secondo humanitas.

Favorire l’impostazione della disciplina di virtus e pietas nell’assunzione del Mos. Saggiare la natura e la vocazione degli aspiranti alla vita religiosa. Verificare le intenzioni e le capacità di sostenere la vita religiosa completa. Impostare la disciplina completa di corpo, anima, intelletto. Impostare le linee di base per la pratica delle virtù naturali, morali, civili e religiose. Mettere in condizione la persona di partecipare ad un ordine religioso di vita attraverso il completamento della cura preliminare dei difetti più grossolani dello stato fisico, psichico e morale già avviata durante la Formazione Religiosa Propedeutica. Verificare se vi sono proclivitates difficili da curare o incurabili. Verificare se il soggetto sarà costante nella completa adesione ad una disciplina morale e rituale religiosa.

Scopo del regime di transizione. Determinare la prima conformazione pratica dell’animo all’ordine morale e religioso oggettivo. Determinare la prima risoluzione della bestialitas. Immettere l’animo alla pratica dell’humanitas e della gentilitas. Impostare la rettifica delle più evidenti deficienze psico-fisiche, morali e civili della personalità del religioso. Impostare l’adeguata educazione morale religiosa. Fornire una preliminare conoscenza della persona psicofisica contingente in funzione dell’educazione religiosa romano-italiana. Determinare la disposizione ad essere educati e formati nella via della humanitas classica romano-italiana. Realizzare i principi delle virtù naturali, morali, civili e religiose. La vita religiosa può essere svolta solo da chi ha la capacità di svolgerla. Il regime di transizione che articola il Deos sequi conduce all’acquisizione di questa capacità. Riorientare la barbaritas del soggetto alla romanitas. Mettere in condizioni l’animus di realizzare compiutamente la condotta del religioso. La definizione delle condizioni fondamentali per attuare l’educazione religiosa con precisione, costanza, dedizione, fede, obbedienza.

La struttura del regime di transizione. La divisione fondamentale in quattro parti del regime. Il regime di transizione relativo all’igiene del corpo in funzione delle virtù naturali. L’attuazione del regime di transizione in rapporto alle condizioni psicomorali. La preparazione alla disciplina delle virtù morali. La funzione del regime di transizione nella disposizione del regime di vita civile e sociale rettificato. La preparazione all’attuazione delle virtù civili. La disposizione del regime di transizione in funzione della pratica religiosa elementare della persona. La preparazione alla condotta della virtù religiosa della pietas. L’applicazione armonica e continua del regime di transizione nella prima fase della vita religiosa. Dal disordine caotico della vita atea e profana all’ordine misurato e bello della vita virtuosa, nobile e religiosa.

Punti generali del regime di transizione dalla vita profana alla vita religiosa. Emergere dalla bestialitas per costituire l’humanitas. Il superamento dell’edonismo utilitaristico pragmatico, bestiale e immorale. Il superamento della soggezione lussuriosa al piacere cinetico. Il superamento della soggezione all’avaritia. Il superamento della soggezione all’ambitio. Il superamento della sub-morale contro natura propria dell’individuo bestiale. La società attuale e il regime di transizione. La disciplina della vita retta e buona nella società completamente atea e dissoluta. Le basi della vita civile condotta nell’ambito della società soggetta a barbaritas. Assumere il regime di transizione come base dello sviluppo dell’anabasi completa dell’animo. Il regime di transizione e l’impostazione delle condizioni per attuare la cultura animi completa. L’impostazione fondamentale della cultura animi e dell’attuazione delle disciplinae e delle artes che portano alla perfezione della humanitas-romanitas. L’impostazione della disciplina in funzione degli studia humanitatis. La persona è qualificata per l’accesso agli studia quando dimostra di essere capace di attuare una vita completamente ordinata in modo religioso. Senza la disciplina degli studia humanitatis l’uomo rimane bestia. Comprendere autenticamente che cosa significa essere uomo e attuare la perfezione della dignitas hominis.

La formazione religiosa preliminare
Orientamenti Filosofico Religiosi Tradizionali(OFRT)
Formazione Religiosa Introduttiva(FRI)
Formazione propedeutica dell’animo religioso(FRP)
I contenuti specifici dell’insegnamento della Formazione Propedeutica alla Religione Romano-italiana
La Formazione Religiosa Fondamentale(FRF) alla vita religiosa completa