I risultati generali della fine del processo di costituzione del credere Deos. Prima modestia. Credere Deos elementare e coscienza religiosa tradizionale romano-italiana. Integrazione nell’universo religioso romano-italiano. L’animo stabile nel primo credere Deos e la costituzione della recta fides. La conversione compiuta. La coscienza religiosa fondata continuamente sul timor Dei. La presenza continua a Dio, alla Sua Provvidenza e alla Sua Giustizia. Radicamento dell’animo nella Realtà Divina. Fondamento del pensare e dell’agire diventano la Sapienza Divina e la Provvidenza. Opinione oggettiva staccata da credulitas. Adesione oggettiva ai contenuti della conoscenza vera in Dio. Adesione oggettiva ai contenuti della conoscenza vera in Dio. Sospensione della vita fondata su oikeiosis animale e costituzione dell’animo secondo l’oikeiosis deontologica.
Prima determinazione della volontà nel senso del Deos sequi e dell’Amor Fati. Rispetto continuo della Giustizia Divina. Rispetto continuo della iustitia adversus Deos. La pratica del primo officium: la pietas. La coscienza che nulla avviene senza la disposizione divina giusta. La disposizione per cui si ritiene che tutto ciò che è stabilito divinamente sia immutabile. Solo la pietas è ascoltata dagli Dei. Stabilirsi nella firma fides per accogliere auspici migliori e fortuna. Obbedire al fatum con il miglior amor fati. Disporsi all’ultima fase della conversione, il Deos sequi. Proporsi di non deviare mai dal Deos sequi e seguire l’esempio del sommamente pio Enea, per attuare il Bene Pubblico e aspirare alla gloria divina dei giusti.
Operare per attuare in se stessi la Regalità e il Regno Divino, con la loro Pace e la loro Giustizia, ovvero costituire in se stessi la Pax Deorum Hominumque e la Salus relativa. Disporre dello stato di virtù che consente di attuare la Giustizia Divina nell’Urbe e nell’Orbe, estendendo la Pax Deorum Hominumque all’umanità per costituire la Salus Publica. Avere la consapevolezza di incarnare una funzione universale assoluta, al di sopra dei fini particolari delle religioni e delle nazioni, che mira al’Unità Trascendente del Bene Comune. Avere la consapevolezza e l’onore di essere Italiani oggi e di poter praticare una religione, una cultura, una condotta civile e morale della persona, della famiglia, della gente e della società religiosa, che hanno un carattere benefico assoluto.
Seconda parte. Le conseguenze della mancata conversione religiosa dell’animo e la sfigurazione dell’uomo
L’animo religioso pio, buono e giusto. L’integrazione compiuta dell’uomo nella Provvidenza Divina. Il possesso del credere Deos. La determinazione del Deos sequi. L’unico principio autorevole di riferimento è la Sapientia Divina. La forma mentis religiosa romano-italiana. Ogni atto deve fondare sulla sapientia religiosa romana.
Cosa succede all’animo ateo e superbo che non si converte. L’ignoranza della Realtà, dell’Essere e di sé. La mancanza di fondamento degli atti dell’animo. L’illusione e la deviazione della vita nella vanità. Il patimento di Chimera e Medusa. La credulitas e l’alterazione dell’esperienza della realtà. L’ateo scambia il male per bene. La forma mentis atea, profana, empia e viziosa. L’empio è un burattino mosso sempre dai demoni inferi.
Le due vie dell’animo soggetto al male: seguire la via della conversione religiosa o seguire della via del contemnere Divum. Il disprezzo di Dio e della Giustizia Divina e la rovina dell’uomo. L’illusione di libertà del superbo. La catena della deviazione rovinosa che segue al disprezzo di Dio. Per l’ateo Dio non esiste: negazione della realtà metafisica e sprofondamento nel delirio. Se Dio non esiste, segue che non vi è governo provvidenziale necessario, per l’ateo tutto procede casualmente, perciò senza senso. Se non esiste una provvidenza necessaria non ci sono vincoli nella condotta, né obblighi di alcun tipo, così l’ateo cancella i fondamenti ontologici della religione. Per l’ateo l’uomo è un ente carnale contingente ed effimero, immerso nel non senso. Non esistendo nulla oltre corpo e tempo, occorre che la vita si risolva nel corpo e il corpo impone la ricerca del piacere. Per l’ateo il piacere è il bene a cui l’uomo deve tendere nella sua vita. Ogni atto dell’esistenza dell’ateo si risolve nell’utilitarismo individualistico, pragmatistico ed edonistico.
La persistenza del contemptor Divum nell’abominio e la rebellio pertinace. I tre stati dell’essere da cui l’uomo può esprimersi. L’uomo può parlare con la voce di Dio, la voce dell’uomo, la voce dei demoni. Il contemptor parla sempre con la voce dei demoni e, nel caso peggiore, con la voce di Flegias. Nel soggetto che non è stabile nel credere Deos vi è alternanza fra l’espressione con la voce dei demoni e quella dell’uomo. Il dominio di Flegias nei comportamenti dell’uomo ateo: ribellione, insolenza, inverecondia, perfidia, opinioni vuote, critica superba, ecc. Il cuore duro, la testa durissima e la carnalità feroce dell’empio ribelle.
Il contemptor e la reazione avversa all’esposizione del credo religioso, ovvero del Verbo Divino degli Dei. L’accentuazione della rebellio e la pertinacia rovinosa. La voce di Dio è respinta dall’ateo ribelle con superbia vanitosa. Il disprezzo continuo di Dio, dei Padri Divini e della vita religiosa. Il contemptor è un soggetto che distrugge l’uomo, la società umana e ogni cosa con cui entra in relazione. Come affrontare la condizione di durezza dell’animo prono al male che caratterizza il contemptor radicale. La via della sfigurazione teriormorfa dell’anima in Flegias. La via senza ritorno del contemptor Divum.
La malignità radicale e il tradimento dei benefattori. La radice della tragedia esistenziale dell’ateo ribelle. La sfigurazione completa dell’anima attraverso l’assimilazione a Flegias, il capovolgimento della teomorfosi nella teriomorfosi. La negazione radicale del Bene nel miserrimus.
La via di risoluzione della malignità radicale dell’animo. La disciplina convertiva e la formazione della modestia. L’integrazione dell’animo nella Providentia e nella Iustitia. La costituzione del credere Deos e la vera fides. La costituzione dell’animo nell’amor Dei e la sola felicità possibile.